Una guida per rivoluzionare il sistema calcistico italiano.
Alla Germania è bastata una prematura eliminazione dagli Europei del 2000 e una a quelli del 2004 per rivoluzionare l’intero sistema calcistico. Noi, dopo 3 qualificazioni mondiali, rimaniamo ancorati alle nostre certezze. Se volessimo davvero cambiare, in 10 anni potremmo avere i risultati. Infatti, la Germania, che ha adottato questi cambiamenti nel 2004, ha raccolto i frutti nel 2014 laureandosi campione del mondo in Brasile.
Ma come hanno fatto?
Un’idea chiara e semplice: ogni ragazzo deve avere a disposizione un centro sportivo di livello in un raggio di 25 km. Il motto era “se esiste un talento tra le compagne, noi lo troveremo”. Ogni campo doveva rispettare delle rigidissime regole che garantissero la qualità del terreno, l’impianto elettrico e tanti altri piccoli accorgimenti. Chi non rispettava le regole incorreva in pesanti sanzioni economiche che potevano arrivare addirittura alla revoca della licenza di club professionistico.
La Germania storicamente ha sempre prodotto giocatori muscolari, corridori, sempre pronti al sacrificio ma poco propensi a creare la giocata. Allora si è deciso letteralmente di allenare la fantasia. I ragazzi dai 10 ai 13 anni sono obbligati a provare tutti i ruoli, i retropassaggi sono fortemente limitati ed è vietato colpire di testa. Oltre agli allenatori, si accompagnavano dei veri e propri educatori che spronassero i ragazzi a divertirsi e non solo esclusivamente a vincere. Il risultato? Giocatori come Reus, Götze (che segna il gol decisivo al Maracanã), Özil e tanti altri. In tempi più recenti, giocatori come Havertz o Wirtz per noi italiani sono quasi un’utopia. Il talento c’è, va semplicemente spronato e coltivato.
In Italia, l’ambiente calcio sembra essere molto chiuso. Rimane nel calcio che conta solo chi viene dal calcio che conta. Un sistema abbastanza ermetico che non permette alle teste più creative di emergere. La Germania ha eliminato questi pregiudizi e ha investito in corsi per allenatori che con il calcio centravano poco. Ecco allora che nascono i vari Klopp, Nagelsmann, Flick e Tuchel; tre di questi hanno vinto la UEFA Champions League e uno sta allenando la nazionale tedesca. Non è un caso.
Non importa da dove viene la tua famiglia. Se sei tedesco, giochi. Ecco allora che si creano giocatori come Özil, Şahin, Gündoğan, Rüdiger, Sané, ecc. Si giudica il giocatore in base al potenziale e al talento.