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Rugby: Sei Nazioni, il punto su Inghilterra, Scozia e Galles

Solo Townsend confermato in panchina: i 'Leoni' ripartono da Borthwick, i 'Dragoni' si aspettano molto dal ritorno di Gatland. 

Una conferma e due novità. Chi non ha cambiato è la Scozia, che ha confermato Townsend in panchina dopo un 2022 agrodolce, aperto dal quarto posto nel Sei Nazioni e chiuso dalla squillante vittoria sull'Argentina nell'ultimo test autunnale. Doppia rivoluzione, invece, in Inghilterra e in Galles. I 'Leoni' hanno dato il benservito a Eddie Jones e hanno chiamato al suo posto Steve Borthwick, fresco di titolo della Premiership alla guida del Leicester. Ritorno al passato, invece, per i Dragoni, che al termine di un anno nero hanno richiamato Warren Gatland al posto di Wayne Pivac. 

Inghilterra, al via l'era Borthwick

Il Sei Nazioni 2023 sarà il primo banco di prova per il nuovo capo allenatore dell'Inghilterra, scivolata al quinto posto del ranking mondiale e reduce da un 2022 al di sotto delle aspettative. Il terzo posto nella scorsa edizione del torneo con appena due vittorie all'attivo, il bilancio negativo (una vittoria, un pareggio e due sconfitte) nei test di novembre a Twickenham e le critiche sempre più accese sulla sua gestione sono costate il posto a Jones. Il primo compito di Borthwick, che nella sua prima lista delle convocazioni ha richiamato il 35enne Dan Cole, assente dalla nazionale dal 2019, ha rispolverato il nome di Elliot Daly e ha tenuto fuori stelle del calibro di Billy Vunipola, Jonny May e Jack Nowell, sarà quello di risolvere una volta per tutte la querelle relativa alla possibile coesistenza tra Owen Farrell e Marcus Smith. 

Con Jones si è provato, senza troppa fortuna per la verità, a far giocare entrambi con la formula del doppio regista. La conferma di Farrell come capitano, ufficializzata dallo stesso allenatore (vice saranno il seconda linea Courtney Lawes e il pilone Ellis Genge), ha il sapore dell'investitura per il playmaker dei Saracens, con Smith che molto probabilmente dovrà lasciare spazio nel XV titolare a un centro più fisico, a dispetto delle ottime prestazioni delle ultime settimane nella sua squadra di club, gli Harlequins.

La Scozia punta a migliorare il quarto posto

Attualmente settima nel ranking internazionale, col sorpasso sull'Argentina maturato proprio nell'ultimo incontro del 2022 (52-29 a Murrayfield), la Scozia ha come obiettivo prioritario quello di migliorare il quarto posto dell'ultima edizione del torneo, apertosi con la bella vittoria sull'Inghilterra (20-17) e proseguito poi in sordina, con il solo squillo della vittoria dell'Olimpico sull'Italia (33-22). Una Scozia che negli ultimi tempi, e grazie al percorso di crescita intrapreso sotto la gestione Townsend, si è fatta ambiziosa e che per il Sei Nazioni proporrà un nuovo mediano d'apertura, Ben Healy, irlandese di nascita e punto di forza del Munster, che proprio a fine stagione passerà a giocare nell'Edimburgo: le origini scozzesi della madre hanno consentito alla nazionale del cardo di convocarlo. 

Per il resto, sarà la “solita” Scozia fisica (nella lista dei 40 per le prime due partite con Inghilterra e Galles figurano i fratelli Jonny e Richie Gray, l'esperto avanti Grant Gilchrist e naturalmente il capitano Jamie Ritchie) e dal piede chirurgico, con Finn Russell pronto a capitalizzare in punti tutte le occasioni a sua disposizione dalla piazzola. Il resto dovrebbero farlo l'esplosività di giocatori come Stuart Hogg e Sean Maitland, altri storici punti di forza della Scozia, il cui cammino nel Sei Nazioni si aprirà proprio con la sfida che mette in palio la Calcutta Cup: il match del 4 febbraio a Twickenham contro gli inglesi.

Galles, con Gatland il riscatto è d'obbligo

Il 2022 è stato uno dei peggiori anni di tutta la storia della gloriosa nazionale gallese. Una sola vittoria al Sei Nazioni, chiuso al quinto posto (e con l'onta della prima sconfitta casalinga con l'Italia), la clamorosa sconfitta a Cardiff con la Georgia, infine la retrocessione al nono posto del ranking mondiale, col Giappone pericolosamente alle calcagna. Risultati che hanno indotto la federazione a sostituire Pivac con Gatland, tecnico per dodici anni alla guida dei 'Dragoni', portati per quattro volte al trionfo nel Sei Nazioni oltre che due volte in semifinale alla Coppa del Mondo. 

L'obiettivo del 59enne tecnico neozelandese è quello di rinverdire i fasti del passato, anche se sarà una missione difficilmente raggiungibile nell'immediato. Per le prime sfide del torneo (esordio il 4 febbraio a Cardiff contro l'Irlanda, quindi la trasferta in Scozia) il Galles si affiderà soprattutto sull'esperienza dell'eterno Alun Wyn Jones, sulla grinta del capitano Ken Owens, su un duo di terze linee di fuoco (Faletau e Tipuric), oltre che naturalmente su una batteria di tre quarti al solito imprevedibili, guidata da Dan Biggar, George North e Leigh Halfpenny.

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