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NBA: Playoff, Sixers senza rivali, orgoglio Golden State

La squadra di Philadelphia non sta soffrendo l’assenza di Embiid: nei quarti di finale, netto 4-0 contro Brooklyn. Nella Western Conference spicca il 2-2 tra Warriors e Kings. Ruggito Durant con i Phoenix Suns.

I playoff NBA proseguono spediti. Nei quarti di finale delle due Conference, gli unici capaci di un filotto di vittorie (e di conquistare subito l'accesso alle semifinali) sono i Philadelphia 76ers. Incredibile prova di forza dei Sixers, in grado di mettere all'angolo i Brooklyn Nets di Nicolas Claxton e questo nonostante l'infortunio al ginocchio subito dal fuoriclasse camerunense Joel Embiid. Senza il top-player africano, che ha saltato gara-4 e rischia di vedere dalla tribuna il secondo turno degli spareggi, è salito ancora una volta in cattedra la certezza Tobias Harris: nella quarta e conclusiva sfida dei quarti di finale, l'ala ex Clippers si è confermata preziosa dal punto di vista realizzativo (25 punti per lui) e anche in ottica rimbalzi (ancora 12 rimbalzi come in gara-2).

Philadelphia, James Harden è in grande forma. Ma al suo fianco serve Embiid

Lo avevamo anticipato e non ha deluso le attese. L’uomo in più dei Sixers, per esperienza e carisma, è sicuramente il “barbuto” James Harden. Lo abbiamo spiegato nelle scorse puntate, l'ex Brooklyn è invecchiato bene, come il buon vino: non siamo più al cospetto del giocatore superstar che pensava prima di tutto alla gloria personale, ora parliamo di un cestista completo, dedito più ai passaggi e agli assist che alla conclusione. Tutto a beneficio dell'Embiid o Harris di turno.

Insomma, un giocatore rinato dopo le ultime stagioni in chiaroscuro, ma - anche alla luce di questa sua personalissima rivoluzione copernicana - Harden e Philadelphia non possono fare a meno di Joel Embiid. Inutile girarci intorno: la stella nativa di Yaoundé, che prossimamente potrebbe indossare la casacca della nazionale francese, è l’uomo che può riportare i Sixers sul tetto d’America, a quarant’anni esatti dal terzo e ultimo successo. Per lui parlano i 46 punti e 24 assist messi a referto nei primi due match contro i malcapitati Brooklyn Nets: numeri lontani dai 52 punti realizzati ad inizio aprile contro Boston (è bene precisarlo, in un'unica partita), ma è noto che anche i migliori devono adattarsi al clima play-off e abbassare le pretese circa il loro score personale.

Golden State Warriors-Sacramento Kings, spettacolo senza fine

Se a est spicca il momento dei 76ers, nella Western Conference c'è da segnalare il confronto colpo su colpo tra Sacramento Kings e Golden State Warriors. Il risultato al momento è fermo sul 2-2: colpisce la prova d’orgoglio della squadra di San Francisco, che non si è disunita dopo il terrificante uno-due dei Kings, che si sono imposti nei primi due atti grazie alle giocate di Fox e Monk. Che qualcosa sia cambiato in casa Golden State, lo si è capito dopo il perentorio 114-97 di gara-3, con prova da big assoluto di uno Steph Curry in forma clamorosa (36 punti e 6 rimbalzi per lui). Vittoria decisamente più sofferta quella nel quarto atto, come certifica il risultato finale di 126-125: anche in questo caso prestazione monumentale di Curry, affiancato dagli altri top scorer Thompson e Poole e da due rimbalzisti scatenati come Kevon Looney e Draymond Green.

Gli altri risultati dei quarti di finale

Nella Eastern Conference, sono ad un passo dalla qualificazione New York Knicks e Boston Celtics: la squadra della Grande Mela è avanti 3-1 contro Cleveland (ricordiamo che si gioca al meglio delle sette partite) e si affida come al solito alle certezze Brunson e Barrett; stesso risultato per i biancoverdi, con gli Atlanta Hawks di Trae Young e Clint Capela che sono ormai ad un passo dall'eliminazione. La capolista Milwaukee e Miami Heat hanno invece disputato solo tre gare: al momento, decisamente a sorpresa, sono avanti gli Heat di Jimmy Butler, finora favoriti dall'assenza di Giannis Antetokounmpo (che dovrebbe rientrare per gara-4).

Per quanto riguarda la Western Conference, una gara in meno anche per Memphis Grizzlies e Los Angeles Lakers: avanti i gialloviola guidati da Anthony Davis e Lebron James, che sono riusciti a tenere testa allo scatenato Ja Morant (addirittura 45 punti, 13 assist e 9 rimbalzi nel terzo match della contesa). Sul 3-1, invece, Denver Nuggets e Phoenix Suns: la squadra di Nikola Jokic sta avendo la meglio sui Minnesota Timberwolves, mentre il quintetto dominato da Devin Booker e Kevin Durant non sta soffrendo l'intraprendenza dei Los Angeles Clippers.

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