L’Uruguay di Bielsa debutta nel Gruppo H contro l’Arabia Saudita. Nello stesso girone, figurano anche Spagna e Capo Verde.
Il Mondiale 2026 è pronto a entrare nel vivo e il Gruppo H propone una sfida che potrebbe già dire molto sulle gerarchie del raggruppamento. Da una parte c’è l’Uruguay di Marcelo Bielsa, una delle nazionali più attese tra quelle che inseguono il ruolo di outsider di lusso. Dall’altra l’Arabia Saudita, che vuole confermare i progressi mostrati negli ultimi anni e provare a ritagliarsi uno spazio in un girone completato da Spagna e Capo Verde.
I sudamericani partono con aspettative importanti, ma i Green Falcons hanno già dimostrato in passato di saper sorprendere anche gli avversari più quotati. La sfida è in programma nella notte tra il 15 e il 16 giugno, con calcio d’inizio fissato a mezzanotte orario italiano.
Arabia Saudita (4-3-3): Al-Aqidi; Abdulhamid, Al-Tambakti, Al-Amri, Bu Washl; Al-Juwayr, Al-Khaibari, Kanno; Al-Shamat, Al-Buraikan, S. Al-Dawsari. Ct: Donis.
Uruguay (4-4-1-1): Rochet; Varela, Gimenez, Caceres, Olivera; Ugarte, Valverde, Bentancur, Viñas; Nuñez; M.Araujo. Ct: Bielsa.
La sfida Arabia Saudita-Uruguay va in scena al Miami Stadium, uno dei 16 impianti scelti per ospitare il Mondiale 2026 negli Stati Uniti. Situato nell’area metropolitana di Miami Gardens, lo stadio è una struttura polifunzionale che negli anni ha ospitato eventi sportivi di livello internazionale, dal football americano al tennis passando per il calcio. Grazie alla sua capienza superiore ai 60mila spettatori e a servizi all’avanguardia, rappresenta una delle sedi più prestigiose dell’intera manifestazione.
Arabia Saudita-Uruguay, in programma martedì 16 giugno a mezzanotte (orario italiano), è un’esclusiva DAZN. Per seguire l’evento, quindi, serve una connessione ad internet e un abbonamento con la celebre piattaforma streaming. In più, è fondamentale disporre di un dispositivo come smart tv, computer, tablet, smartphone o anche di un televisore più antiquato ma connesso ad internet tramite un Dongle HDMI come Fire TV Stick o Chromecast.
Per l’Arabia Saudita il Mondiale sta diventando un appuntamento sempre più familiare. I Green Falcons si preparano infatti a disputare la loro settima Coppa del Mondo e la terza consecutiva, confermandosi tra le nazionali più continue del panorama asiatico. Il miglior risultato resta l’approdo agli ottavi di finale ottenuto nel 1994, ma negli ultimi anni la selezione saudita ha saputo costruirsi una reputazione internazionale crescente.
Indimenticabile, in questo senso, il successo per 2-1 contro l’Argentina nella fase a gironi di Qatar 2022, una delle sorprese più clamorose nella storia della competizione. La qualificazione al torneo nordamericano è arrivata dopo un percorso complesso ma efficace. In panchina c’è il greco Georgios Donis, chiamato a guidare una squadra che fa affidamento soprattutto sui talenti del campionato nazionale e sull’esperienza di uomini simbolo come la colonna Salem Al-Dawsari.
L’Uruguay si presenta invece ai nastri di partenza con la voglia non semplicemente di partecipare ma di recitare un ruolo da protagonista. La Celeste partecipa per la quindicesima volta a un Mondiale e può vantare due titoli iridati conquistati nel 1930 e nel 1950. La qualificazione è arrivata senza particolari affanni grazie al quarto posto ottenuto nel durissimo girone sudamericano, impreziosito da vittorie di prestigio contro Brasile e Argentina.
A guidare la nazionale è Marcelo Bielsa, uno degli allenatori più influenti e riconoscibili del calcio moderno, capace di trasmettere intensità e identità alle sue squadre. La stella resta Federico Valverde, leader tecnico e carismatico di una rosa che può contare anche sull’esperienza di Ronald Araujo, Manuel Ugarte e Darwin Nunez. Nonostante non parta tra le principali candidate per il titolo, l’Uruguay ha qualità, organizzazione e tradizione per mettere in difficoltà qualsiasi avversario e spera di tornare almeno tra le migliori sedici del torneo.
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