L'organizzazione, fondata nel 2003 da Wallid Ismail, una delle figure più importanti delle MMA brasiliane, ha lanciato numerosi campioni verso la ribalta internazionale.
Se oggi la UFC è ricca di lottatori brasiliani d'élite, è perché molti di loro hanno mosso i primi passi — tra pugni, calci e proiezioni — in altre organizzazioni. Tra queste, una delle più significative è senza dubbio il Jungle Fight, un vero e proprio punto di riferimento nel panorama delle arti marziali miste in Brasile.
Nonostante non sempre riceva il giusto riconoscimento all'estero, il Jungle Fight è la più grande promotion del paese e dell'intera America Latina, una vera e propria "fucina" di atleti. Spesso, infatti, emergere nella gabbia del Jungle Fight equivale a ottenere un biglietto d'ingresso per la UFC.
L'organizzazione è stata creata nel 2003 dal lottatore di Manaus Wallid Ismail, uno dei nomi più celebri nella storia delle MMA brasiliane. Già campione dell'IVC e soprannominato "Gracie Killer" per le sue numerose vittorie contro i membri della leggendaria famiglia del jiu-jitsu, Ismail ha ideato il Jungle Fight come parte del suo impegno per promuovere gli sport da combattimento in Brasile. Il nome è un chiaro omaggio alla foresta amazzonica del suo stato natale.
Con eventi organizzati in diverse città brasiliane e persino all'estero, come l'edizione tenutasi a Lubiana, in Slovenia, il Jungle Fight si è affermato tra i principali campionati di MMA a livello mondiale.
L'organizzazione si distingue anche per il suo forte impegno sociale. Molti eventi sono stati strutturati con "card sociali", offrendo a lottatori provenienti da comunità svantaggiate l'opportunità di farsi notare da grandi team, palestre e talent scout di promotion più importanti, come il ONE Championship e la stessa UFC.
Charles "Do Bronx" Oliveira
Deiveson Figueiredo
Fabricio Werdum
Lyoto Machida
José Aldo
Renan "Barão"
Rogério "Minotouro" Nogueira
John Lineker
Alan "Nuguette" Silva
Beth Correia
Paulo "Borrachinha" Costa