Ranieri ha deciso di dedicare tutte le sue energie alla Roma. Adesso scatta il toto allenatore per la panchina azzurra. Ecco la lista dei favoriti!
Luciano Spalletti ha concluso la propria avventura azzurra con una tiepida vittoria per 2-0 contro la Moldova.
Adesso l’Italia si ritrova in una situazione critica e per poter partecipare ai prossimi mondiali ha bisogno non solo di vincere tutte le partite restanti delle qualificazioni, ma anche di trionfare con parecchi gol di scarto per aumentare la differenza reti.
In questo momento sulla panchina degli azzurri serve una figura poco legata ai propri dettami tattici e con una grande intelligenza emotiva. C’è bisogno di uno scossone sul piano umano. La Nazionale ha bisogno di un gruppo forte che tiri fuori grinta e cuore per compensare la mancanza di talento.
Ciò che serve è un “normalizzatore”. Ranieri, Ancelotti o Allegri sarebbero stati perfetti, ma tutti hanno sposato un nuovo progetto.
Ecco la lista dei possibili successori:
Il tecnico emiliano è il preferito di Gravina in questo momento, ma l’ex allenatore tra le altre di Milan e Lazio sembra intenzionato a firmare con la Fiorentina e ritornare al Franchi dopo 6 anni. Con il quasi certo rifiuto di Pioli, le alternative restano perlopiù gli ex campioni del mondo del 2006.
Pilastro nella nazionale del 2006 e carisma da vendere. Per caratteristiche umane e abilità nel creare gruppo sembra il profilo perfetto. Ciò che rende scettico l’ambiente è la poca esperienza e il declino della sua carriera nelle ultime stagioni.
Come Gattuso, anche De Rossi ha fatto parte della squadra campione del mondo in Germania. Conosce l’ambiente e ha fatto parte dello staff di Mancini quando l’Italia si laureò campione d’Europa a Wembley nel 2021. A Roma ha dimostrato di saper abbinare qualità tattiche a quelle umane. Sulla sponda giallorossa del Tevere ha vissuto un’esperienza troppo breve e influenzata da troppi fattori. Anche la sua candidatura piace, ma pecca di esperienza.
Discorso simile a quello di Gattuso e De Rossi. Cannavaro è stato l’ultimo capitano degli azzurri a sollevare la Coppa del Mondo e il suo peso specifico è indiscutibile, ma la poca esperienza in panchina non convince del tutto i vertici della federazione.
Gilardino (anche lui campione del mondo nel 2006) ha dimostrato buone qualità umane e delle interessanti idee tattiche. Un esonero abbastanza precoce a Genova lo ha fermato, ma potrebbe avere un grande futuro. Anche lui è ritenuto ancora un po’ acerbo al momento.
Il tecnico che ha portato gli azzurri in trionfo a Euro 2021 si è praticamente auto-candidato. Ha rilasciato dichiarazioni di pentimento per la scelta effettuata nel 2023 e ha fatto capire che non disdegnerebbe un ritorno. In federazione piace molto, ma il problema è con Gravina. Infatti, sembra che i rapporti tra i due siano ai ferri corti.
Il portoghese, per caratteristiche di comunicazione e capacità di creare alchimia all’interno del gruppo, sarebbe perfetto. Le perplessità però ricadono sulla nazionalità; infatti, sarebbe il primo CT straniero della nostra storia e i nodi contrattuali da risolvere con il Fenerbahçe.