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Serie A: Top XI Juve-Inter del XXI secolo

La top XI del XXI secolo dei migliori giocatori del derby d'Italia.

Il derby d’Italia si avvicina e da sempre è una delle partite più sentite di tutto il campionato. Due modi opposti di vivere, non solo il calcio, ma anche la vita, si scontrano continuamente per cercare di imporre la propria supremazia. L’unica cosa che accomuna queste due squadre è la continua fame di vittorie e il glorioso passato che combacia con uno splendido presente. Dal 2002 in poi su 21 campionati disputati, 17 scudetti sono stati spartiti tra i torinesi e i milanesi. Non è un caso che anche quest’anno la zebra insegui il biscione distante soli due punti. La sfida di domenica potrebbe essere già una partita decisiva, infatti, se la vecchia signora dovesse conquistare i 3 punti supererebbe l’Inter in classifica e diventerebbe prima, mentre se i nerazzurri dovessero strappare la vittoria accumulerebbero un vantaggio di ben 5 punti.

Per entrare nel clima partita abbiamo pensato a un possibile TOP XI dei migliori giocatori di Juve e Inter dal 2000 in poi.

MODULO: 4-3-1-2

Portiere: Gianluigi Buffon

Non servono troppe presentazioni per il miglior portiere della storia del calcio. Sarebbe facile nominare gli inumani riflessi tra i pali, la dominanza in area sulle palle alte, oppure gli innumerevoli clean sheet, il record di minuti consecutivi senza subire gol in Serie A o la coppa del mondo vinta da protagonista assoluto, ma il vero valore di Gigi Buffon era la personalità. In porta emanava una sicurezza fuori dal comune che intimidiva gli attaccanti e rassicurava la propria difesa. La leggenda di Buffon si è costruita su troppi fattori che non possono essere ridotti a freddi numeri. Il numero 1 sotto ogni punto di vista.

Terzino destro: Lilian Thuram

Lillian Thuram è stato uno dei difensori più iconici della fine degli anni ’90 e inizi anni 2000. Il suo talento è sbocciato a Parma e si è affermato alla Juventus. La vecchia signora ha sborsato ben 36 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni del francese e considerati i valori di mercato dell’epoca è una cifra esorbitante. Ma i bianconeri non si sono mai pentiti dell’investimento perché’ Thuram era un calciatore totale che grazie alla sua fisicità e alla sua velocità era in grado di garantire una fase difensiva impeccabile ma le grandi qualità del difensore erano apprezzabili soprattutto nell’ultimo terzo di campo quando ancora non era normale giocare con i terzini così avanzati. Thuram si sganciava dalla difesa e grazie alle sue grandissime abilità tecniche risultava decisivo nell’ultimo terzo di campo sia negli inserimenti che nella costruzione di gioco, sulla fascia era semplicemente immarcabile e la sua proiezione offensiva liberava spazi per i colleghi del reparto offensivo. Come se il suo curriculum non fosse già abbastanza, è importante sottolineare anche il mondiale conquistato in casa con la sua Francia e l’europeo del 2000.

Difensore centrale: Walter Samuel

I suoi soprannomi sono “the wall” in Europa e la “murilla” in argentina e rendono bene l’idea su che tipo di giocatore sia stato Walter Samuel. Dopo le esperienze in patria con le maglie Newll’s Old Boys e Boca Juniors, viene prelevato dalla Roma e sin da subito mette in mostra tutte le sue qualità nelle letture difensive e negli interventi in extremis. Sotto la guida di Capello vince lo storico scudetto del 2001 e rimane nella capitale per altri 3 anni fino a che non attira gli interessi del Real Madrid. Con i blancos non riesce a brillare a causa di uno stile di gioco troppo offensivo e una crisi tecnica che vede i galacticos cambiare ben 3 allenatori. Dopo un solo anno in Spagna torna in Italia e sposa la causa nerazzurra dove si proclamerà come perno della squadra che ha vinto 5 scudetti consecutivi ma soprattutto come colonna portante, insieme a Lucio, della squadra che ha vinto il triplete con Josè Mourinho in panchina. Samuel rappresenta il prototipo di difensore ideale, uno di quelli che non bada all'estetica ma alla concretezza e sa come e quando deve entrare sugli avversari mettendo le cose in chiaro sin da subito: qui non si passa.

