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Premier League - Sunderland 2
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Premier League: i segreti del Sunderland di Ghisolfi, squadra rivelazione in Inghilterra

Da Ghisolfi a una quota italiana, passando per un mercato rivoluzionario. Ecco i segreti del Sunderland terzo in Premier League.

Guardando la classifica della Premier League, balza all’occhio la posizione in classifica del Sunderland. Infatti, i Black Cats sono terzi in classifica con 17 punti conquistati in 9 partite. L’Arsenal di Arteta capolista dista solamente 5 lunghezze. Ma come ha fatto una neopromossa a conquistare tutti questi punti in così poco tempo?

Come fa il Sunderland a essere terzo in Premier League?

Vedere una neopromossa nelle zone nobili della classifica lascia sempre un po’ di stupore, se la si vede nel campionato inglese ancora di più. Infatti nelle ultime stagioni non è stato raro che le squadre neopromosse a fine stagione fossero le stesse a retrocedere. Eppure il Sunderland ha deciso di utilizzare un approccio completamente differente rispetto alle altre squadre che hanno fatto il salto dalla Championship.

Sunderland: un mercato da 160 milioni di sterline. Da capitan Xhaka a Mukiele passando per il bomber Isidor

In contrapposizione alla strategia della “gratitudine” sempre più spesso utilizzata dalle squadre che hanno fatto bene in seconda divisione, i biancorossi hanno deciso di rivoluzionare la rosa e portare nel nord dell’Inghilterra ben 15 nuovi acquisti. A reclutare, valutare e chiudere gli affari per questi giocatori ci ha pensato l’ex Ds della Roma Florent Ghisolfi. Rosa rivoluzionata e praticamente solo 3 giocatori confermati: il centrale Ballard, l’ala Hume e Lee Fee (anche lui ex Roma portato nella capitale proprio da Ghisolfi) che svaria tra centrocampo e trequarti. Parecchi dei nuovi acquisti stanno avendo un impatto ben oltre le aspettative: come per esempio capitan Granit Xhaka. L’ex Arsenal e Leverkusen oltre a portare una mentalità vincente sta trascinando i compagni grazie al suo carisma e la fame di vittorie. Mukiele in difesa si sta rivelando uno dei centrali più solidi e affidabili della Premier. Il vero gioiellino però è Noah Sadiki. Centrocampista classe 2004 prelevato dall’Union Saint Gilloise che sta dominando i centrocampi inglesi grazie a un’incredibile mix di fisicità e tecnica supportato da una grande caparbietà e grinta. L’investimento più esoso è stato quello che ha portato all’acquisto Habib Diarra che si è messo in mostra lo scorso anno con la maglia dello Strasburgo ed è costato 31 milioni ma per infortunio sarà out fino a dicembre. Il bomber della squadra invece è Wilson Isidor che ha già segnato 4 reti ed è arrivato lo scorso anno dallo Zenit.

Sunderland: il pragmatismo di Le Bris

A orchestrare la squadra c’è Regis Le Bris. Allenatore francese che punta molto più alla sostanza che all’estetica. Il Sunderland si schiera con un 4-3-3 che in fase difensiva si trasforma velocemente in 5-3-2 dalle linee strettissime e in fase di possesso sfrutta la velocità dei propri esterni. Il tecnico francese concede volentieri il possesso agli avversari e poi punta sul cinismo dei propri attaccanti. Infatti i Black Cats sono terzultimi per Possesso Palla con una media del 42,2%. Inoltre hanno segnato solamente 11 gol e hanno raccolto 17 punti. Numeri in controtendenza, in teoria, con la classifica che per l’ennesima volta conferma che le statistiche contano fino a un certo punto.

Sunderland: the Stadium of Lights è un fortino quasi inespugnabile

Uno dei maggiori punti di forza dei biancorossi è il clima caldissimo dello Stadium of Lights. Quando il Sunderland gioca in casa si paralizza la città e la passione invade lo stadio regalando allo Stadium of Lights uno dei climi più elettrici d’Inghilterra. Il tifo è incessante a prescindere dal risultato. Basti pensare che fino a 4 anni fa il Sunderland militava in terza serie e lo stadio comunque raggiungeva il sold out praticamente ogni giornata.

Sunderland: una struttura societaria ben organizzata

Il presidente del Sunderland ha solamente 28 anni eppure è una figura chiave per il club. Kyril Louis-Dreyfus è molto presente e cura molto ogni dettaglio. Dal rapporto con i tifosi a quello con i dirigenti. La parola d’ordine è qualità. Infatti il presidente poche settimane fa ha investito sul nuovo centro sportivo e su dei nuovi campi d’allenamento all’avanguardia. Convinto che infrastrutture di qualità possano portare a grandi risultati. Oltre questi tipi di dettagli cura molto anche i rapporti umani. Infatti ha portato figure di spicco come Ghisolfi e l’ex match Analyst di Luis Enrique. Nello staff di Le Bris c’è anche una quota italiana rappresentata da Luciano Vulcano, che ha fatto parte dello staff di Pioli nelle ultime stagioni.

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