Battendo il Belgio, le Furie Rosse hanno allungato a 36 la striscia di incontri senza sconfitte: e pazienza se l'imbattibilità di Unai Simon si è interrotta dopo 650 minuti.
In Spagna è già ora di “fiesta” per la straordinaria cavalcata della Roja di Luis de la Fuente, giunta di gran carriera alla semifinale dei Mondiali dove affronterà, in una sfida che promette spettacolo e scintille, la Francia di Deschamps, Mbappé, Dembele e Olise. Decisiva la vittoria di misura, 2-1, sul Belgio di Rudi Garcia, De Bruyne e Lukaku: una vittoria ottenuta all'ultimo respiro, proprio come contro il Portogallo, ma con pieno merito.
Oltre che a un passo dalla seconda finale della propria storia (l'unica precedente è quella in Sudafrica nel 2010, risolta da un gol di Iniesta nel finale contro l'Olanda), la Spagna è a una sola partita da un primato molto significativo. Sono diventate 36, infatti, le partite consecutive senza sconfitte per Yamal e soci.
Il primato assoluto tra le Nazionali europee è di 37 ed è appannaggio, almeno per il momento, dell'Italia di Roberto Mancini, che tra il 2018 e il 2021 inanellò una lunga striscia di risultati utili capaci di fruttare, soprattutto, il titolo europeo grazie al doppio successo ai rigori di Wembley prima sulla stessa Spagna, poi sull'Inghilterra.
Alle Furie Rosse basterà non perdere tra i tempi regolamentari e i supplementari contro i francesi per fare altrettanto. Anche se la speranza dei tifosi iberici, naturalmente, è soprattutto quella di vincere per andare a giocarsi un altro titolo mondiale.
Intanto contro il Belgio è arrivata la fine dell'imbattibilità nel torneo di Unai Simon. Il portiere della Roja era l'unico, in questi Mondiali, a non aver subito alcun gol nelle prime cinque partite. Contro il Belgio la straordinaria imperforabilità della difesa spagnola si è conclusa "per colpa" del belga De Ketelaere, capace di scattare sul filo del fuorigioo e di deviare a rete di testa un traversone dalla destra, sorprendendo l'estremo difensore avversario.
La striscia d'imbattibilità nel torneo di Unai Simon si è dunque chiusa dopo 650 minuti, il periodo più lungo di tutta la storia dei Mondiali. Giusto una macchiolina in una serata altrimenti perfetta per la Spagna e per i suoi tifosi, anche se adesso la tenuta dell'estremo difensore e del reparto difensivo iberico sarà messa a dura prova dal confronto con un attacco stellare come quello dei Bleus.
Un'altra piccola macchia, a voler proprio trovare il pelo nell'uovo, è rappresentata per la Spagna dall'insolità sterilità offensiva di Lamine Yamal. Finora il giovane asso del Barcellona ha messo a segno un solo gol in tutto il torneo, quello che ha aperto le marcature nel secondo match della fase a gironi contro l'Arabia Saudita. Poi più niente.
Certo, il contributo dato dal giovane attaccante è stato comunque rilevante: da solo, di fatto, riesce a tener impegnate costantemente le difese avversarie. Forse è anche per questo che gli spazi per andare a segno li trovino i suoi compagni di reparto, Oyarzabal e – nelle ultime partite – Merino.
L'attaccante dell'Arsenal ha risolto il match come al Belgio con un gol di rapina nel finale, proprio come aveva fatto qualche giorno prima contro il Portogallo. Un saggio di freddezza e opportunismo, ma soprattutto un'arma ulteriore di cui dispone la Spagna per dare l'assalto ai Mondiali.