La Roma potrebbe rischiare l’esclusione da una coppa europea.
Preoccupazione in casa Roma. Infatti, la Roma potrebbe rischiare di essere esclusa da una coppa europea.
La regola della UEFA è molto chiara: due squadre con la stessa proprietà non possono giocare nella stessa competizione.
Ma, viste le posizioni in classifica di Roma ed Everton, non è uno scenario improbabile che entrambe si qualifichino per una coppa europea. A quel punto, cosa succederebbe?
Nel caso in cui le due squadre dovessero qualificarsi per due competizioni diverse, ad esempio la Roma in Europa League e l’Everton in Conference, non ci sarebbe problema.
Ma nel caso in cui le due squadre dovessero partecipare alla stessa coppa, a quel punto la UEFA applicherebbe in automatico il criterio del posto in classifica. Ad esempio, se la Roma dovesse arrivare quinta e l’Everton sesto, a quel punto entrambe le squadre sarebbero qualificate in Europa League, ma i Toffees verrebbero retrocessi in Conference.
Nella difficile, ma non impossibile, possibilità in cui le due squadre dovessero piazzarsi nella stessa posizione di classifica (ad esempio, entrambe arrivano seste), a quel punto a retrocedere sarebbe la Roma, poiché si darebbe priorità al campionato con il coefficiente più alto, in questo caso la Premier.
In realtà, un modo per eludere questo spiacevole inconveniente per i Friedkin ci sarebbe stato. La recente ammissione del Girona FC alla UEFA Champions League, nonostante la sua appartenenza al City Football Group (società madre del Manchester City), ha riacceso il dibattito sulla proprietà multipla dei club e sui potenziali conflitti d'interesse. La decisione di Nyon, organo di governo del calcio europeo, di concedere il via libera è stata resa possibile dall'implementazione di una "blind trust structure".
Questo meccanismo, di natura prettamente giuridica e finanziaria, è stato concepito per creare una separazione formale e temporanea tra il proprietario effettivo del club e la sua gestione operativa. Nel caso specifico del Girona, la partecipazione del City Football Group è stata trasferita a fiduciari indipendenti. In sostanza, questi fiduciari agiscono come gestori "ciechi" (da cui il termine "blind"), prendendo decisioni operative senza che il proprietario originario abbia un controllo diretto o visibile sulle scelte quotidiane. L'obiettivo è quello di garantire che le decisioni sportive e gestionali di ciascun club siano prese nell'interesse esclusivo del club stesso, e non in funzione degli interessi di un'unica entità proprietaria che controlla più squadre nella stessa competizione.
La scadenza di questo processo, però, è stata fissata per il primo marzo e i Friedkin non hanno inviato i documenti necessari.