Brasile in cima alla classifica delle nazionali che hanno vinto più Mondiali, davanti alla Germania e all'Italia (grande assente). La graduatoria completa delle selezioni top.
Tutto pronto per la 23esima edizione dei Mondiali, un torneo da record che per la prima volta è organizzato congiuntamente da tre Paesi (Stati Uniti, Messico e Canada) e che vede allargato ulteriormente il lotto delle partecipanti alla fase finale.
Dall'11 giugno al 19 luglio 2026 saranno in 48 a battersi per il titolo più ambito da ogni calciatore: la Coppa del Mondo. Ma chi ne ha vinte di più? Ecco la graduatoria completa delle nazionali top, quelle che si sono assicurate il trofeo nelle 22 edizioni precedenti.
In cima alla classifica delle più titolate c'è la mitica Selecao brasiliana, unica al mondo a vantare cinque successi nel torneo più prestigioso. Una storia cominciata nel 1958 in Svezia, col primo trionfo griffato dalle giocate di un giovanissimo fenomeno, Pelé, e dal “futebol bailado” di una dinastia di campioni: Didì, Vavà, Zagallo e tanti altri.
Una squadra talmente forte da poter sopperire, quattro anni dopo in Cile, all'assenza per infortunio dello stesso Pelé, vincendo il secondo titolo in finale sulla Cecoslovacchia grazie alle reti di Amarildo, Zito e del solito Vavà. Il terzo sigillo nel 1970 in Messico, grazie al 4-1 sull'Italia. L'ultimo trionfo di Pelé e di una squadra leggendaria, comprendente – tra gli altri – i funamboli Gerson, Jairzinho e Carlos Alberto.
Dopo 24 anni senza successi, il Brasile è tornato sul tetto del mondo nel 1994 ancora grazie a un successo sugli Azzurri nella finale delle finali: sia i verdeoro sia l'Italia, infatti, erano a quota tre con la Germania in cima all'albo d'oro. Una vittoria ai rigori sotto il sole cocente di Pasadena: fatale il tiro alto di Baggio, con Romario, Bebeto e un giovanissimo Ronaldo in trionfo per il titolo di “tetracampeao”.
Otto anni dopo in Giappone e Corea del Sud Ronaldo sarebbe stato protagonista assoluto per il Brazil “pentacampeao”: 2-0 in finale all'altra grande del calcio mondiale, la Germania, con doppietta decisiva dello stesso Fenomeno.
Quattro i successi tedeschi, tre conquistati sotto la vecchia denominazione di Germania Ovest. Il primo nel 1954 in Svizzera marchiato a fuoco dalle prodezze di Fritz Walter e dall'incredibile trasformazione in finale di una squadra che, contro la Grande Ungheria di Puskas, nella fase a gironi aveva perso 8-3. Dopo l'uno-due dei magiari in finale, l'incredibile rimonta firmata da Morlock e da una doppietta dello scatenato Rahn per il primo titolo della Germania Ovest.
Vent'anni dopo, in casa, il bis sotto la guida del Kaiser Franz Beckenbauer e di Gerd Muller, formidabile bomber. Decisivo il 2-1 in finale su un'altra grande incompiuta, l'Olanda: di Breitner e Muller le reti della rimonta dopo l'iniziale vantaggio olandese di Neeskens.
Il terzo titolo nel 1990 in Italia, con Beckenbauer stavolta protagonista dal campo alla panchina. Era la nazionale di Matthaus, Klinsmann e Brehme, i tre interisti decisivi in tutte e sette le partite della competizione. Di Brehme il rigore che ha risolto la finale di Roma contro l'Argentina di Maradona.
Nel 2014 in Brasile, infine, il quarto e ultimo titolo, il primo dopo la riunificazione delle Germanie. Dopo il clamoroso 7-1 ai padroni di casa del Brasile (il mitico “Mineirazo”), è bastato un golletto di Gotze all'overtime ancora contro l'Argentina per riportare i tedeschi sul tetto del mondo.
