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Real Madrid - Campione
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Real Madrid sul tetto d’Europa per la quindicesima volta

Quindicesima Coppa dei Campioni per il Real Madrid con Ancelotti che diventa l’allenatore più vincente nella storia del torneo. Un dominio difficile da scalfire per i Blancos che ora attendono Mbappé.

C’è chi dice che la storia non va in campo. Eppure la tradizione ha sempre un certo peso nello sport, basti pensare al Real Madrid, la cui maglia non è certo paragonabile a quelle delle altre squadre in ambito europeo. Lo raccontano le finali vinte, 15 in totale, come nessun altro è stato capace di fare. Si potrebbe pensare che i Blancos abbiano a disposizione la rosa più forte, in realtà ce ne sono diverse che – stando a una mera valutazione del parco giocatori – avrebbero potuto gareggiare quanto meno ad armi pari con gli ex Galacticos.

Ed invece ancora una volta, come due anni fa, stiamo qui a raccontare della squadra spagnola al di sopra di tutto con un continente ai piedi e con un futuro altrettanto roseo stando a quanto trapela da radio mercato. Se nella precedente edizione di Champions trovammo la tanto attesa consacrazione del Manchester City di Pep Guardiola, in questa possiamo dire che la coppa dalle grandi orecchie è ritornata nelle mani del suo padrone. Che l’attira a sé come fosse una calamita, nonostante un gruppo ringiovanito rispetto a quello di Zidane e che ha trovato linfa nuova in interpreti diversi che possono garantire continuità al progetto. Insomma, c’è da armarsi di pazienza e pensare seriamente a rinforzarsi se si vuole tenere a bada la dura legge della Casa Blanca.

L’allenatore con più Champions in bacheca: la garanzia Carlo Ancelotti

Chi ha provato, con onore, più di tutti, ad arginare la furia blanca è stato il Borussia Dortmund. Nessuno ad inizio stagione si attendeva che i gialloneri di Edin Terzic potessero spingersi così in là nella competizione. Eppure, strada facendo, il Borussia ci ha preso gusto battendo e ribattendo il ricco Paris Saint-Germain e rimontando nel turno precedente con l’altro club di Madrid, l’Atletico del Cholo Simeone. Poi però a Sancho e compagni è capitato quello che è capitato a tutte le altre contendenti della coppa del Real all’atto conclusivo del torneo: ha perso.

Una storia già vissuta con Atletico Madrid, Juventus e Liverpool nel triennio targato Zizou Zidane e poi ancora contro i Reds nel 2022. Un’altra garanzia di successo che si è assicurata il Real è l’allenatore, dal momento che nessuno ha vinto quanto Carlo Ancelotti.

Il tecnico di Reggiolo è il primatista assoluto per numero di Champions League vinte: due ne aveva portate a casa con il Milan e tre nella sua seconda casa spagnola. Nel mezzo, poi, il fuoriclasse della panchina ha conquistato tanti altri trofei in giro per l’Europa tra Inghilterra, Francia e Germania. Nei mesi scorsi la Nazionale brasiliana aveva provato a tentarlo ma è difficile spostarlo dalla capitale iberica, anche considerato il suo rapporto personale con la proprietà.

Nelle settimane scorse era arrivato anche lo scudetto a suggellare la bontà del lavoro svolto, ma si sa che da queste parti il buon esito di un’annata viene valutato prevalentemente per il rendimento oltreconfine. Se non arriva la Coppa dei Campioni, difficilmente il bilancio può essere considerato pienamente positivo. Esagerato? Così funziona al Real e servono spalle larghe per reggere alla pressione.

Da Benzema a Bellingham e un futuro ancora luminoso

Qualche dubbio inizialmente poteva esserci sul valore della rosa madridista. Ricordiamo che la scorsa estate aveva dato addio alla truppa Karim Benzema, proprio dopo una delle migliori stagioni della sua carriera. In compenso era arrivato Jude Bellingham, grande promessa proveniente proprio dal Borussia Dortmund ma un’incognita a questi livelli. Invece l’inglese ha risposto prontamente, con un avvio che ha stupito davvero tutti facendo capire che il Real Madrid aveva davvero preso un nuovo fuoriclasse. Tra Vinicius Jr e Rodrygo il 20enne di Stourbridge si è conquistato un ruolo di primo piano all’interno di un macchinario che però viaggiava in toto alla perfezione.

Nei Blancos pure le riserve hanno fatto la loro parte, basti pensare a Joselu considerato un attaccante non adeguato al prestigio del club. Poi ci sono i soliti Kroos e Modric, con quest’ultimo che ha accettato il ruolo di chioccia dei più giovani e col tedesco che ha già annunciato l’addio al calcio dopo l’Europeo avendo ormai esaurito ogni possibile stimolo.

Ma non ci sono rebus nel futuro degli ex Galacticos che ripartiranno con nuove stelle. La prima porta a Kylian Mbappé, in arrivo a parametro zero (si fa per dire) dal Paris Saint-Germain. Poi il giovanissimo ma già acclamato Endrick, non ancora 18enne. Altre sirene di mercato portano al terzino canadese Alphonso Davies ma insomma, qualsiasi cosa accadrà, l’obiettivo rimarrà sempre lo stesso. Continuare a vincere.

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