La storia del Marocco ai Mondiali è costellata di imprese: prima squadra africana a raggiungere gli ottavi di finale nel 1986, semifinalista in Qatar nel 2022 e ora pronta a stupire ancora.
Poche nazionali hanno contribuito al prestigio del proprio continente quanto il Marocco. I Leoni dell'Atlante si preparano alla loro settima Coppa del Mondo con una reputazione da "ammazzagrandi" costruita in quarant'anni e culminata con un risultato storico.
Il debutto del Marocco in una fase finale della Coppa del Mondo avvenne in Messico nel 1970. Nonostante l'ultimo posto nel girone, quell'esperienza gettò le basi per il futuro del calcio africano.
Fu sempre in Messico, nel 1986, che il Marocco scrisse una pagina indelebile di storia. Grazie a due pareggi a reti inviolate contro Polonia e Inghilterra e a una vittoria per 3-1 sul Portogallo, si aggiudicò il Gruppo F, diventando la prima nazionale africana a superare la fase a gironi di un Mondiale. Il sogno si interruppe agli ottavi di finale, con una sconfitta di misura contro la Germania Ovest, poi finalista, decisa da un gol di Lothar Matthäus nei minuti finali a Monterrey.
Nelle edizioni di Stati Uniti 1994, Francia 1998 e Russia 2018, i Leoni dell'Atlante hanno lottato con tenacia, senza però riuscire a superare il primo turno. Tre partecipazioni che sono servite da trampolino di lancio per l'impresa successiva.
L'edizione di Qatar 2022 ha cambiato tutto. Il Marocco ha vinto il proprio girone davanti a Croazia e Belgio, ha eliminato la Spagna agli ottavi di finale (con il portiere Bono eroe ai calci di rigore) e il Portogallo ai quarti (1-0, gol di En-Nesyri), diventando la prima nazionale africana a raggiungere una semifinale mondiale. La corsa si è fermata contro la Francia e, successivamente, contro la Croazia nella finale per il terzo posto. Il quarto posto finale rimane, ad oggi, il miglior risultato di sempre per una squadra africana nella storia del torneo.