Difensore centrale: Giorgio Chiellini

Anche in questo caso ci stiamo riferendo a un difensore centrale sontuoso. Mourinho riferendosi a lui e Bonucci disse che avrebbero dovuto insegnare ad Harvard come essere un difensore centrale. Come fatto in precedenza per Buffon sarebbe facile analizzare i dati di Giorgio Chiellini ma lo storico numero 3 è molto di più dei trofei in bacheca o dei tackle vinti. Chiellini è una vera e propria leggenda del calcio italiano e insieme a Bonucci e Barzagli ha formato una delle difese più solide di sempre. Lo stile di gioco di Chiellini è riassumibile con il famosissimo fallo su Saka commesso nella finale dell’Europeo a Wembley. Esaltare un fallo intenzionale può sembrare paradossale ma descrive perfettamente i valori di un giocatore come Chiellini. Il fallo è stato premeditato ed evidente ma ha avuto il semplice obiettivo di non concedere una ripartenza, non c’è stata cattiveria, non c’è stato alcun pericolo per l’incolumità del giovane inglese ma è stato efficace. Un fallo prezioso che ha impedito all’Italia di ritrovarsi in una situazione potenzialmente pericolosa a campo aperto. Il fallo è astuto ma non cattivo, scorretto ma non antisportivo, il giallo è stato accettato con serenità e consapevolezza. Bellissima per il toscano anche la soddisfazione di alzare la coppa al cielo da capitano, un riconoscimento meritato per la grande carriera che ha avuto.

Terzino sinistro: Javier Zanetti

Seppur sia un terzino destro la scelta di inserire lo storico capitano nerazzurro in questa speciale Top XI è dettata dalle sua grandi capacità di adattamento. Spesso l’argentino ha giocato senza problemi a sinistra e durante la stagione del triplete si è ritagliato un ruolo a centrocampo per fare spazio sulla corsia destra alla potenza di Maicon. Zanetti è una leggenda dell’Inter ed è il capitano che ha alzato la coppa dalle grandi orecchie al Bernabeu ed è riconosciuto internazionalmente oltre che per le sue abilità calcistiche anche per la grande correttezza dimostrata in tantissimi anni di carriera.

Centrocampista: Andrea Pirlo

In cabina di regia era inevitabile inserire IL regista. Andrea Pirlo è passato per entrambe le compagini m l’impronta più marcata l’ha lasciata negli anni in bianconero prima con Conte e poi con Allegri ha disegnato le geometrie che hanno permesso ai bianconeri di aprire un ciclo vincente durato ben 9 anni. Anche lui è uno dei principali fautori della coppa del mondo del 2006 e rimarrà nelle pagine di storia il fantascientifico assist fornito a Fabio Grosso nella semifinale contro la Germania. Non possono non essere nominate le sue punizioni, un vero e proprio specialista che ha segnato un epoca con il suo tiro a giro che si incastrava sempre sotto l’incrocio dei pali, dove i portieri non potevano mai arrivare.

Centrocampista: Esteban Cambiasso

Ogni grande squadra ha bisogno di un giocatore in grado di fare il lavoro sporco che non brilli in mezzo al campo per le doti tecniche ma che assicuri il recupero di palloni, la tenuta della posizione e l’intercetto nelle linee di passaggi. Cambiasso per l’Inter è stato tutto questo. Dopo un passaggio al Real Madrid, nel quale non è stato confermato, è arrivato a Milano ed è entrato nel cuore del centrocampo interista senza più uscirne. L’Argentino ha garantito per anni equilibrio grazie alle sue immense capacità di lettura del gioco e al lato del capitano Zanetti ha formato una coppa di centrocampo tutta argentina che rimarrà per sempre impressa non solo nei cuori degli interisti, ma di tutti gli amanti del calcio.

Centrocampista: Wesley Sneijder

Il 2010 di Sneijder è stato senza senso, dopo aver vinto il triplete con l’Inter ha rischiato di vincere il mondiale sudafricano e si è arreso solo ai supplementari della finale di fronte alla Spagna di Del Bosque. Sneijder all’Inter ha regalato dribbling, assist inventati dal nulla, fantasia, gol sia su azione che nei calci da fermo. Diego Milito sarà per sempre grato all’olandese che quell’anno l’ha mandato in porta in tutti i modi.

Attaccante: Alessandro Del Piero

Il capitano e fuoriclasse della Juventus può essere considerato uno dei giocatori italiani più forti di sempre. Oltre alla poesia del suo calcio che ha incantato intere generazioni, il numero 10 sarà ricordato per sempre anche per la splendida persona che era in campo e che continua a essere fuori dal campo. Non ha abbondanato la sua Juventus neanche l’anno della retrocessione in Serie B. “Pinturicchio” è uno dei protagonisti dell’ultimo mondiale azzurro con lo storico gol a giro contro la Germania.

Attaccante: Zlatan Ibrahimovic

Lo svedese ha giocato in entrambe le squadre risultando uno degli attaccanti più dominanti degli ultimi 25 anni della Serie A. In pochi possono vantare un repertorio tecnico in grado di trovare la via del gol in qualsiasi maniera. Abbiamo visto Ibra segnare da fuori area, di testa, di destro, di sinistro, con spettacolari acrobazie, da bomber puro dentro l’area... Zlatan è una leggenda della Serie A e i titoli vinti e il numero dei gol non può che confermarlo.

Attaccante: Cristiano Ronaldo

Impossibile non ritagliare un posto a uno dei calciatori più forti della storia. Risulta difficile anche solo trovare le parole per descrivere una macchina perfetta con tutto a disposizione: gol, assist, personalità, strapotere fisico, stacco imperioso, insomma, un giocatore semplicemente perfetto.

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