Prima di ogni fischio d'inizio, dagli altoparlanti dello stadio risuonano due canzoni italiane: "Buona Sera Signorina" e "Marina", dell'artista Rocco Granata. Ma qual è il motivo di questo omaggio musicale italiano in un club belga?
La risposta si trova nella storia di Rocco Granata, nato nel 1938 a Figline Vegliaturo, in Calabria. Da bambino, si trasferì con la famiglia a Waterschei, un quartiere di Genk all'epoca densamente popolato da immigrati italiani.
Suo padre era uno dei tanti connazionali che lavoravano nelle miniere di carbone della zona, spinti dalla speranza di una vita migliore. Granata crebbe in un ambiente dove la cultura italiana era forte e viva, nonostante le difficoltà della vita in una comunità di minatori.
Fin da giovane, Rocco sviluppò una grande passione per la musica e in particolare per la sua amata fisarmonica. Sebbene il padre fosse inizialmente scettico riguardo a una carriera artistica, Granata non si arrese. e iniziò a esibirsi in eventi locali e formò una band chiamata "Quintetto Internazionale".
Il successo arrivò con il brano "Marina", ispirato dalla pubblicità di una marca di sigarette. La canzone divenne un successo mondiale, consacrando il nome di Granata sulla scena musicale internazionale.
La popolarità dell'artista in Belgio, e specialmente a Genk, è tale che la sua musica è diventata parte integrante del rituale pre-partita del Genk. Si tratta di un tributo a un figlio adottivo della città, che ha saputo portare con orgoglio le sue radici italiane a Genk, lasciando un'impronta indelebile.
Ascoltare le sue canzoni allo stadio è un modo per celebrare i profondi legami culturali e la storia personale che uniscono la città di Genk all'Italia.