L'infortunio dello scozzese costringe il tecnico a ridisegnare il centrocampo azzurro. Ecco le possibili mosse in vista di un calendario di fuoco.
La notizia dell'operazione in Inghilterra di Scott McTominay è arrivata come una doccia fredda per i tifosi partenopei. Il centrocampista scozzese, diventato in breve tempo un perno fondamentale dello scacchiere tattico azzurro, non sarà a disposizione di Massimiliano Allegri almeno fino al termine della prossima sosta per le Nazionali. Un'assenza pesante, che priva la squadra di fisicità e interdizione. Di conseguenza, l'allenatore si ritrova costretto a rimescolare le carte e a ridisegnare la linea mediana per mantenere intatto l'equilibrio della squadra.
Senza il dinamismo dell'ex Manchester United, Allegri dovrà inevitabilmente affidarsi al talento puro di Kevin De Bruyne e all'esuberanza di Vergara. Tuttavia, questa scelta comporterà un sacrificio maggiore da parte di Frank Anguissa. Né il fuoriclasse belga né il giovane azzurro possiedono infatti la stessa intensità difensiva di McTominay. Per questo motivo, al centrocampista camerunense verranno richiesti gli straordinari, specialmente in fase di non possesso. Le prime due uscite di “Zambo” non sono state indimenticabili e l’errore commesso contro il Como non è da lui. Allegri però si fida ciecamente e continuerò a rinnovargli fiducia.
Il grande vantaggio di Allegri è poter contare sull'intelligenza tattica di De Bruyne. Il belga può agire sia da trequartista puro, per rifinire l'azione dietro le punte, sia da mezzala di costruzione, esattamente come si è visto nell'ottima prestazione di Genova. Sebbene nasca come un classico numero 10, è stato Pep Guardiola a trasformarlo in quello che nel calcio moderno viene definito un "free 8". In questo ruolo ibrido, si sfrutta al massimo la naturale propensione di KDB ad attaccare i cosiddetti "mezzi spazi", quella porzione di campo nevralgica situata tra la fascia laterale e le vie centrali. Quando riceve palla in quella zona, con la visuale aperta, il belga diventa semplicemente letale per le difese avversarie.
Sul fronte opposto, Vergara godrà di una maggiore licenza di spingersi in avanti. Più che un rifinitore, l'azzurro ha dimostrato di avere un istinto naturale per gli inserimenti a fari spenti nell'area di rigore, sia palla al piede che dettando il passaggio. La sua caparbietà, unita a una grinta fuori dal comune, risulterà un'arma fondamentale per scardinare le difese più chiuse. Inoltre, la sua freschezza atletica sarà vitale in un periodo denso di impegni, permettendo ad Allegri di dosare le energie e gestire il minutaggio di De Bruyne con la massima cautela.
A fare da collante in questa nuova conformazione ci sarà, come sempre, Stanislav Lobotka. Lo slovacco rimane l'indiscusso padrone della cabina di regia, il faro illuminante di questo Napoli. A prescindere dal modulo scelto o dalle caratteristiche dei compagni che gli gravitano attorno, la sua capacità di dettare i tempi sarà la vera ancora di salvezza per la squadra.
Le nuove soluzioni tattiche di Allegri verranno testate immediatamente contro avversari di altissimo livello. Il calendario del Napoli, infatti, non ammette distrazioni: si parte con la complicatissima trasferta di San Siro contro l'Inter, per poi volare sulle ali dell'entusiasmo al Maradona, dove andrà in scena la super sfida di UEFA Champions League contro l'Arsenal. A seguire, gli azzurri ospiteranno il Bologna in casa, prima di chiudere questo tour de force con l'insidiosa trasferta di Firenze. Un mese di fuoco che ci dirà molto sulle reali ambizioni del nuovo Napoli.