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Italia, Gattuso lascia la nazionale: giusto puntare su un CT straniero? Mou, Klopp o Guardiola, perché no?

L’Italia deve puntare su un CT straniero per rinascere? Una svolta che sarebbe storica.

Dopo la sconfitta contro la Bosnia, il calcio italiano è morto. Per la terza volta consecutiva. E la cosa più triste è che sembra non sapere come rinascere.

A questo punto, potrebbe essere il momento giusto per attuare una vera e propria rivoluzione che parta dai vertici. La FIGC a breve cambierà presidente e, viste le imminenti dimissioni di Gattuso, servirà anche un altro CT. Allora la domanda sorge spontanea: perché non puntare su un CT straniero?

L’Italia dovrebbe puntare su un CT straniero?

Per una nazionale, scommettere su un CT straniero è sempre un azzardo, soprattutto in quelle più blasonate. Qualora le cose dovessero andare male, le critiche si intensificherebbero, ma arrivati a questo punto, cosa ha da perdere l’Italia? Purtroppo, ben poco.

Nonostante il bel paese sia uno dei massimi produttori di allenatori d’élite, a questo punto bisogna considerare tutte le opzioni. Gli allenatori top sono tutti sotto contratto e un cambiamento simile potrebbe portare una ventata di aria fresca, più che mai necessaria. Ma quali sarebbero le migliori opzioni a disposizione?

Jürgen Klopp

L’allenatore tedesco, dopo la leggendaria esperienza al Liverpool, ha detto di essere stanco e stressato e di voler tornare a condurre una vita normale, dedicando tempo alla sua famiglia. Un incarico da CT potrebbe avere benefici reciproci sia per lui, che avrebbe a disposizione molto più tempo, visti gli impegni più distaccati, sia per gli azzurri, che ripartirebbero da un top assoluto. Un genio della tattica che abbinerebbe anche carisma e leadership, compattando il gruppo. Il problema rimane l’ingaggio e la reale volontà di Klopp di ricominciare da un progetto che praticamente non esiste ed è alla rovina.

José Mourinho

Se si vuole ottenere un risultato a tutti i costi, probabilmente non c’è miglior nome di quello di José Mourinho. Tanto carattere e tanto carisma rivoluzionerebbero completamente i problemi calcistici della nostra nazionale. Nella sua avventura a Roma ha dimostrato di saper e volere anche lavorare con i giovani. Pisilli è stato lanciato da lui, per esempio, e lo riabbraccerebbe volentieri.

Il problema con Mourinho, forse, è il suo stile di gioco, che tende alla difesa, mentre in questo momento si vuole combattere a tutti i costi. Inoltre, è sotto contratto con il Benfica.

Pep Guardiola

La sua avventura al Manchester City sembra agli sgoccioli. Anche lui sembra averne abbastanza di una vita stressante alla guida di top club come Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City. Come nel caso di Klopp, allenare una nazionale per lui sarebbe un’occasione per riposare di più senza perdere prestigio.

Le uniche perplessità che sorgono con il nome di Guardiola sono i metodi di lavoro. Il tecnico catalano, per lasciare il segno con i propri club, ha bisogno di tanto tempo a disposizione. Lavorare ogni giorno sui meccanismi per poi avere una perfetta esecuzione durante le partite. Vedendo i giocatori solo poche volte l’anno, dovrebbe adattarsi.

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