La storia in breve della squadra di pallanuoto più titolata al mondo, fatta da innumerevoli trofei e record irripetibili: la leggendaria Pro Recco.
Prima di parlare della Pro Recco, sarebbe giusto fare un’introduzione allo sport di cui stiamo parlando. Sì, perché la pallanuoto, pur essendo uno sport storico nato verosimilmente in contemporanea con il più conosciuto calcio, e proprio tra Inghilterra e Scozia, non è molto seguito.
Il gioco è semplice: 7 giocatori in acqua, di cui 6 di movimento più il portiere, e altri 6 giocatori in panchina. L’obiettivo? Semplice, segnare più gol dell’avversario esattamente come nel calcio. Il sistema di punti è uguale, l’unica differenza a volte sta nel numero di gol segnati a partita, data la maggiore dinamicità della pallanuoto.
L’Italia è considerata tra i maestri di questo sport, allo stesso livello di paesi come Serbia, Ungheria, Croazia e Spagna, con ben 3 ori olimpici, 4 mondiali e tanti altri prestigiosi trofei. Uno tra questi, l’oro olimpico vinto contro la Spagna proprio in casa loro nel 1992, è considerato tra i più importanti, perché ha dato il via alla leggenda del Settebello che conquisterà successivamente la Coppa del Mondo, gli Europei e i Giochi del Mediterraneo.
E la Pro Recco? Facile la risposta per gli appassionati: non solo il club più famoso d’Italia ma anche il club più titolato al mondo.
Bisogna andare un bel po’ indietro nel tempo per risalire alle origini di questo glorioso club. Facciamo un salto al 1913, anno di fondazione in quel di Recco, provincia di Genova, precisamente nella zona dei Bagni di Enotria, da cui prende il nome “Rari Nantes Enotria” durante i primi anni d’esistenza.
Il nome fu in seguito cambiato in Pro Recco ed è nel 1953 che inizia la storia di questo club, con la vittoria del campionato di Serie B e la promozione in Serie A, storica per una squadra di una piccola città di circa 10000 abitanti che giocava le sue partite in mare a Punta Sant’Anna.
In quel periodo c’erano squadre sicuramente più attrezzate del Recco, come la Lazio o la Canottieri Napoli, provenienti da città più grandi e con mezzi economici decisamente diversi. Eppure il Recco, in soli 6 anni e con una squadra fatta di soli recchelini, riuscì a vincere lo scudetto che fece da trampolino di lancio per un ciclo vincente che durò fino al 1984.
Dopo un ventennio buio, entra in scena una figura di vitale importanza per la Pro Recco dell’era moderna: Gabriele Volpi, ex pallanotista e giocatore del Recco, che ne diventa presidente, anzi, per essere più corretti, il presidente più vincente della storia della pallanuoto.
Volpi ha trasformato la squadra negli anni, facendo diventare la Pro Recco un vero e proprio club con investimenti importantissimi sia a livello di strutture che a livello di organico. Investimenti che hanno ripagato probabilmente più di quanto si aspettasse, con 17 scudetti, 16 Coppe Italia e 8 LEN Champions League.
Un ventennio quasi irripetibile, pieno di trofei e record, ma anche di cambiamenti radicali, con la Pro Recco che è diventata negli anni un punto di riferimento per la pallanuoto italiana e mondiale, attirando a sé ogni anno i migliori giocatori di tutto il mondo che fanno quasi a gara per poter giocare per una squadra così leggendaria.
Come tutte le favole, perché possiamo tranquillamente parlare di favola quando parliamo della storia di una squadra che ha letteralmente dominato negli ultimi 20 anni la scena mondiale della pallanuoto, anche questa ha una fine.
L’estate del 2024 ha sancito il cambio di presidenza della Pro Recco. Volpi, con un comunicato che ha lasciato tutti, compresi gli addetti ai lavori, senza parole, ha deciso di passare il testimone insieme alla sua società Orlean Invest, la holding che controllava il club.
La decisione presa da Volpi è sicuramente dolorosa; il suo legame con la città e la squadra di Recco è viscerale. Ciò che ha creato in questi anni di presidenza è stato qualcosa di unico e tutti noi appassionati e noi italiani non possiamo che provare un senso di ammirazione e gratitudine per aver portato in alto la pallanuoto italiana nel mondo.
Adesso è tempo di ripartire, e non sarà facile. La squadra avrebbe dovuto cambiare lo storico nome da Pro Recco a Recco Waterpolo, vendendo quindi il titolo sportivo valido per l’iscrizione e partecipazione alla Serie A1. Sembra però che negli ultimi giorni sia arrivata una svolta che potrebbe salvare le sorti della Pro Recco, in quanto la famiglia Behring ha rilevato il club e completato l’acquisizione.
La famiglia brasiliana è nota per i suoi sforzi nel promuovere la tradizione sportiva tramite la Behring Foundation, una fondazione già impegnata in Brasile nella promozione dello sport in generale.
La svolta quindi c’è stata. La squadra ha ricevuto il benestare da parte della federazione per poter partecipare sia al campionato di Serie A1 che alla Euro Cup 2024-2025, utilizzando gli storici colori e il nome della “vecchia” Pro Recco. Sarà anche grazie ai giocatori più rappresentativi, che hanno deciso di rimanere anche in un momento complicato, come il capitano Francesco Di Fulvio, che il club renderà ancora orgogliosi gli appassionati di tutto il mondo. Ed è con un sospiro di sollievo che possiamo finalmente affermare che la squadra più titolata al mondo è salva.