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Formula 1, Gran premio di Cina: l'analisi della gara di Shanghai

Kimi Antonelli riporta l'Italia al trionfo. La casa tedesca è la più forte, ma la Ferrari e il ritrovato Hamilton non vanno sottovalutati. La Rossa se la può giocare.

Andrea Kimi Antonelli riscrive la storia. A soli 19 anni, il talento bolognese della Mercedes diventa il più giovane pilota italiano a imporsi in una gara valida per il Mondiale di Formula 1. Ma c’è di più: con il trionfo di Shanghai, Antonelli interrompe un digiuno tricolore lungo vent’anni. Era dai tempi di Giancarlo Fisichella (Malesia, 19 marzo 2006) che l'inno di Mameli non risuonava sul gradino più alto del podio.

Una vittoria da predestinato che non solo ridà fiato alla "scuola italiana", ma ribadisce la schiacciante superiorità di una Mercedes pronta a fare il vuoto dietro di sé.

Il dominio Mercedes e l'inseguimento Ferrari

La superiorità tecnica della Stella è evidente nella gestione magistrale della Power Unit, come confermato dalla classifica iridata. George Russell, reduce dal successo in Australia e dal secondo posto in Cina, resta leader con 51 punti, tallonato proprio da Antonelli a quota 47.

Alle loro spalle, gli unici inseguitori credibili restano i ferraristi. Charles Leclerc ha mancato il podio per soli tre secondi, chiudendo alle spalle di un finalmente convincente Lewis Hamilton (33 punti in classifica). Il fuoriclasse inglese ha conquistato a Shanghai il suo primo podio in "Rosso": un segnale di discontinuità che potrebbe rimescolare le carte dopo una primissima parte di stagione a senso unico.

Tuttavia, per colmare il gap, a Maranello serve un salto di qualità. Il punto debole resta la Power Unit, "l'elefante nella stanza" che garantisce ai tedeschi un vantaggio vicino al mezzo secondo al giro. Sebbene il pacchetto aerodinamico Mercedes sia superlativo, la Ferrari punta tutto sulla sosta di aprile.

Difficile vedere passi avanti già in Giappone (29 marzo), ma per Miami (3 maggio) la Rossa dovrà presentarsi con aggiornamenti sostanziali, in attesa dei cambi regolamentari di giugno sul rapporto di compressione che dovrebbero, sulla carta, ridimensionare il dominio Mercedes.

La crisi dei big e le note liete

Mentre la Ferrari prova a correggere il tiro, per gli altri top team è necessaria una vera rivoluzione. In Cina, nessuno dei tre contendenti all'ultimo titolo — Norris, Verstappen e Piastri — ha visto la bandiera a scacchi. Un dato clamoroso che evidenzia la crisi di McLaren e Red Bull, ormai distanti dagli obiettivi stagionali. A questo si aggiunge il palese nervosismo di Max Verstappen, che non ha nascosto il proprio disappunto verso questa nuova evoluzione della Formula 1.

Tra le note liete del weekend brilla Oliver Bearman: l'inglese della Haas vola a quota 17 punti (contro i 41 complessivi della scorsa stagione). Buona prestazione anche per Pierre Gasly, che regala all'Alpine un solido sesto posto.

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