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Wimbledon: chi sono i favoriti per il titolo?

Novak Djokovic punta a raggiungere Roger Federer a quota otto trionfi. Alle sue spalle premono Alcaraz e Medvedev in una lotta che contempla anche il primato ATP. Non mancano, però, le alternative al trio.

Da oggi non si scherza più. Questa è Wimbledon, signore e signori con tutta la magia che consegue da una manifestazione del genere. Come ben sapete è l’unico Grande Slam che si gioca sull'erba e, in ordine meramente cronologico è il terzo appuntamento stagionale tra i tornei principali dopo quelli degli Australian e dei French Open. 

La competizione affonda le proprie radici addirittura nel 1877, per questo si appresta alla sua centotrentaseiesima edizione. Il record di vittorie appartiene a Roger Federer, un vero e proprio monumento, non soltanto qui a Londra. In carriera qualche finale lo svizzero pure l’ha persa, una anche contro Novak Djokovic detentore del titolo e attualmente numero due al mondo alle spalle di Carlos Alcaraz. 

Proprio il serbo è uno dei principali candidati al trionfo finale in una rassegna nella quale l’esperienza può giocare un ruolo determinante. E se parliamo di esperienza, il trentaseienne di Belgrado ne ha da vendere, avendo portato il trofeo a casa ben sette volte. Gliene manca una, insomma, per fare un altro dispetto a Federer. Ci riuscirà in quella che verosimilmente sarà una delle ultime opportunità nella sua lunga e gloriosa carriera?

Fuori il numero uno: Alcaraz insidia Djokovic

Ovviamente Novak Djokovic non è l’unico autorevole candidato alla vittoria finale. È chiaramente un nome da tenere in seria considerazione, se pensiamo al fatto che nelle ultime otto edizioni di Wimbledon ne ha bucate soltanto due, lasciando gloria a Federer in una circostanza e ad Andy Murray nell’altra. 

L’altro nome forte in questo momento, oltre a quello del Djoker, è chiaramente quello di Carlos Alcaraz, con lo spagnolo che è tornato nuovamente numero uno al mondo grazie al successo ottenuto proprio da queste parti al Queen’s. Con l’ultimo, i titoli in questa prima frazione di 2023 per il murciano sono diventati cinque, dati i precedenti Buenos Aires, Barcellona, Madrid e Indian Wells. Il ventenne di El Palmar è ambizioso: ha già dichiarato l’intento di detronizzare Djokovic.

Sinner spicca tra gli italiani. Medvedev può prendersi la vetta

Gli italiani e Wimbledon. Un feeling mai sbocciato. L’unico che ci è andato vicino in oltre cento anni di storia è stato Matteo Berrettini, fermatosi a un passo dalla vittoria dopo quattro ore di estenuante duello contro il solito Djokovic. Il ventisettenne romano non può riprovarci quest’anno causa infortunio: da tempo ormai non riesce a ritrovare continuità. 

A difendere il tricolore tocca soprattutto a Jannik Sinner, che è l’uomo più atteso tra gli italiani. L’anno scorso il rendimento dell’altoatesino fu brillante: si fermò ai quarti di finale dopo aver messo in difficoltà, portandosi avanti di due set, il futuro campione. La lotta per il primato nel ranking ATP non riguarda esclusivamente Alcaraz e Djokovic: l’altro nome forte è quello di Daniil Medvedev, che se dovesse vincere i Championship farebbe un balzo scalzando gli altri due e conquistando il vertice del podio. Certo, l’erba non è proprio la sua superficie preferita ma non considerarlo una potenziale minaccia per la vittoria finale sarebbe senz’altro un errore. 

Il lungo elenco degli outsider: guai a sottovalutarli!

Andy Murray ha già vinto due volte, e questo è un fattore che certamente fa accendere i riflettori sul britannico. Tuttavia, immaginarlo nuovamente campione qui a Wimbledon sarebbe un bel volo di fantasia, date le difficoltà di vederlo nel tempo competitivo per due settimane al meglio dei cinque set. Ci sono poi altri nomi che vanno considerati outsider, potenziali mine vaganti nella competizione, elementi da evitare ma che non godono delle copertine nonostante siano reduci da un buon periodo di forma. Tra questi c’è ad esempio Aleksandr Bublik, che ad Halle ha sorpreso tutti battendo, tra gli altri, anche Zverev e Rublev. 

Ecco, quest’ultimo è sicuramente uno da monitorare con la dovuta attenzione. Jan-Lennard Struff è sicuramente avversario scomodo da affrontare, specialmente ad inizio torneo. Anche Holger Rune sta crescendo bene: questo è un banco di prova importante per il giovane danese per tastarne gli effettivi progressi in termini di competitività. Taylor Fritz, Frances Tiafoe (nonostante il calendario sfavorevole) e Cameron Norrie, che nel 2022 arrivò fino in semifinale, sono le altre mine disseminate sull’erba londinese. 

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