Messico in cima alla lista: per la terza volta i Mondiali si giocheranno nei suoi stadi. Altri cinque Paesi sono stati designati a ospitare la Coppa in almeno due occasioni.
I Mondiali di calcio, insieme alle Olimpiadi, sono l'evento sportivo più seguito, atteso e ammirato. Organizzarli è motivo d'orgoglio per il Paese ospitante per i riflessi economici ma anche e soprattutto per il prestigio che ne deriva. Un orgoglio che il Messico, nell'estate del 2026, vivrà per la terza volta. Il Paese latinoamericano sarà infatti il primo a ospitare per la terza volta partite del “Mundial”. Ma altre cinque nazioni sono state chiamate a organizzare la Coppa in più di una circostanza. Ecco la speciale classifica.
Comunque vada a finire, il Messico è destinato a entrare nella storia: nessuno ha mai organizzato tre edizioni dei Mondiali. Una storia cominciata nel 1970 con la prima edizione a 16 squadre, giocata in cinque città: Città del Messico (col nuovo e avveniristico stadio Azteca, teatro della finale), Guadalajara, Leon, Pueble e Toluca.
Sedici anni dopo il Messico ha ospitato nuovamente i Mondiali in sostituzione della Colombia, designata inizialmente ma poi ritiratasi. Fase finale, stavolta, a 24 squadre, e ben 12 stadi utilizzati: due quelli di Città del Messico (Azteca e Olimpico), due anche a Guadalajara (Jalisco e 3 de Marzo) e a Monterrey (Universitario e Tecnologico), più Puebla, Queretaro, Leon, Nezahualcoyotl, Irapuato e Toluca. L'Azteca è diventato il primo stadio a ospitare due finali.
Nel 2026, edizione a 48 squadre organizzata congiuntamente con Stati Uniti e Canada, tre città messicane ospiteranno le partite: Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. Il rinnovato Azteca, che sarà teatro della gara inaugurale dei Mondiali 2026, prenderà il largo nella classifica degli impianti dove si saranno giocati più match Mondiali: 24, cinque in più delle 19 ospitate finora.
Due i Mondiali organizzati in Italia. Il primo, nel 1934, ha visto la partecipazione di 16 squadre con classico tabellone tennistico (ottavi, quarti, semifinali e finali) e otto città coinvolte: Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze e Trieste. Finale a Roma nell'antesignano dello stadio Flaminio.
Cinquantasei anni dopo, nel 1990, l'estate delle "notti magiche" e del sogno infranto ai rigori in semifinale con l'Argentina. Fase finale a 24 squadre e 12 stadi coinvolti: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Firenze, Bologna, Genova, Verona, Udine, Palermo e Cagliari. Finale all'Olimpico di Roma.
Anche la Francia ha ospitato due edizioni dei Mondiali. La prima nel 1938, con formula analoga a quella di quattro anni prima in Italia e dieci stati utilizzati. Due a Parigi (Colombes e Parco dei Principi), uno a Marsiglia, Lione, Strasburgo, Bordeaux, Le Havre, Tolosa, Reims, Lilla e Antibes. Finale nell'iconico stadio di Colombes.
Sessant'anni dopo la nuova edizione, la prima a 32 squadre ma sempre con nove città e dieci stadi utilizzati. Parigi unica con due impianti (il Parco dei Principi e lo Stade de France, ubicato nel sobborgo di Saint-Denis), le altre città con uno a testa: Marsiglia, Lione, Lens, Nantes, Tolosa, Saint-Etienne, Bordeaux e Montpellier. Finale nel nuovo stadio di Saint-Denis, costruito appositamente.
Due i Mondiali brasiliani. Il primo nel 1950 con 16 squadre partecipanti (in realtà 13 perché tre rinunciarono) e sei stadi impiegati: Rio de Janeiro, San Paolo, Belo Horizonte, Curitiba, Porto Alegre e Recife. Fase finale particolare: in luogo della finalissima si è giocato un girone a quattro con base a Rio e San Paolo. Il match decisivo tra Brasile e Uruguay ha avuto luogo nel leggendario Maracana.
Nel 2014 il Brasile ha ospitato per la seconda volta il Mondiale, stavolta a 32 squadre. Dodici gli stadi coinvolti, uno per ogni città: Rio de Janeiro, San Paolo, Brasilia, Belo Horizonte, Fortaleza, Porto Alegre, Cuiaba, Curitiba, Salvador de Bahia, Manaus, Recife e Natal. Finalissima nel rinnovato Maracana, con capienza quasi dimezzata rispetto all'edizione di 64 anni prima.
Due i Mondiali ospitati dai tedeschi. Il primo, nel 1974, limitato solo alla Germania Ovest con 16 squadre al via e nove stadi coinvolti: Monaco, Berlino, Amburgo, Dortmund, Dusseldorf, Gelsenkirchen, Francoforte, Hannover e Stoccarda. Finale a Monaco di Baviera, in un'Olimpyastadion già teatro due anni prima delle Olimpiadi.
La seconda edizione del 2006 ha visto la partecipazione di 32 squadre e si è svolta per la prima volte nella Germania post riunificazione. Dodici gli stadi utilizzati: Berlino, Monaco, Dortmund, Stoccarda, Gelsenkirchen, Amburgo, Francoforte, Colonia, Hannover, Lipsia (unica città dell'ex Germania Est), Kaiserslautern e Norimberga. Finale sempre all'Olympiastadion, ma stavolta di Berlino: e tutti gli italiani ricordano come andò a finire.
Alla lista dei Paesi pluriorganizzatori sono destinati ad aggiungersi anche gli Stati Uniti, che hanno ospitato per la prima volta la coppa nel 1994. Era l'ultimo torneo a 24 squadre, nove gli stadi utilizzati: Pasadena, New York, Palo Alto, Detroit, Orlando, Chicago, Dallas, Boston e Washington. Finale a Pasadena, sobborgo di Los Angeles, uno degli storici templi del football americano.
Nel 2026, edizione organizzata congiuntamente con Messico e Canada, saranno 48 le squadre al via e 11 città statunitensi coinvolte: New York, Los Angeles, San Francisco, Seattle, Kansas City, Houston, Dallas, Atlanta, Boston, Filadelfia e Miami. Finalissima al MetLife Stadium di New York.