Come funziona il salto con gli sci? Tutto ciò che c'è da sapere su uno degli sport sulla neve più spettacolari ed entusiasmanti, caratterizzato da balzi mozzafiato da un trampolino.
È uno degli sport invernali per antonomasia, anche se tecnicamente può essere praticato in ogni stagione dell'anno, addirittura anche in assenza di neve. Il salto con gli sci, non a caso, insieme allo sci di fondo completa la cosiddetta combinata nordica, l'insieme delle discipline costituenti il gruppo dello sci nordico, molto seguite in Scandinavia, nelle regioni alpine e in Nordamerica. Rispetto ai suoi "fratelli", il salto con gli sci è senza dubbio più spettacolare, coi suoi balzi dal trampolino che possono superare i 250 metri.
Il salto con gli sci affonda le sue radici nella Norvegia del XIX secolo: la prima gara di cui si hanno testimonianze certe si è svolta infatti nel 1862 a Trysil, nel sud del Paese scandinavo. Nei primi anni del 1900, però, questa disciplina si era già diffusa ampiamente anche in altri Paesi scandinavi, in Austria, Germania, Polonia e nel lontano Giappone.
Incluso nel programma dei Giochi Olimpici Invernali sin dalla prima edizione a Chamonix nel 1924, il salto con gli sci ha nei Mondiali, nella Coppa del Mondo e nella tradizionale Tournée dei quattro trampolini i suoi appuntamenti clou, oltre ovviamente alle Olimpiadi. Il salto con gli sci femminile è stato incluso nel programma a cinque cerchi solo a partire dall'edizione del 2014 a Sochi.
Il salto con gli sci prevede che i concorrenti saltino da un trampolino di altezza e inclinazione variabili, ottenendo un punteggio basato su due criteri principali: la lunghezza del salto e l'accuratezza stilistica dello stesso. Gli sci utilizzati hanno lunghezza variabile, fissata in base all'altezza dell'atleta e non superiori al 145% di questa.
Se l'indice di massa corporea del saltatore è troppo basso, la misura degli sci è ulteriormente tagliata. Durante un salto è obbligatorio l'utilizzo di speciali scarponi, casco, occhiali protettivi, guanti sintetici, di una tuta realizzata con cinque strati di materiale sintetico, di una sottotuta sottile (massimo 3 millimetri) e di un pettorale riportante il numero di gara.
Un salto è costituito da quattro fasi: quella di slancio, in cui il saltatore inizia a scivolare lungo i due binari paralleli del trampolino preparandosi al salto, quella di stacco in cui ci si dà la spinta, quella di volo vera e propria e quella finale di atterraggio, in cui l'atleta assume una posizione eretta avvicinandosi alla linea segnata sul campo di gara, assumendo la posizione nota come telemark (a tallone libero).
Tra le tecniche di volo, si è passati dalla Kongsberg, in voga nei primi anni del 1900 (l'atleta tiene il torso e le braccia protese in avanti, con gli sci paralleli), alla Dascher e alla Windisch, dai nomi dei rispettivi saltatori, caratterizzati da braccia rivolte all'indietro. Oggi la tecnica universalmente adottata è quella a V, con le punte degli sci divaricate e le code ravvicinate.
Esistono vari tipi di gara di salto con gli sci, ad esempio K-35, K-90 o K-120. Il numero indica la distanza tra il punto di stacco e il punto K, quindi 35 sta per 35 metri dal dente del trampolino, 90 per 90 metri e così via. Il saltatore ottiene 60 punti se atterra in corrispondenza del punto K, incrementati o diminuiti se il contatto col suolo avviene più avanti o più indietro (meno o più 3,6 punti al metro per il K-35, meno o più di punti per il K-90, meno o più 1,8 punti per il K-120 e via dicendo).
Oltre alla lunghezza, concorre all'elaborazione del punteggio l'accuratezza stilistica: la posizione di volo poco sicura e i movimenti considerati errati sono penalizzati di 1 punto, un atterraggio troppo duro con telemark mal eseguito da 3 punti, una caduta o un barcollamento in frenata fino a 7 punti.
Uno dei primi storici record mondiali di salto con gli sci è stato stabilito dall'austriaco Sepp Bradl nel 1936: per la prima volta superati i 100 metri. Quota 150 è stata invece superata dal norvegese Lars Grini nel 1967. Nel 1994 il finlandese Toni Nieminen ha superato per la prima volta i 200 metri, nel 2005 il norvegese Bjorn Einar Romoren ha raggiunto 239 metri.
Negli ultimi anni il primato è stato ritoccato più volte da fuoriclasse del calibro di Joahn Remen Evensen (Norvegia), Peter Prevc (Slovenia), Anders Fannemel (Norvegia) e, ultimamente, dallo sloveno Domen Prevc che il 30 marzo 2025 a Planica ha raggiunto la distanza di 254,5 metri. Tra le donne il record è stato stabilito dalla sorella di Domen, Nika Prevc, sempre nel 2025: 236 metri.
Un altro Prevc, Peter, è stato l'unico atleta a vincere in un'unica stagione le più importanti competizioni di salto con gli sci: Coppa del Mondo, coppa di volo, Mondiali di volo con gli sci e Tournée dei quattro trampolini. Un posto nella leggenda ce l'ha anche Stefan Kraft, l'austriaco che vanta il record di podi in carriera in Coppa del Mondo, così come il polacco Kamil Stoch, vincitore di tre ori olimpici, due Coppe del Mondo e due Tournée dei quattro trampolini.
Andando indietro negli anni vanno ricordati Simon Ammann (Svizzera), unico a vincere due edizioni delle Olimpiadi nel 2002 e nel 2010, il gigante austriaco (tre Coppe del Mondo e un Mondiale) Andreas Goldberger, il polacco Adam Malysz col suo fantastico tris di Coppe del Mondo dal 2001 al 2003, il finlandese Matti Nykanen, che ha conquistato quattro ori olimpici negli Anni '80, e Jari Puikkonen, re di Calgary 1988.