Il belga sembra fuori dai piani di Allegri, con MLS, Arabia Saudita e la Turchia alla finestra. Manna, da Dimaro, ha alzato il muro: contratto firmato, nessuna decisione da prendere.
Kevin De Bruyne e il Napoli non si sono mai presi. Il matrimonio non è mai decollato per davvero. È passato solo un anno dall'arrivo del fuoriclasse all'ombra del Vesuvio e la magia sembra già essere svanita: a pesare una prima annata azzurra segnata dall'infortunio e da un rendimento sotto le attese, senza dimenticare un amore mai veramente sbocciato con l'allenatore Antonio Conte. Considerato l'investimento, in terra partenopea ci si aspettava tutt'altro, tanto che si fanno sempre più insistenti le voci di un divorzio dopo una sola stagione.
Allegri ha una sua filosofia di gioco ma non è insensibile ai grandi talenti. Lo ha detto a più riprese: nel calcio la differenza la fanno i fuoriclasse, non gli schemi, e per questo preferisce dare libertà d'azione ai giocatori più dotati tecnicamente. De Bruyne, però, potrebbe rappresentare un'eccezione, anche perché di difficile collocazione nel 4-3-3 che ha in mente il tecnico livornese per questa sua nuova avventura azzurra.
Impensabile, in questo senso, vedere l'ex Manchester City agire da attaccante esterno, mentre a centrocampo (per questioni di equilibri) Allegri potrebbe preferirgli giocatori di maggiore corsa come Anguissa o anche il duttile McTominay.
In più, capovolgendo i fattori, dopo un anno vissuto sotto la gestione muscolare di Conte (che il belga ha contestato in un'intervista), De Bruyne potrebbe non gradire di ritrovarsi agli ordini di un altro allenatore che dello spettacolo non fa la sua prima bandiera. La filosofia pragmatica e per certi versi difensivista di Allegri potrebbe non trovare i favori del classe '91.
Tanti dubbi, vero. Dal ritiro di Dimaro Folgarida, però, la linea della società appare chiara: il DS Giovanni Manna ha ricordato che il centrocampista ha firmato un biennale più opzione e che quindi gli resta un anno di contratto, più la stagione successiva a discrezione del club. Nessuna rottura, nemmeno per le dichiarazioni su Conte. Ma il calciomercato, si sa, ha le sue leggi non scritte: sotto dichiarazioni di facciata può esserci una realtà di segno opposto.
Sono tante le squadre che hanno messo nel mirino De Bruyne, soprattutto da Stati Uniti e Arabia Saudita. Ma è dalla Turchia che arrivano le notizie più interessanti. Ecco il solito Galatasaray, che - dopo l'affare Osimhen – guarda un'altra volta verso il Golfo di Napoli per alzare ulteriormente il tasso tecnico di una rosa che punta a restare in vetta e a farsi largo in UEFA Champions League.
Non è una suggestione dell'ultimo minuto: già a fine giugno il nome del fuoriclasse era finito sul tavolo della dirigenza di Istanbul. Attenzione, però, perché il club campione di Turchia deve fare i conti con un vincolo non da poco: ha un solo slot disponibile per i giocatori stranieri di una certa età, da gestire con criterio perché il mercato potrebbe regalare anche altre opportunità da qui a inizio settembre.
Il secondo belga della lista è messo anche peggio. Romelu Lukaku, rientrato da un Mondiale convincente, non è incluso nelle gerarchie di Allegri, che ha in Rasmus Hojlund (riscattato la scorsa estate) il suo riferimento offensivo. Difficile che Big Rom si accontenti del ruolo di alternativa: non a caso, sul giocatore si sono accesi i riflettori delle solite big turche (occhio al Fenerbahce e anche al Besiktas di Vincenzo Italiano), mentre in Serie A attenzione alla suggestione Juventus.