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Ligue 1: gli italiani protagonisti del campionato

Gigio Donnarumma guida la truppa di atleti del Bel Paese impegnati nella massima categoria francese. Occhio al giovane talento Ndour, simbolo del nuovo corso del Paris Saint-Germain.

Gli italiani non sono certamente dei corpi estranei della Ligue 1. Sono tanti, infatti, i talenti del Bel Paese che hanno militato in alcune delle più importanti squadre della massima categoria francese. Oggi, gli eredi dei vari Marco Simone, Fabrizio Ravanelli e Fabio Grosso si candidano ad un ruolo da protagonista tra i tanti giovani (e fortissimi) talenti proposti dal campionato transalpino. La truppa non è numerosissima come un tempo, vero, ma parliamo di elementi di assoluto spessore, vogliosi di marchiare a fuoco la stagione 2023/24 in salsa francese.

Francesco Farioli (allenatore Nizza)

Per una volta iniziamo dalla panchina e nello specifico dal nuovo tecnico del Nizza, quel Francesco Farioli in cerca di gloria dopo i tre anni altalenanti in Turchia. Il tecnico lucchese è giovanissimo, è un classe '89, e viene dalla scuola di Roberto De Zerbi: per lui, infatti, tre stagioni a seguito dell'attuale tecnico del Brighton, ai tempi di Benevento e Sassuolo. 

Poi l'esperienza in terra turca, alla guida del Fatih Karagumruk (prima della parentesi Pirlo) e poi dell'Alanyaspor: il migliore risultato l'ha ottenuto proprio con quest'ultima compagine, come certificano il quinto posto conquistato nel giugno 2022 con tanto di 11 vittorie e 3 pareggi in 19 gare di Super Lig. Per Farioli, adesso, la prima esperienza in un campionato top europeo: il Nizza è squadra ambiziosa, come certificano gli acquisti dell'ex atalantino Jeremie Boga (che Farioli conosce bene dai tempi del Sassuolo) e il riscatto definitivo del centravanti nigeriano Terem Moffi.

Vito Mannone (Lorient)

Andiamo per ordine di ruolo e per anzianità. Parliamo, così, del portiere Vito Mannone, che vanta una lunga esperienza in Premier League (da secondo dell'Arsenal e titolare a fasi alterne del Sunderland) e che si appresta a vivere la sua quarta stagione in terra francese. Dopo le due stagioni da comprimario con il Monaco, il classe '88 - che nel suo passato ha militato anche in MLS e nel massimo campionato danese - dovrebbe fare ancora una volta da secondo allo svizzero Yvon Mvogo. L'italiano, però, è portiere che si fa trovare sempre pronto, come certificano le 20 presenze dell'anno scorso.

Gigio Donnarumma (PSG)

Da un portiere ad un altro, ma qui parliamo di un titolare inamovibile. Il numero uno della nazionale italiana è pronto a vivere la sua terza esperienza con i campioni del Paris Saint-Germain. Il 24enne originario di Castellammare di Stabia sogna di vivere una stagione nel segno del trionfo europeo e soprattutto di un rendimento più costante, dunque non macchiato dalle amnesie (poche ma decisive) viste nell’ultimo biennio parigino. Per lui, inoltre, sarà una stagione di grandi novità: il tecnico spagnolo Luis Enrique predilige la costruzione dal basso, per questo Gigio dovrà migliorare e di molto il suo gioco con i piedi.

Marco Verratti (PSG)

A guidare il trittico italiano del Paris Saint-Germain non può che esserci il centrocampista Marco Verratti, il giocatore più vincente della storia della Ligue-1 con la bellezza di 9 titoli (il compagno di squadra Marquinhos segue a quota otto trionfi). Anche questa estate l’interno della nazionale italiana è al centro di tante voci di mercato: le sirene dall’Arabia Saudita sono insistenti, senza dimenticare il pressing dell’Atletico Madrid di Simeone, ma il centrocampista e il PSG sembrano intenzionati a proseguire questa storia ultradecennale. Oltretutto, rinunciare ad un giocatore del genere, forte tecnicamente e intelligente da un punto di vista tattico, non è facile per nessuno. Nemmeno per una corazzata.

Cher Ndour (PSG)

Il nuovo che avanza. Il centrocampista classe '94, cresciuto nelle giovanili di Brescia e Atalanta, è pronto a spiccare il volo dopo l'intensa esperienza con il Benfica B e il successo agli Europei U19 disputati a Malta nel mese di luglio. Oltretutto parliamo di un centrocampista moderno, una sorta di Pogba 2.0: forte fisicamente, alto 1 metro e novanta, Ndour fa leva su una tecnica invidiabile ed è bravo anche in fase di interdizione. Luis Enrique dovrà gestirlo al meglio, anche perché siamo al cospetto di un giocatore che ha una sola presenza tra i big ad altissimi livelli, dividendosi tra la Serie B portoghese e la UEFA Youth League.

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