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Ucraina-Islanda: le probabili formazioni, orari e dove vederla

A Breslavia, in Polonia, andrà in scena il match tra Ucraina e Islanda che mette in palio un posto ad Euro 2024. Chi passa si qualifica, chi perde torna a casa. Tutto si decide in 90 minuti.

Evento:

Ucraina-Islanda

Luogo:

Wrocław Stadium, Breslavia (Polonia)

Data:

26 marzo 2024

Orario:

20:45

Dove vederla:

Sky Sport Calcio. In streaming su Sky Go e NOW

Ucraina oppure Islanda. Ci sarà spazio soltanto per una delle due ai prossimi Europei di Germania. Le due Nazionali si affronteranno martedì 26 marzo alle ore 20:45 in una gara secca che non prevede prove d’appello. Entrambe provengono dal percorso B della arzigogolata UEFA Nations League, competizione che offre oggi una possibilità di fatto unica, ovvero essere ancora in corsa per la rassegna continentale.

Le probabili formazioni di Ucraina-Islanda

Ucraina (4-2-3-1): Lunin; Konoplia, Zabarnyi, Matvienko, Mykolenko; Zinchenko, Brazhko; Zubkov, Sudakov, Mudryk; Dovbyk. Ct: Rebrov.

Islanda (4-4-2): Valdimarsson; Palsson, Ingason, Gretarsson, Thorarinsson; Willumsson, Traustason, Haraldsson, Sigurdsson; Oskarsson, Gudmundsson. Ct: Hareide.

Dove si gioca Ucraina-Islanda

Ucraina-Islanda è in programma martedì 26 marzo alle 20:45. La gara si gioca al Wroclaw Stadium di Breslavia in Polonia. L’impianto è stato inaugurato nel 2011, in occasione degli Europei del 2012 durante i quali ha ospitato alcune delle partite in calendario. Con una capacità di oltre 45mila spettatori è il terzo stadio del paese per capienza, dopo lo Stadio nazionale di Varsavia e lo Stadio della Slesia di Chorzów.

Dove vedere Ucraina-Islanda in TV e in streaming

Posta in palio parecchio elevata per Ucraina-Islanda, gara visibile in esclusiva su Sky Sport. Per chi volesse seguirla in streaming le app cui fare affidamento sono Sky Go e NOW che rendono possibile la fruizione tramite qualsiasi tipo di dispositivo mobile.

Ucraina-Islanda: i precedenti

Le ultime due volte che si sono incrociate Ucraina e Islanda era il cammino di qualificazione ai Mondiali del 2018, l’edizione, per intenderci, che fu giocata in Russia e che fu vinta dalla Francia in finale contro la Croazia. In quell’occasione, tra andata e ritorno, chi andò meglio fu la Nazionale islandese che strappò quattro punti ai rivali grazie ad una vittoria davanti al proprio pubblico e ad un pareggio in terra nemica. A quella Coppa del Mondo parteciparono effettivamente gli islandesi, con gli ucraini costretti a guardare la manifestazione da casa. Chissà stavolta il destino a quale delle due compagini tenderà la mano.

Le ultime sull’Ucraina

Se l’è vista brutta l’Ucraina contro la Bosnia ed Erzegovina. Ai gialloblù è servita una disperata rimonta finale per avere la meglio sul team rivale e conquistare un posto nella finale dei play-off che portano al prossimo Europeo. Il 2-1 che ha premiato i ragazzi di Serhij Rebrov porta i nomi di Roman Jaremčuk e Artem Dovbyk che hanno sostanzialmente cancellato l’autorete del loro compagno di squadra Mykola Matvijenko. Ma non è finita qui. C’è ancora un’altra battaglia da vincere se davvero si vorrà prendere parte alla spedizione tedesca.

Nell’Europeo del 2020 l’Ucraina era riuscita ad arrivare ai quarti di finale, quando poi trovò un'Inghilterra troppo forte per poter essere contrastata. Oggi un’eventuale eliminazione brucerebbe non poco. Anche perché gli ucraini possono vantare tra le proprie fila una serie di giocatori di valore. Un esempio è Mudryk che non sarà un mostro di continuità ma a sprazzi ha dimostrato di avere i mezzi per fare la differenza. L’Ucraina ha già bruciato un match point nella partita che ben ricordiamo contro l’Italia. Fallirne anche un altro sarebbe deleterio.

Le ultime sull’Islanda

Se l’Ucraina ha avuto difficoltà ad avere la meglio sulla Bosnia ed Erzegovina, per l’Islanda è stata una passeggiata di salute battere l’Israele sul campo neutro di Budapest. Pensare che i biancoblu si erano pure portati in vantaggio grazie al calcio di rigore trasformato dall’ex palermitano Zahavi. Non è bastato, naturalmente, per contenere l’ira funesta di Albert Gudmundsson che è salito in cattedra mettendo a referto addirittura una tripletta. Il genoano sta trovando consacrazione anche a livello internazionale ed è il vero trascinatore del gruppo trainato da Åge Hareide. Oltre all’attaccante del Grifone, ha timbrato il cartellino per il 4-1 finale anche Traustason.

La tradizione degli islandesi agli Europei non è sensazionale: una sola volta sono riusciti a giocarne uno facendo peraltro pure bella figura quando nel 2016 arrivarono fino ai quarti di finale. Il calcio da queste parti nel frattempo è cresciuto e con esso anche qualche talento degno di nota. Adesso è il momento di dimostrarlo sul campo.

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