A quota quattro anche l'Italia, unica tra le grandi nazionali a non aver conquistato il biglietto per i Mondiali 2026. Ci si può consolare coi trionfi del passato, a cominciare da quello del 1934 nei Mondiali organizzati in casa e vinti grazie al successo in rimonta nella finale con la Cecoslovacchia. L'Italia di Vittorio Pozzo e di Meazza, con Orsi e Schiavio determinanti nel ribaltare un match che si era messo male per il gol di Puc a meno di 20' dalla fine.
Quattro anni dopo in Francia il meraviglioso bis confezionato ancora da Pozzo in panchina. Spettacolare il 4-2 in finale all'Ungheria, griffato dalle doppiette degli scatenati Colaussi e Piola.
Più recenti i triofi successivi. Quello del 1982 in Spagna porta la firma di Pablito Rossi, capocannoniere con sei gol, e di Marco Tardelli col suo urlo liberatorio dopo il gol nella finale di Madrid con la Germania, sotto lo sguardo estasiato del presidente Pertini. Di Rossi (e chi se no) e Altobelli le altre reti della finale, prima del 3-1 di Breitner allo scadere.
Nel 2006, poi, il trionfo in Germania della nazionale di Lippi, con Totti, Del Piero, Materazzi e Grosso protagonisti di una delle imprese più incredibili di sempre. Vittoria ai rigori in finale sulla Francia dopo l'1-1 del 120' (a segno Zidane, poi espulso, e Materazzi), con tiro decisivo di Grosso.
Tre i successi per l'Argentina. Una storia cominciata col Mondiale casalingo del 1978, segnato dalle prodezze dello scatenato centravanti Kempes, eroe anche della finale con l'Olanda vinta 3-1 grazie a una sua doppietta. Di Bertoni l'altro gol che ha chiuso i conti negli ultimi minuti.
Otto anni dopo, in Messico, il successo targato Maradona. Cinque i gol di Dieguito nel torneo, tra cui quello giudicato il più bello di tutti i tempi contro l'Inghilterra nei quarti. Pirotecnica la finale con la Germania: 3-2, con doppio vantaggio Albiceleste di Brown e Valdano, pareggio tedesco con Rummenigge e Vollet e rete decisiva di Burruchaga nel finale.
Nel 2022 il tris sotto il segno di Messi in Qatar. Avvio stentato, poi la costante risalita e la vittoria ai rigori in finale sulla Francia dopo il 3-3 al 120'.
A quota due ci sono Uruguay e Francia. La Celeste ha vinto i Mondiali del 1930 in casa, superando 4-2 in finale l'Argentina con reti di Dorado, Ceao, Iriarte e Castro, e quello del 1950 in Brasile superando nella partita decisiva la nazionale di casa nel leggendario "Maracanazo". Di Schiaffino e Ghiggia le reti che hanno consegnato il titolo all'Uruguay ribaltando il gol iniziale di Friaca, gettando nello sconforto i tifosi di Rio.
Due vittorie anche per i Bleus francesi, giunte in epoca relativamente recente. Nel 1998 il primo titolo in casa, dopo aver schiantato in finale il Brasile: 3-0 con doppietta di Zidane e sigillo finale di Petit. Vent'anni dopo il bis in Russia, grazie al 4-2 in finale sulla Croazia. Un Mondiale segnato dalle prodezze di Mbappé, autore di un gol nel match decisivo come Griezmann e Pogba, e dalla forza d'urto di una nazionale ben assemblata dal mago Deschamps.
Una sola vittoria per altre due grandi nazionali, Inghilterra e Spagna. I maestri hanno vinto solo l'edizione organizzata in casa nel 1966, peraltro col giallo del gol fantasma di Hurst. Quattro a due alla Germania in finale, con reti di Haller e Weber per i tedeschi e tripletta dello stesso Hurst, più un gol di Peters, per l'Inghilterra.
Solo nel 2010, invece, la Spagna si è unita al club delle titolate. Vittoria della Roja in finale sull'Olanda firmata da un gol di Iniesta a 5' dai rigori della finale di Johannesburg, in Sudafrica.