É un momento estremamente delicato per la Serie A e la sua classe arbitrale, al centro di polemiche ormai da mesi. Le riunioni in programma sono pronte ad offrire soluzioni.
Le ultime giornate di Serie A sono state caratterizzate da polemiche arbitrali senza fine, tra errori di valutazione, mancanza di uniformità ed episodi dubbi, la pressione sull’AIA e gli arbitri aumenta.
Sembra si sia arrivati al punto di rottura, le big del campionato italiano si sono unite con un obiettivo comune, apportare modifiche e novità che ormai sono necessarie. Gli episodi delle ultime settimane hanno avuto la funzione della ‘goccia che fa traboccare il vaso’, vedi l’episodio Bastoni-Kalulu per cui la Juventus si è fatta sentire eccome.
Non solo i bianconeri, a lamentarsi è stato anche il Milan dopo una sfilza di episodi considerati contro e un forte senso di mancanza di uniformità come nelle gare con Como e Parma, l’episodio Troilo-Bartesaghi confrontato all’episodio di Sassuolo dove la mancanza di un metro uguale per episodi simili è sotto gli occhi di tutti.
E ancora anche il Napoli con il presidente De Laurentiis che ha più volte espresso il disappunto, l’ultima volta in ordine di tempo dopo la sfida con l’Atalanta che ha lasciato l’amaro in bocca dopo gli episodi dubbi Hojlund-Hien.
È arrivato il tempo di fare qualcosa, di riforme volte a migliorare la classe arbitrale italiana e su questo tutte le squadre sono d’accordo. Per questo motivo già nella giornata di oggi ci sarà un incontro tra rappresentanti degli arbitri, il designatore Rocchi, il vicepresidente dell’AIA Massini e Gravina.
Oggi si terrà una prima riunione che toccherà punti importanti della riforma pensata dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina:
Creazione di una società privata e autonoma al 100% partecipata dalla FIGC, con budget annuo di 17-18 milioni di euro.
Nomina di un Cda indipendente formato da 3 membri (non legati a club, AIA e FIGC), responsabile della gestione amministrativa e tecnica.
Introduzione di un direttore tecnico (ruolo di designatore) per selezionare la classe élite degli arbitri, separando merito da valutazioni politiche.
Passaggio al professionismo: arbitri pagati a gettone inizialmente, poi contratti a tempo determinato per i meritevoli.
AIA limitata alla formazione di nuovi arbitri e gestione fino alla Serie C; élite separata per i massimi campionati.
Questi i punti che affronterà la riunione tecnica in programma oggi, con l’obiettivo di creare una bozza e presentarla al Consiglio federale entro un mese.
I club con la presenza dei propri allenatori sono pronti a formare un fronte unito con l’obiettivo di portare proposte volte a migliorare la situazione attuale ed evitare le diverse polemiche che hanno caratterizzato questa stagione di Serie A.
Una parte delle proposte in mente ai club è compresa nella riforma pensata anche dal presidente della FIGC Gabriele Gravina ma sono due i punti su cui tutte le società di Serie A sembrano essere d’accordo:
Uniformità di giudizio
VAR a chiamata
L’uniformità di giudizio è il punto fondamentale che dovrà caratterizzare la riforma della classe arbitrale, da qui partono le diverse polemiche per la mancanza di uno standard per episodi ritenuti simili o identici ma trattati in modo diverso.
Poi c’è il VAR a chiamata, strumento chiesto a gran voce dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che ha trovato l’appoggio di diversi club. Insomma che ci sia bisogno di una riforma importante è evidente, i primi passi sono stati fatti, le varie riunioni ci diranno quale sarà la direzione che si vorrà prendere.