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Mondiali Basket: per l’Italia c’è la Repubblica Dominicana

Dopo il faticoso successo con l’Angola gli azzurri di Pozzecco cercano il bis contro la rappresentativa caraibica. Occhio agli avversari, però, che hanno entusiasmo e ambizione. 

Evento: Italia-Repubblica Dominicana
Luogo: Araneta Coliseum di Manila (Filippine)
Quando: 10:00, 27 agosto 2023
Dove vederla: Rai 2 HD, DAZN, Sky Sport Summer (canale 201)

L’esordio è stato più difficile del previsto per l’Italia. Che è comunque riuscita, seppur a fatica, a battere l’Angola nella prima giornata dei Mondiali di basket del Gruppo A. Nell’81 a 67 col quale gli azzurri si sono imposti a Manila sulla formazione africana, determinante è stato l’apporto dei vari Fontecchio (diciannove punti apportati alla causa), e Tonut (diciotto) e alle giocate di Ricci che si è messo in luce nell’ultima parte. Insomma, al netto dei dettagli, magari rivedibili in alcuni casi, è buona la prima per il team guidato da Gianmarco Pozzecco, che era peraltro reduce già da sette successi in altrettante gare nella fase preparatoria. 

D’altro canto, anche alla vigilia in molti avevano messo in guardia la nazionale italiana in merito ad un avversario profondamente rinnovato rispetto al passato e con qualche elemento da tenere in considerazione come ad esempio Fernando e Silvio de Sousa. Ad ogni modo, un primo mattoncino è stato sistemato per la qualificazione al turno successivo. Ora occorre metterne un altro contro la Repubblica Dominicana, in un match previsto per domenica 27 agosto alle ore 10:00 dopo ventiquattro ore di riposo. 

È qui sostanzialmente che si deciderà tutto. Anche perché alla seconda fase passeranno le prime due classificate, che si porteranno dietro i punti ed i risultati conseguiti in quella precedente. Già si parla di Serbia come potenziale prossimo rivale ma un passo alla volta. Prima bisogna concludere il girone nel quale, oltre alle due già citate, sono presenti pure le Filippine.

Come arriva l’Italia

Più sollevato che soddisfatto. È uscito così dal primo confronto azzurro il Commissario Tecnico Gianmarco Pozzetto. Che rimane, comunque, ottimista per il futuro prevedendo per la nazionale italiana un approccio sicuramente migliore per le sfide a venire. A partire proprio da quella contro la Repubblica Dominicana. In che cosa possa tradursi questo spirito positivo che aleggia intorno i rappresentanti dello Stivale in termini di obiettivi è tutto però da stabilire. 

Verosimilmente l’Italia vorrebbe quanto meno arrivare ai quarti di finale, col sogno neanche tanto nascosto di riportare questi colori tra i primi quattro del mondo come non avviene da ben quarantacinque anni. L’ambizione c’è e d’altra parte parliamo di un gruppo che è rimasto imbattuto per tutto il cammino delle qualificazioni. C’era pure chi si aspettava un crollo addirittura, dopo cotanta grazia: teoria rinvigorita anche dalla assenza indubbiamente pesante di Paolo Banchero. Quest’ultimo sarebbe stato la stella della squadra che, tuttavia, ha qualità per farsi rispettare anche senza il ventenne nato a Seattle. 

La principale sta nel gioco difensivamente solido, ma allo stesso tempo versatile e spregiudicato in linea con il carattere dell’allenatore. Una strada già tracciata in passato ai tempi di Meo Sacchetti, ulteriormente perfezionata con l’attuale guida tecnica. Insomma, perché non puntare in alto? A Datome e compagni la risposta.

Come arriva la Repubblica Dominicana

Nella partita inaugurale tra Filippine e Repubblica Dominicana si è fatto registrare il record assoluto di pubblico che precedentemente apparteneva all’edizione del 1994 a Toronto per la finale tra Stati Uniti e Russia. I 38.115 spettatori della gigantesca Philippine Arena di Manila hanno assistito al successo della rappresentativa caraibica contro i padroni di casa. La differenza l’hanno fatta i ventisei punti portati da Karl-Anthony Towns, campione NBA dei Minnesota Timberwolves. 

Per la Repubblica Dominicana questa è la quarta partecipazione a un Mondiale, la terza consecutiva. Il fatto che oggi la squadra di coach Néstor García sia qui è di per sé un piccolo grande miracolo. Non tanto per il valore di un gruppo, comunque di livello, quanto per le modalità con le quali si è centrata questa benedetta qualificazione. La rimonta in terra argentina, quando ormai tutto sembrava svanito, è un qualcosa che resterà nella storia dello sport di questo piccolo stato dell’America Centrale.

Nelle precedenti apparizioni i dominicani hanno sempre superato la fase a gironi, in qualche caso anche andando oltre le aspettative come nel 2019 quando sorpresero la Germania. Oggi però sono partiti con l’asticella parecchio alta, proponendosi come una delle candidate a giocarsi il trofeo. L’ambizione dell’allenatore nell’ambiente è una cosa ampiamente riconosciuta e certamente non è uno che ama nascondersi o azzerare le pressioni attorno a sé. 

Certo, per realizzare quanto si sono prefissati dovrebbero davvero fare qualcosa di sensazionale. L’entusiasmo comunque c’è. I giocatori pure. Su tutti spicca ovviamente il già citato Towns ma anche Jean Montero, Andres Felix, Lester Quinones, il capitano Victor Liz e Angel Delgado sono elementi degni di nota. 

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