Vai al contenuto
Hillside (New Media Malta) Plc
UEFA Champions League, semifinali: PSG-Bayern Monaco
  1. CALCIO
  2. UEFA CHAMPIONS LEAGUE

PSG-Bayern Monaco è la partita che non dimeticheremo mai

9 gol. In palio una finale di UEFA Champions League e tanta magia in campo. Questa partita non la dimenticheremo mai.

C’è un modo per capire quando ci si è divertiti davvero: basta pensare a quelle serate che sembrano finire troppo presto. Quella cena con gli amici di sempre, dove il ridere fa male alla pancia. Quel pranzo in famiglia in cui ci sono tutti. Quella serata in vacanza che rimarrà impressa nella memoria. E se dovessimo scegliere una serata calcistica che nessuno avrebbe voluto vedere finire, quella sarebbe senza dubbio PSG-Bayern Monaco. L’incolpevole Scharer, arbitro della partita, deve essere stato maledetto quando ha fischiato tre volte, come se avesse spezzato un sogno.

Ci sono notti in cui il calcio smette di essere formale, decide di svestirsi delle sue convenzioni. Si siede, allenta la cravatta, prende in mano un bicchiere e ci regala emozioni che porteremo nel cuore per sempre.

E così, forse, il pallone, per sdebitarsi del Milan-Juventus di domenica sera, ci regala un Olise che sembra pattinare sul ghiaccio invece di correre; un Harry Kane che si trasforma in un tuttocampista, abbassandosi a centrocampo per distribuire palloni e diventare il regista della serata. Musiala, con gli scarpini che sembrano avere ventose, e un indemoniato Luis Diaz che corre, punta e segna come se stesse giocando per la sua stessa vita.

Dall’altra parte, il genio di Vitinha scandisce ogni possesso come un direttore d’orchestra, mentre Joao Neves si trova sempre al posto giusto nel momento giusto, pronto a colpire di testa con i suoi 174 cm, nonostante sia circondato da giganti che superano abbondantemente i 190 cm. E poi c’è Kvara, che orienta il corpo da una parte e la palla dall’altra, oscillando a destra e a sinistra fino a tirare in rete, lasciando né il difensore né lo spettatore in grado di leggere le sue intenzioni. L’unica cosa che si può leggere, ormai, è il risultato che cambia sul tabellino.

Non dimentichiamoci che in campo c’è un Pallone d’Oro, uno che può essere descritto solo ed esclusivamente come Dembélé. Capace di serate come quella di ieri o di sbagliare i palleggi nella presentazione per il Barcellona. Nel bene e nel male, Dembélé è solo e soltanto Dembélé: genio e sregolatezza. E parlando di Ousmane, non possiamo non nominare Dayot, l’amico di sempre, con il quale ha deciso di portare tutto il quartiere dove sono cresciuti al Parco dei Principi. Upamecano si rende protagonista con interventi da urlo, coronati dalla ciliegina sulla torta: un gol. E poi ci sarebbe da menzionare l’imprevedibilità di Doue, la saggezza di Kimmich, la velocità di Hakimi e Davies e tanto altro.

Insomma, ieri il calcio ci ha ubriacato per bene. E come in tutte le notti in cui ci siamo divertiti, non è stata perfetta. Ci sono stati errori. Le rispettive difese, in una finale di UEFA Champions League, non possono concedere cinque e quattro gol. I baricentri forse sono stati troppo alti. Kompany e Luis Enrique hanno commesso i loro errori. Ma, in fondo, chi se ne importa? Serate del genere vanno solo godute, Non analizzate tatticamente.

Alla fine, l’importante è divertirsi. Tornando alla questione iniziale, possiamo dire che ci siamo divertiti parecchio. Abbiamo sperato che PSG-Bayern non finisse mai e, sicuramente, la ricorderemo per sempre.

 

Articoli collegati

bet365 utilizza cookie

Usiamo cookie per garantire un servizio migliore e più personalizzato. Per ulteriori informazioni, consulta la nostra Informativa sui Cookie