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Premier League: i 10 momenti del 2023

Il Manchester City tritatutto, le belle storie di Brighton e Aston Villa, la fine della favola Leicester. Andiamo a rivivere tutto ciò che è accaduto nel calcio inglese nell’anno che sta per terminare. 

Il 2023 è stato un anno importante per il calcio inglese. Che si è aggiudicato ben tre competizioni continentali su quattro, lasciando al Siviglia la sola Europa League. Il Manchester City con Haaland ha sublimato un percorso avviato ormai da parecchio tempo con Pep Guardiola. Ma alle spalle del tecnico spagnolo anche altri hanno avuto modo di vivere e farci vivere esperienze esaltanti, come Arteta, De Zerbi ed Emery. Non a tutti, però, è andata così bene. Il Chelsea, ad esempio, fatica a tornare grande. Ecco una piccola sintesi di ciò che è accaduto nel corso di questi 12 mesi. 

Il sorpasso del City

Difficile competere alla lunga con una corazzata come quella del Manchester City. Ha il merito di averci provato a lungo l’Arsenal, che dopo analizzeremo in maniera più accurata. L’illusione dei Gunners è spazzata via dal confronto diretto della 33esima giornata con il 4-1 dei Citizens. Da quel momento il divario inizia a ridursi fino all’effettivo sorpasso della settimana successiva. Nel 2023 la formazione guidata da Pep Guardiola ha vinto praticamente tutto, inclusa la prima Champions della sua storia, la FA Cup e il Mondiale per Club.

Il ritorno dell’Arsenal

Da anni non vedevamo un Arsenal così competitivo. Il secondo posto certifica il ritorno dei Gunners tra le big d’oltremanica. Notevole è stato l’impatto dell’allenatore Mikel Arteta, in passato collaboratore proprio di quel Pep Guardiola al quale ha conteso a lungo il titolo. Nel girone di ritorno i biancorossi non sono riusciti però a mantenere il ritmo dei Citizens finendo così per arrendersi. 

La Crisi Chelsea

Tanti soldi spesi, una squadra smontata pezzo dopo pezzo e ricostruita a suon di milioni senza ricevere in cambio però il conforto del campo. Il Chelsea in questi anni ha provato numerosi allenatori fino all’attuale Mauricio Pochettino ma rimanendo sempre nell’anonimato del centro della classifica. Nella scorsa stagione ci hanno provato in tanti: da Tuchel a Potter fino a Lampard ma senza grossi risultati. E neppure ora le cose sembrano andare meglio. 

Liverpool fuori dalla Champions

Anche i migliori talvolta possono finire sulla graticola. È accaduto persino a uno che possiamo annoverare tra i più bravi allenatori in circolazione come Jürgen Klopp. Il suo Liverpool ha tentato una disperata rimonta nello scorso torneo per arrivare quarto in classifica, mancando però l’obiettivo. Strano vedere un club come quello dei Reds fuori dalla massima competizione internazionale ma così è stato. Anche se da queste parti la lezione pare sia stata imparata, almeno a giudicare dall’approccio alla nuova edizione di Premier. 

Confusione al Tottenham

Abbiamo parlato del Chelsea, ma la stagione del Tottenham non è stata poi così diversa. A complicarla ulteriormente ci si è messo di mezzo pure Antonio Conte, decidendo a torneo in corso di non proseguire l’avventura a Londra e concordando col club un’uscita anticipata. Ci hanno provato a sostituirlo prima il suo storico vice Stellini, quindi Mason ma portando gli Spurs sempre più in basso. Adesso con Postecoglou la situazione sembra sia migliorata. 

Leicester retrocesso

La ricordate la meravigliosa favola di Claudio Ranieri? Ne è passata di acqua sotto i ponti e di quel Leicester è rimasto soltanto Jamie Vardy che a 36 anni non può più essere il romantico e implacabile bomber di una volta. Dal dilly-ding dilly-dong alla retrocessione in Championship nove anni dopo l’ultima volta e sette anni dopo lo scudetto dei miracoli. L’aritmetica arriva il 28 maggio nonostante il successo sul West Ham. Da un italiano a un altro: con Enzo Maresca si proverà a tornare al massimo palcoscenico del calcio inglese. 

Il calcio di De Zerbi

A proposito di italiani, ce n’è un altro che si sta facendo valere in Inghilterra. Si tratta di Roberto De Zerbi, che ha portato il Brighton per la prima volta nella sua storia a qualificarsi per una manifestazione continentale. La sua squadra è stata la rivelazione della stagione con un prestigioso sesto posto in classifica. 

L’altra impresa di Emery

Sottovalutato ma con un palmarès da fare invidia. Unai Emery ha ricominciato dalla provincia: prima il Villarreal e quindi l’Aston Villa dopo le esperienze con Arsenal e Paris Saint-Germain. A Birmingham ha ereditato una squadra che con Steven Gerrard bazzicava nei bassifondi della classifica e l’ha addirittura portata in Europa. 

Il colpo di coda del West Ham

Come si fa a rendere memorabile una stagione nella quale si è sempre e soltanto lottato per la salvezza? Anzitutto centrando il traguardo con un buon finale e poi, magari, portando a casa una coppa. Ci è riuscito il West Ham che in campionato se l’è cavata con i canonici 40 punti che rappresenterebbero la soglia minima per restare a galla. E che in Conference League ha conquistato il trofeo battendo in finale la Fiorentina. Quando si dice lieto fine… complimenti agli Hammers!

Haaland subito protagonista

Quando il Manchester City prese Haaland qualcuno arricciò il naso: non è il giocatore adatto ad una squadra con questa filosofia di calcio. Invece con il norvegese a convertire in gol l’enorme mole di gioco prodotta dai Citizens si è creata una macchina praticamente perfetta che è stata in grado di tritare qualsiasi cosa le si è parata di fronte. 36 gol per l’attaccante nato a Leeds solo in Premier, 52 in 53 partite se prendiamo in considerazione tutte le altre competizioni. 

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