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Qualificazioni Euro 2024: la prima Italia di Spalletti, note positive e negative

Malissimo contro la (solita) Macedonia del Nord, molto meglio contro la temibile Ucraina. Bene Frattesi e Locatelli, da rivedere i meccanismi difensivi.

La nuova Italia di Luciano Spalletti può guardare al futuro con una certa fiducia. Dopo il passo falso in casa della Macedonia del Nord (pareggio al termine di una prestazione scialba), gli azzurri vincono e convincono contro l’Ucraina, l’avversaria principale per le qualificazioni a Euro 2024. Ora Donnarumma e compagni si trovano a 7 punti, a pari merito con la compagine gialloblu e con la stessa Macedonia, ma avendo giocato una gara in meno rispetto ad entrambe. 

Per questo, guardando alle possibili combinazioni, gli italiani adesso devono puntare a vincerle tutte, anche la prossima con l’Inghilterra, per arrivare allo scontro diretto di novembre in terra ucraina con almeno tre punti di vantaggio. Una missione tutt’altro che impossibile per i campioni d’Europa in carica. 

Le note liete dopo l’Ucraina: il centrocampo è super

Finalmente, dopo la brutta figura di Skopje, una Nazionale in linea con il credo spallettiano: sugli scudi soprattutto il centrocampo, con un Davide Frattesi protagonista di una prestazione perfetta. Il volto nuovo dell’Inter sigla entrambi i gol italiani (confermate le sue incredibili capacità di inserimento) e si fa apprezzare per dinamismo ed intraprendenza, le stesse doti che erano mancate a Tonali e Cristante in terra macedone. Così, l’interno ex Sassuolo manda un messaggio forte e chiaro al suo nuovo tecnico Simone Inzaghi, che fin qui lo ha utilizzato con il contagocce, in attesa che si ambienti completamente in una big come l’Inter. 

L’altro uomo in più del centrocampo azzurro, al netto di un Barella che si conferma giocatore prezioso e a cui è impossibile rinunciare, è un Manuel Locatelli in formato Lobotka. Il giocatore della Juventus, anche lui diventato grande al Sassuolo, è nel vivo del gioco, distribuisce palloni ad un tocco o due e sfiora anche il gol nel secondo tempo, fermato solo dalla traversa. Anche qui, un segnale niente male lanciato al suo tecnico Massimiliano Allegri: Locatelli sembra trovarsi a suo agio affiancato da due mezzali veloci e fisiche, come (per intenderci) Rabiot e McKennie.

La retroguardia non dà garanzie: Scalvini e gli altri non sono adatti alla difesa a quattro?

Passiamo alle note meno liete e dunque ad una difesa che al momento sembra dare poche garanzie. E qui entrano in gioco il fattore tattico e il poco tempo a disposizione del Ct Spalletti: l’ex allenatore è fedele al 4-3-3 e non sorprende che l’unico giocatore della retroguardia che non ha deluso le aspettative sia Di Lorenzo, uno abituato alla difesa a quattro e che conosce a memoria la proposta spallettiana. 

Diverso, invece, il discorso per Dimarco, che nell’Inter gioca da quinto di centrocampo nel 3-5-2 ed è protagonista di una sbavatura clamorosa in occasione del gol ucraino. Poco convincenti pure Bastoni e Scalvini, anche loro giocatori che danno il meglio in una retroguardia a tre. Per questo, in previsione dei prossimi decisivi impegni, non è da escludere qualche bocciatura clamorosa, dando spazio a elementi che conoscono meglio il modulo di riferimento e parliamo dunque del fiorentino Biraghi e dei laziali Romagnoli e Casale.  

Parlando sempre di difesa, nonostante i fischi iniziali, prova d’orgoglio a San Siro per Gigio Donnarumma. Il portiere del PSG è decisivo con un paio di interventi e si mette alle spalle le recenti sbavature (anche in Macedonia) e le voci di un possibile avvicendamento con Vicario.

Attacco spuntato: Immobile e Raspadori bocciati, serve un centravanti. Ma le prospettive ci sono

L’altro campanello d’allarme arriva dall’attacco: anche la prima Italia di Spalletti, come l’ultima di Roberto Mancini, produce tanto ma finalizza poco. I riflettori, così, sono puntati sugli attaccanti: a Skopje bocciato Immobile, autore di un gol ma per il resto incapace di pungere una difesa mediocre come quella macedone. Prestazione migliore per Raspadori, prezioso in fase di manovra ma impalpabile sotto rete. 

Serve, dunque, un centravanti che faccia gol: da un lato c’è l’oriundo Mateo Retegui, che merita un’altra chance dopo le buone prestazioni con il Genoa e il buono esordio contro Inghilterra e Malta, dall’altra c’è un Gianluca Scamacca in rampa di lancio dopo la recente doppietta contro il Monza.

Sembrano esserci prospettive migliori guardando agli attaccanti esterni: se Zaccagni, Gnonto e Politano non hanno convinto, risposte positive sono arrivate dall’ex romanista Nicolò Zaniolo, che si candida per un ruolo da protagonista in vista delle prossime uscite ufficiali. Occhio, poi, al rientro di Domenico Berardi, giocatore a cui Spalletti non sembra intenzionato a rinunciare.

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