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Pallanuoto: come funziona il VAR? I casi di utilizzo e il Challenge

Un anno di cambiamenti per la pallanuoto, che, oltre alle nuove regole, ha visto l’introduzione del VAR. Ma come funziona? Andiamo a scoprirlo.

I Mondiali di Singapore sono appena finiti e la pallanuoto è stato uno degli sport protagonisti. La curiosità tra gli appassionati era tanta, data dall’introduzione di nuove regole che mirano a modernizzare e rendere più ‘attraente’ uno sport considerato tra i più duri al mondo.

Tra le novità e le nuove regole, anche nella pallanuoto, dopo calcio, tennis, basket e altri sport, è arrivato il VAR. Un ausilio tecnologico che potrebbe risultare particolarmente utile in alcuni casi complicati, dove gli arbitri fanno fatica a prendere una decisione. Andiamo, dunque, a vedere in quali casi verrà utilizzato il VAR e cosa è il Challenge a disposizione degli allenatori.

VAR – Come funziona e in quali casi puó essere utilizzato

Il regolamento parla chiaro: sono pochi i casi di utilizzo del VAR nella pallanuoto, e ciò è stato deciso per non creare continue interruzioni in uno sport che fa della dinamicità una delle sue peculiari caratteristiche.

I due casi dove si utilizzerà il VAR sono i seguenti:

  1. Determinare il goal/no goal: si utilizzerà, dunque, il monitoraggio video nei casi in cui determinare un gol sia complicato.

  2. Identificazione di azioni violente o brutalità, come venivano chiamate prima le azioni in cui i giocatori si rendevano protagonisti di gesti violenti

Il Challenge – Cosa è e come funziona

Una delle regole più innovative, ma anche forse quella più richiesta da società e allenatori, è quella di dare la possibilità ai coach di richiedere la VAR review per contestare una chiamata arbitrale.

Con il nuovo regolamento dunque, ogni allenatore potrà usufruire di un solo challenge a partita, ma solo per alcuni casi specifici:

  • Un tiro d’angolo o un tiro di porta.

  • Un gol.

  • Una dichiarazione di non gol.

  • Un’interferenza nel tiro di rigore di un atleta.

  • Un gol registrato allo scadere del “tempo di possesso” o alla conclusione di un periodo.

  • L’ingresso o il rientro improprio o illegale di un atleta nel campo di gioco.

  • Un tiro effettuato alla fine di un periodo, durante il quale un giocatore viene ingiustamente escluso dal campo di gioco.

  • Qualsiasi errore percepito commesso dal tavolo della giuria;

  • Qualsiasi errore elettronico percepito che non è stato esaminato dal VAR.

Nel caso in cui il challenge dell’allenatore si corretto, si ha il diritto ad un secondo challenge nella stessa partita.

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