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Serie A: parte la caccia al prossimo scudetto

Il Napoli è tornato campione d’Italia dopo un’astinenza di 33 anni. Juve, Inter e Milan sperano di tornare immediatamente competitive e alle loro spalle altre big provano a inserirsi. 

Finiti i festeggiamenti del Napoli per lo scudetto, vinto dopo un’astinenza durata trentatré anni, è tempo di programmare la prossima stagione. I partenopei proveranno a ripetersi, pur senza l’artefice principale del tricolore, ovvero mister Luciano Spalletti. Anche il calciomercato, come in ogni estate che si rispetti, influirà sulla ridefinizione delle gerarchie della prossima annata dopo che gli ultimi tre anni hanno sempre visto vincere una squadra diversa: prima l’Inter, poi il Milan e quindi gli azzurri ad interrompere un dominio della Juventus durato la bellezza di nove anni. 

Ci si aspettava qualcosa in più relativamente alle panchine, dove tra le grandi alla fine l’unica a cambiare è stata proprio il Napoli che forse ne aveva meno bisogno. Tutte le altre, invece, hanno deciso di mantenere la guida tecnica a dispetto di un campionato passato inutilmente ad inseguire e con un distacco sempre notevole dalla capolista. 

Chissà che non possa esserci un’ulteriore sorpresa al vertice del calcio italiano: la scorsa estate erano in pochi a dare il Napoli vincitore alle griglie di partenza. L’equilibrio attuale, però, fa sì che ci possano essere spiragli anche per le altre per provare ad inserirsi in una lotta che fino a poco tempo fa era ristretta soltanto a una piccola cerchia di privilegiati.

Chi cambia e chi no: c’è fermento alle spalle del Napoli

Se il Napoli ha cambiato allenatore e farà altrettanto anche con la direzione sportiva, con Cristiano Giuntoli promesso da tempo alla Juventus, il Milan ha preferito invece rivoluzionare il parco dirigenti con tanti saluti a Paolo Maldini e Frederic Massara che avevano dato un forte contributo allo scudetto di due anni fa. I rossoneri avranno bisogno di rinforzare la rosa, anche numericamente, per poter competere su più fronti. 

Stesso dicasi per la Lazio che per agguantare la prestigiosa seconda posizione ha dovuto mollare praticamente subito, o quasi, le competizioni europee. Chi invece ha puntato più sulle coppe che sulla Serie A, anche per una questione di contingenze, è stata l’Inter di Simone Inzaghi. Al terzo anno di lavoro, però, al tecnico piacentino verrà inevitabilmente richiesto al minimo di lottare per il tricolore fino all’ultimo.

Zero alibi pure per Massimiliano Allegri e la sua Juventus: se nell’ultimo torneo fattori esterni hanno reso poco respirabile l’ambiente della Continassa, stavolta alla Vecchia Signora verrà richiesto un cambio di tendenza dopo due anni senza alcun titolo in bacheca. In molti, tra tifoseria e media, avevano chiesto la testa dell’allenatore bianconero, blindato però da un contratto oneroso di ulteriori due anni oltre che dalla fiducia della proprietà. 

Qualche dubbio in più sulla permanenza a Roma l’ha avuto José Mourinho, fortemente provato da una stagione tribolata conclusasi con la sconfitta nella finale di Europa League a vantaggio del Siviglia. I giallorossi stanno provando a rifarsi il look affidandosi a free agent: calciatori svincolati che consentano di aggiungere qualità ad una rosa ridotta all’osso dagli infortuni senza la necessità di eccessivi esborsi economici. 

C’è poi l’Atalanta, annoverabile a tutti gli effetti tra le big, dal momento che spesso e volentieri ad una delle cosiddette grandi ha soffiato un posto in Europa. Gli orobici giocheranno in Europa League, dopo un anno trascorso senza la possibilità di misurarsi oltre confine. La certezza della Dea si chiama Gian Piero Gasperini, pronto alla sua ottava stagione con i bergamaschi. 

Piccole a chi? Le altre che provano a crescere

Poi ci sono tutte le altre, a partire dalla Fiorentina che ha concluso la sua stagione con un ottavo posto che non ha regalato l’Europa ai viola e con una finale di Conference League persa. Si è blindato a Monza Raffaele Palladino, per portare avanti un numero cominciato soltanto lo scorso settembre. Anche Torino, Sassuolo e Bologna vogliono fare un salto di qualità partendo dai punti fermi di allenatori rampanti in panchina che hanno scelto di restare in provincia per continuare il percorso di crescita. 

Si sono separate, invece, le strade del Lecce e Marco Baroni dopo la miracolosa salvezza ottenuta. Stesso destino toccherà probabilmente anche alla Salernitana e Paulo Sousa, con le sirene partenopee che hanno lusingato il tecnico portoghese. E poi ci sono le neopromosse che proveranno a dire la loro. 

Anzitutto il Frosinone che ha stravinto il campionato di B e cercherà una salvezza tranquilla in A. Bisognerà prima di tutto capire la posizione di Fabio Grosso, che ha manifestato qualche perplessità dopo il traguardo ottenuto. Infine il Genoa di Alberto Gilardino e il Cagliari di Claudio Ranieri rientrate un’altra volta nel calcio che più conta. Ora una piccola pausa, poi finalmente si ripartirà di nuovo. 

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