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NBA: Denver Nuggets campioni. Il capolavoro di Nikola Jokic

Primo anello della storia per la squadra guidata dal fuoriclasse serbo: per lui numeri incredibili (30 punti di media) e il titolo di MVP della post-season. Poco da fare per i Miami Heat dei miracoli, all’insegna di un Jimmy Butler superlativo.

Il sogno è finalmente realtà. I Denver Nuggets conquistano per la prima volta il titolo NBA, al termine di una post season che definire perfetta è poco. Netto il successo per 4-1 contro i sorprendenti Miami Heat, protagonisti di un percorso clamoroso, partito dai play-in e segnato di successi contro franchigie ben più titolate come Milwaukee, New York Knicks e soprattutto Boston Celtics

Contro i Nuggets, però, c'è poco da fare: protagonista assoluto il leggendario Nikola Jokic che, proprio nell'anno in cui gli viene scippato il premio MVP della regular season, riesce a conquistare il tanto agognato anello. Lo fa da protagonista assoluto, con medie da urlo anche nella post season, tanto da meritare - quello sì, zero dubbi - il Most Valuable Player Award delle Finals. 

Con un Jokic così, non ce n'è per nessuno. È lui il più forte di tutti

Nikola Jokic protagonista assoluto, dicevamo. Anche nella decisiva e complicata gara-5, il serbo riesce ad imporsi come uno degli attaccanti più forti, non solo dell'era moderna ma anche della storia della pallacanestro. Parlano per lui i 28 punti e 16 rimbalzi che marchiano a fuoco una finale tiratissima, terminata come è sul 94-89. Le medie, poi, sono da capogiro, con il serbo che si attesta sui 30 punti, 13 rimbalzi e 9,5 assist nell'arco di 20 partite della post season. Impossibile, così, non assegnargli l'MVP della post season e non riconoscere che parliamo del giocatore più dominante della scena mondiale. Con buona pace dei vari Doncic e Antetokounmpo.

Due le prove da incorniciare: quella messa in campo in gara-2, paradossalmente l'unica persa dai Nuggets, con il serbo che riesce a mettere a referto 41 punti e 11 rimbalzi. Un segnale inequivocabile, questo, lanciato ai malcapitati Miami Heat da parte di un giocatore che alza l'asticella anche e soprattutto quando le cose vanno male. Per la serie: arrendersi, mai. Non sorprende, così, che dopo avere "concesso" il pareggio agli avversari, il serbo si sia letteralmente scatenato in gara-3, con un prova sontuosa nel segno di 32 punti, 21 rimbalzi e addirittura 10 assist.

A queste recenti prove di forza, c'è da aggiungere una continuità di rendimento che lascia sconcertati. Nelle 69 presenze in regular season, tutte ovviamente partendo da titolare, Jokic è stato protagonista con una media di 24 punti, 12 rimbalzi e 10 assist. Incredibile.

Denver Nuggets, ecco finalmente il primo trionfo. Grande annata per Murray

Dopo il primo posto, mai veramente messo in dubbio, conquistato al termine della stagione regolare di Western Conference, Denver si impone contro Minnesota e Phoenix Suns (concedendo in totale tre gare) e stravince la finale di Conference contro i Lakers. Il poker contro i gialloviola assume i contorni del passaggio di consegne tra Lebron James e Jokic, ma soprattutto mostra al mondo una squadra di spessore assoluto.

Con Jokic, spicca il canadese Jamal Murray: la guardia classe '97 migliora le sue medie durante la post-season, imponendosi addirittura con 26 punti a partita (con tanto di exploit contro i Lakers con due gare consecutive a quota 37 punti). Da non dimenticare, poi, l'apporto del rimbalzista Michael Porter Junior (otto rebounds a partita per lui), e l’annata superlativa dei vari Aaron Gordon e Kentavious Caldwell-Pope, altre certezze della truppa guidata da coach Michael Malone.

Miami Heat, poco da fare contro la corazzata Nuggets. Ma che stagione per Butler e compagni!

Onore ai vinti. In un'annata in cui si parla tanto di underdog, e cioè di squadre e atleti che riescono a sovvertire i pronostici, i Miami Heat hanno scritto una delle storie più entusiasmanti dello sport recente. Partiti addirittura dai play-in, sorta di preliminari in salsa NBA, gli uomini di Erik Spoelstra vanno vicinissimi al quarto titolo NBA della loro storia. 

Guardando ai singoli, post season memorabile per il top player Jimmy Butler, protagonista con ben 27 punti, 6 rimbalzi e altrettanti assist a partita. Sugli scudi anche il pivot Bam Adebayo, sempre incredibile in ottica rimbalzi, senza dimenticare l'altra certezza Gabe Vincent e il "sesto uomo" Caleb Martin, entrambi capaci di realizzare 12 punti a partita nella fase play-off. Numeri e imprese incredibili, che hanno portato in dote il settimo titolo di Conference, ma che non sono bastati per completare l'impresa: per quello serviva un miracolo, contro un Nikola Jokic così.

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