Gattuso sperimenta un nuovo 4-2-4, lasciando fuori Mateo Retegui e lanciando Gianluca Scamacca dal primo minuto.
La sfida di stasera tra la Moldavia e la nazionale italiana potrebbe cambiare di significato entro le 20 circa, orario in cui si saprà il risultato della partita tra Norvegia ed Estonia. È difficile che una delle nazionali migliori in questo cammino di qualificazioni faccia un passo falso proprio adesso, quando manca un ultimo step per staccare il pass per il Mondiale.
Gattuso, però, tiene l'entusiasmo alto e se il passo falso dovesse succedere, allora noi dovremmo essere bravi ad approfittarne. Bisogna intanto pensare alla Moldavia, prima che al risultato della Norvegia, perché sappiamo bene che nella gara d’andata l’Italia soffrì e non poco, vincendo la sfida alla fine 2-0.
Per questo motivo, i cambi di formazione che il CT Gattuso sta pensando per la sfida di questa sera potrebbero essere fatti anche in virtù di un’ipotetica sfida decisiva a San Siro proprio contro la Norvegia.
Partiamo dalla situazione dei diffidati: Tonali, Cambiaso e Frattesi sono tutti diffidati, il che significa che se dovessero essere ammoniti con la Moldavia, allora salterebbero la Norvegia. Per questo motivo si è deciso di farli giocare la prima partita, senza rischiare una possibile assenza nell’ipotetico playoff.
In porta ci andrà Vicario, che sostituisce Donnarumma, mentre la difesa sarà formata dalla coppia di centrali Buongiorno-Mancini e sulle fasce Bellanova e Cambiaso. Il CT ha poi optato per un centrocampo ‘muscoloso’ formato da Sandro Tonali e Bryan Cristante, per offrire copertura alle ‘quattro punte’.
Davanti ci sarà la coppia inedita formata da Scamacca-Raspadori, inedita solo in questo caso perché i due avevano già giocato, e bene, al Sassuolo insieme, come anche in Under 21.
A destra ci sarà Orsolini con compiti offensivi rispetto a Zaccagni, che dovrà aiutare, rientrando, in fase difensiva. Ciò che non dovrà cambiare nel gioco dell’Italia sarà la voglia dimostrata nelle ultime uscite e il coraggio di giocare bene a calcio, perché di qualità ce n’è, bisogna solo tirarla fuori.