Soprannominato “The Machine”, Merab Dvalishvili è una delle stelle più luminose della MMA, dove ha conquistato il titolo di campione dei pesi gallo.
Ha conquistato il mondo e sorpreso tutti nel corso di UFC 306, quando ha battuto Sean O'Malley in un incontro trasformatosi in corso d'opera in leggenda, aggiudicandosi il titolo dei pesi gallo. Da allora - era il 15 settembre 2024 - Merab Dvalishvili è diventato per tutti "The Machine", una macchina da combattimento capace di sbaragliare qualsiasi cosa o persona gli si pari davanti.
Il campione georgiano è oggi una delle stelle più luminose nel firmamento della MMA, uno dei fighter più amati e ammirati nonché protagonista di un altro evento cult: la difesa del titolo contro il russo Petr Yan a UFC 323, sempre a Las Vegas, teatro della memorabile vittoria su O'Malley.
Il futuro campione dei pesi gallo è nato a Tbilisi, capitale della Georgia, il 10 gennaio 1991. Sin da giovane ha iniziato ad allenarsi e a forgiarsi attraverso alcune discipline marziali locali come la lotta georgiana, chiamato anche qartuli chidaoba, e il più tradizionale khridoli, oltre al judo e al wrestling. È grazie a queste basi che Dvalishvili ha acquisito tecniche e fondamentali che si riveleranno utilissime più avanti, soprattutto per quel che concerne le sue capacità di neutralizzare tecnicamente e tatticamente i rivali e di controllarli nella fase di grappling.
A 21 anni, nel 2012, Merab Dvalishvili si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha avuto modo di affinare tecniche e metodologie di preparazione sotto l'egida di allenatori di grande esperienza come Ray Longo e Matt Serra. Il sogno di farsi strada nella MMA è diventato realtà dopo una lunga fase di gavetta.
Nei primi incontri (il Ring of Combat 47 contro Darren Mima e la CFFC 43 contro Ricky Bandejs) si sono chiusi infatti con delle sconfitte. E nelle 11 prime sfide della carriera Dvalishvili rimedierà quattro battute d'arresto. Dall'aprile 2018, in cui è stato sconfitto per sottomissione da Ricky Simon nella UFC Fight Night Barboza-Lee di Atlantic City, però, non perderà più.
Dopo di allora, infatti, il georgiano ha inanellato una striscia ancora aperta di 14 vittorie consecutive, portando il suo record complessivo a 21 vittorie e 4 sconfitte. Tre i successi per knockout ottenuti in carriera, due per sottomissione e 16 per decisione. Tra le sconfitte, una è arrivata per sottomissione e tre per decisione.
Il momento più alto della carriera di Merab Dvalishvili, come anticipato, è stato il match che gli ha consentito di diventare campione mondiale dei pesi gallo, piegando il grande Sean O'Malley. "Oggi sono il miglior combattente nella UFC, l'ho dimostrato", le sue parole al termine del match che lo ha reso a tutti gli effetti un eroe nazionale: mai, infatti, un combattente georgiano era riuscito ad aggiudicarsi un titolo UFC.
Un record che Dvalishvili ha difeso nei successivi incontri col russo Umar Nurmagomedov, battuto con decisione unanime, nella rivincita contro Sean O'Malley, piegato con una sottomissione, e con l'altro americano Cory Sandhagen, arresosi per decisione unanime.
Ci sono alcune caratteristiche che rendono fuori dell'ordinario lo stile di Dvalishvili nella UFC. La sua eccezionale forma fisica gli consente, ad esempio, di tentare numerosi takedown senza perdere di efficacia in velocità e in tecnica. La tecnica mista, che abbina attacchi moderni ad altri ispirati dalla tradizione, lo rende imprevedibile durnte gli incontri.
L'uso di ginocchiate, ma anche il sempre più accentuato utilizzo di parole e risatine offensive, sono le altre "armi" utilizzate dal georgiano per provocare e far innervosire i rivali. Uno stile particolarmente efficace e utile, anche in incontri molto attesi come il prossimo contro il russo Yan.