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Europa League: Roma-Feyenoord è diventata una classica del calcio europeo

Il sorteggio di Nyon ha deciso che Roma e Feyenoord  si sontreranno per il terzo anno consecutivo.

Poche volte nella storia delle competizioni europee due squadre hanno avuto la possibilità di incontrarsi per tre volte di fila. Per i tifosi del Feyenoord e per quelli della Roma sembra uno scherzo del destino, eppure il sorteggio di Nyon ha decretato che le due squadre si scontreranno di nuovo per contendersi un posto agli ottavi di Europa League. Oltre a questi tre scontri di fila, c’è anche un altro precedente, sempre in Europa League, quando le due squadre si scontrarono in un sedicesimo di finale nel 2015 e anche in quel caso ebbe la meglio la squadra giallorossa che pareggiò 1-1 all’Olimpico con una rete di Gervinho e vinse poi 1-2 a Rotterdam con gol di Ljiaic e di nuovo l’ivoriano.

Ma ripercorriamo i due faccia a faccia più recenti tra le due squadre

La finale di Conference League

Entrambe le squadre arrivarono alla finale dopo aver sconfitto in semifinale un avversario complicato. Gli olandesi vinsero in casa contro il Marsiglia la gara di andata per 3-2 e poi pareggiarono 0-0 al Velodrome. Mentre i giallorossi pareggiarono a Leicester 1-1 con una rete del capitano Lorenzo Pellegrini e poi si assicurarono il pass per la finale all’Olimpico grazie a una testata di Tammy Abraham che dopo pochi minuti mise a segno l’unico gol del match. 

Le due squadre avevano voglia di alzare il trofeo a tutti i costi seppur con motivazioni differenti. La squadra di Rotterdam voleva continuare ad arricchire la bacheca europea che vede una Champions League conquistata nel 1970 e due Coppe Uefa, una arrivata nel ’74 e l’altra nel 2002. Per la Roma invece si trattava del primo trofeo europeo riconosciuto dalla UEFA nella sua storia; inoltre i giallorossi avevano la necessità di interrompere un digiuno dai titoli che durava da ben 14 anni quando nel 2008 la Roma di Spalletti conquistò la Coppa Italia.

La finale è stata una partita tesa e sentitissima da tutti, soprattutto dalle tifoserie che hanno dato spettacolo all’interno dell’ Arena Kombëtare di Tirana con delle meravigliose coreografie. La tensione in campo si è fatta sentire e le squadre hanno giocato in maniera prudente, cercando di studiare l’avversario e in attesa di un errore. Per la Roma dopo pochi minuti si era messa male visto che Mkhitaryan fu costretto ad abbandonare il campo per un problema che lo aveva allontanato dai campi nei giorni precedenti. La partita si è sbloccata al minuto 32 grazie a un lancio di Mancini che ha pescato l’inserimento di Zaniolo in area che ha addomesticato il pallone con il petto e poi con uno scavino ha ribadito in rete. 

Nel secondo tempo il Feyenoord è sceso con una mentalità aggressiva ma la Roma ha resistito grazie a una difesa solida, un Rui Patricio in gran forma e un pizzico di fortuna. Come tutte le finali, la partita è stata interrotta varie volte per via del nervosismo e del valore della posta in palio, ma dopo 90 minuti l’arbitro ha sancito la fine e così la Roma si è proclamata campione.

La coppa è stata accolta con grande orgoglio ed entusiasmo dai tifosi romanisti che il giorno seguente hanno accompagnato la squadra per le vie del centro di Roma in una festa indimenticabile per i capitolini.

Il quarto di finale di Europa League dello scorso anno

L’anno scorso la Roma è arrivata in finale di Europa League ma per poter arrivare a Budapest prima ha dovuto fare i conti con squadre di livello come il Salisburgo, la Real Sociedad di Alguacil e il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso. Tra queste squadre c’era anche il Feyenoord e il destino ha deciso che le due squadre si sarebbero ritrovate nuovamente ai quarti. 

I giorni precedenti al doppio confronto sono stati accesa dalla rivalità e dagli sfottò tra tifosi. La gara di andata si è giocata in un De Kuip infuocato con tanta sete di rivincita nei confronti della Roma. Il Feyenoord ha giocato quella partita con tanta intensità ed è riuscito a strappare una vittoria per 1-0. La Roma dal canto suo si era complicata la vita da sola con un rigore sbagliato da Pellegrini, tante occasioni sprecate e la prematura uscita dal campo di Dybala che non lasciava presagire nulla di buono. Al ritorno l’Olimpico, come sempre succede, si è fatto trovare pieno e vibrante con tanta voglia di spingere la squadra in semifinale. Anche in questo caso la partita è stata molto bloccata dalla tensione e dalla tattica fino a che Spinazzola non ha firmato il gol dell’1-0 che avrebbe permesso alla Roma di giocare i supplementari. 

Dopo il gol la Roma ha preso fiducia e ha continuato spingere ma all’ 80esimo è arrivato il gol di Paixao che per qualche istante ha fatto calare un gelido silenzio sull’Olimpico. Dopo lo shock, sia i tifosi che la squadra decisero di spingere e non arrendersi e dopo 9 minuti, a 60 secondi dal fischio finale, è arrivata un'azione al limite dell’area effettuata con coraggio e precisione che ha portato Dybala a controllare la palla con il destro, avvitarsi su stesso e poi concludere in rete con il piede forte. Un gol arrivato dall'uomo che non doveva esserci che ha trasformato l'inerzia della partita. Il colpo è stato accusato duramente dal Feyenoord che non è più riuscito a reagire e ha fornito linfa vitale ai giallorossi nei tempi supplementari. 

Al minuto 101 è arrivata la rete di El Shaarawy che ha fatto impazzire di gioia tutto lo stadio. Nonostante la gioia, la tensione era ancora alta tra i giallorossi, infatti, una rete dei biancorossi avrebbe significato i tiri dal dischetto. Ma 8 minuti dopo a regalare la semifinale alla Roma ci ha pensato il suo capitano, chiudendo il discorso qualificazione e un cerchio che gli ha permesso di liberarsi da un peso che si portava sulle spalle dalla gara di andata quando non era risuscito a essere freddo dagli 11 metri.

In attesa del playoff

Adesso le due squadre si temono e si rispettano a vicenda. La rivalità è salita alle stelle e il passaggio del turno assume un significato ancora più profondo. I duelli sono tanti a partire da quello tra Mourinho e Slot che spesso si sono mandati frecciatine vicendevoli. Il calcio è strano e il destino a volte si diverte a commettere scherzi, nel frattempo, bisogna essere pronti a gustarsi il terzo capitolo di una battaglia che sembra non finire mai.

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