Nel mondo del calcio, esiste una statistica tanto sorprendente quanto tenace. Dalla prima edizione del 1930, tutte le nazionali che hanno vinto la Coppa del Mondo sono state guidate da un commissario tecnico della stessa nazionalità.
Nessun allenatore straniero è mai riuscito a sollevare il trofeo più ambito. Questo dato storico rende la prossima edizione del torneo particolarmente interessante, dato che diverse selezioni di primo piano potrebbero affidarsi a un tecnico proveniente da un altro paese.
Questa tendenza è evidente soprattutto tra le grandi favorite. Il Brasile potrebbe essere guidato dall'italiano Carlo Ancelotti, mentre l'Inghilterra valuta il tedesco Thomas Tuchel. Anche altre nazionali di alto livello, come il Belgio con il francese Rudi Garcia e il Portogallo con lo spagnolo Roberto Martínez, hanno già scelto allenatori stranieri. Di conseguenza, una delle tradizioni più radicate del calcio mondiale è seriamente a rischio.
Analizzando l'albo d'oro della Coppa del Mondo, emerge un modello che non è mai stato infranto: i paesi che hanno alzato il trofeo lo hanno sempre fatto con un allenatore locale. Ciò accende i riflettori su squadre come il Brasile e l'Inghilterra, che sulla carta hanno il potenziale per arrivare fino in fondo, ma che, affidandosi a un CT straniero, si discosterebbero da questa norma storica.
Naturalmente, avere un tecnico di un'altra nazionalità non significa avere meno probabilità di successo. Al contrario, la scelta di un allenatore di élite internazionale dimostra la fiducia di una federazione nella sua esperienza, nella sua visione tattica e nella sua capacità di ottenere risultati. Un esempio memorabile è quello di Guus Hiddink, che portò la Corea del Sud alle semifinali nell'edizione del 2002.
Per allenatori del calibro di Ancelotti e Tuchel, la posta in gioco va oltre il semplice successo sportivo. Se uno di loro riuscisse a vincere la Coppa del Mondo, non solo scriverebbe una pagina d'oro nella storia della propria nazionale, ma anche nella propria carriera. Una loro vittoria porrebbe fine a una tradizione lunga quasi un secolo, che ha visto solo commissari tecnici "autoctoni" laurearsi campioni del mondo.
Brasile e Inghilterra sono sempre tra le squadre con le maggiori aspettative, ma al prossimo Mondiale si aggiunge un ulteriore elemento di interesse: la possibilità che un tecnico straniero realizzi un'impresa senza precedenti. Resta da vedere se ciò accadrà, ma una cosa è certa: con Ancelotti e Tuchel in panchina, la Coppa del Mondo 2026 sarà un'edizione da seguire con grande attenzione, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello storico.