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Nazionale: Guardiola dice no, Maldini vuole Pirlo. Come giocherebbe la sua Italia?

Il cerchio sta per chiudersi, la Nazionale italiana avrà presto il suo nuovo CT. Guardiola si allontana e Maldini prova a chiudere per Pirlo.

Sapevamo già che il tentativo di portare Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale italiana da parte del nuovo direttore tecnico Paolo Maldini e di Leonardo sarebbe stato molto complicato.

Il tecnico catalano non ne fa una questione di soldi, come ha affermato nella giornata di ieri lo stesso Maldini, ma per lui è importante questo momento di pausa.

I vertici federali speravano proprio in una rinuncia a questo anno sabbatico annunciato da Guardiola, che probabilmente non avverrà. Spazio dunque a un allenatore voluto dal nuovo direttore tecnico: Andrea Pirlo.

Il “Maestro” potrebbe tornare in panchina dopo aver vinto il Mondiale del 2006 con la maglia azzurra, a distanza di vent’anni, ma attenzione alla candidatura di Antonio Conte, spinta dai club di Serie A.

Ma come giocherebbe la Nazionale di Pirlo?

Andrea Pirlo Ct – Come giocherebbe la sua Nazionale?

Il calcio di Andrea Pirlo si basa su dei principi di gioco ben precisi ed è meno legato alla classica scelta di moduli. “Adattabilità” è forse la parola principale se si guarda alla breve carriera in panchina del Maestro; in ogni squadra in cui ha allenato è riuscito ad adattarsi ai calciatori a disposizione facendo, allo stesso tempo, capire le proprie idee di gioco.

La Nazionale di Pirlo sarebbe una squadra in stile “spagnolo”: i principi di gioco del Maestro collimano con lo stile del calcio iberico, che si basa sul possesso della palla e sulla riaggressione alta non appena si perde il possesso.

Parlare di moduli adesso sarebbe alquanto inutile, mentre è più importante parlare di interpreti:

  • Portiere: Donnarumma ovviamente è il titolare; nonostante Pirlo voglia un portiere bravo con i piedi, Gigio ha dimostrato al City di essere migliorato molto in questo fondamentale.

  • Difesa: Sarà importante avere un difensore abile nel palleggio, proprio come Alessandro Bastoni, coadiuvato da due centrali forti fisicamente e abili nella marcatura nel caso di una difesa a 3. Calafiori, Mancini e Buongiorno rispondono a queste caratteristiche.

  • Centrocampo: Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma Pirlo, come faceva lui in campo, vuole comandare il gioco. L’Italia non ha un regista della sua caratura, ma Manuel Locatelli al momento è il migliore in questo ruolo. Tonali e Barella sarebbero gli altri titolari, ma attenzione ai giovani come Vergara, Ndour o Pisilli.

  • Attacco: Pirlo vuole un attaccante bravo a dare profondità alla squadra, ma anche velocità e tecnica. Moise Kean e Retegui probabilmente saranno le prime scelte, con Pio Esposito pronto a prendersi più responsabilità. In attacco sono tanti i giovani interessanti da lanciare: da Ekhator a Camarda, passando per Samuele Inacio e Venturino.

Nonostante il no di Guardiola, l’Italia potrebbe comunque avere uno stile italo-spagnolo, con il Maestro Andrea Pirlo pronto a prendere le redini di una Nazionale da riportare sul tetto del mondo.

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