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Le peggiori sconfitte europee della Roma: da Roma-Liverpool a Roma-Bologna passando per la finale di Budapest

Tutte le sconfitte più dolorose della storia della Roma in Europa.

Il rapporto tra i romanisti e le competizioni europee è strano. Tanto orgoglio, tanta passione che però, se analizzato in maniera fredda e distaccata, porta a un bilancio povero: una Conference League.

Nonostante ciò, i tifosi giallorossi possono vantare una finale di UEFA Champions League, due di Europa League, una di Conference e decine di cavalcate da sogno. Quasi tutte finite in lacrime amare che rigano il volto di un sentimento di tristezza e orgoglio comprensibile solo nella capitale. Un rapporto agrodolce con più bassi che alti, che scandisce il sentimento romanista forgiato da un’eterna sofferenza che contraddistingue un amore senza confini.

Andiamo allora a ripercorrere brevemente tutte le sconfitte europee più dolorose della storia della Roma.

Roma-Gornik 1970

Semifinale della Coppa delle Coppe. La Roma, vittoriosa della Coppa Italia l’anno precedente, effettua un percorso sontuoso che conduce i giallorossi fino alla semifinale contro i polacchi del Gornik Zabrze. All’Olimpico finisce 1-1, in Polonia anche e la sfida si prolunga ai supplementari. I polacchi si portano in vantaggio, ma la Roma al 120 pareggia. Si festeggia. Si pensa che il gol in trasferta potesse valere la finale. Invece no. I dirigenti UEFA spiegano che quella regola ai supplementari non vale. Spareggio sul campo neutro di Strasburgo. Ennesimo 1-1 tiratissimo. La monetina beffa la Roma e manda il Gornik in finale.

Roma-Liverpool 1984

Forse la ferita più grande della storia della Roma. Una finale in casa e una squadra ricca di fuoriclasse assoluti come Pruzzo, Falcao, Di Bartolomei e Bruno Conti. La Roma perde la finale ai rigori davanti alla sua gente. La sfortuna si accanisce sulla Lupa, Pruzzo è costretto a uscire e non può calciare, Falcao si fa prendere dai nervi e si rifiuta di presentarsi sul dischetto. Graziani e Conti, con eccesso di emozioni, sbagliano. Il Liverpool è campione d’Europa. La Roma non giocherà mai più una finale della Coppa dalle grandi orecchie.

Roma-Inter 1991

La Roma arriva in finale dell’allora Coppa UEFA (oggi Europa League). All’epoca la finale si giocava ancora andata e ritorno. A San Siro la Roma crolla in 10 minuti e subisce due reti, una delle quali su un polemico rigore assegnato ai nerazzurri. Nonostante il pessimo risultato dell’andata, il tifo romanista ci crede e accompagna la squadra con tanto tifo, rendendo l’Olimpico una bolgia. Matthäus e compagni accusano il clima ostile, ma la Roma non la sblocca. A 10 minuti dalla fine, un diagonale di Rizzitelli accende l’Olimpico, rendendolo un inferno. La squadra spinge, ma ancora una volta la sfortuna dice no ai giallorossi. Una clamorosa traversa di Rizzitelli blocca l’urlo nella gola della Curva Sud. L’Inter vince la Coppa. La Roma viene beffata ancora.

Roma-Slavia Praga 1995

La Roma si gioca un posto nella semifinale di Coppa UEFA contro i cechi dello Slavia Praga. A Praga le cose non vanno bene e la Roma perde 2-0. All’Olimpico, però, la Roma la ribalta e vince 2-0. Si va ai supplementari. I giallorossi trovano il 3-0, bisogna solo resistere. Un gol di Vavra, però, spegne le speranze dei giallorossi. Questa volta sì, il gol vale doppio ai supplementari. La Roma viene eliminata e si avvia un processo di rivoluzione che porterà all’addio del capitano Giannini e alla separazione con Mazzone.

Roma-Liverpool 2018

La Roma di Eusebio Di Francesco firma una delle rimonte più incredibili della storia del calcio e recupera un 4-1 al Barcellona di Messi grazie allo storico 3-0 dell’Olimpico. Il destino sembra voler offrire alla Roma l’opportunità di fare pace con la storia. In semifinale c’è il nemico di sempre: il Liverpool. Tra le fila dei Reds spicca il nome del grande ex Salah. Inevitabilmente, l’egiziano sarà un protagonista assoluto tra andata e ritorno.

L’andata si gioca ad Anfield e il verdetto sembra inequivocabile: 5-2 per il Liverpool. Per gli uomini di Klopp sembra fatta, ma sottovalutano il fattore casa per la Roma. Nonostante i 3 gol di scarto, l’impresa contro il Barcellona inietta un insensato ottimismo nella capitale. L’Olimpico è pieno come non mai e il rumore è assordante. Il Liverpool passa in vantaggio, ma la Roma e l’Olimpico non mollano. La partita finisce 4-2. I Reds si qualificano per un gol. Tra fuorigioco, spinte e una clamorosa mano di Alexander-Arnold non fischiata in area, la Roma ha tanto da recriminare sul piano arbitrale, ma niente su quello dell’impegno. Il peggio sul piano arbitrale, però, deve ancora venire.

Manchester United-Roma 2021

Si gioca a porte chiuse a causa del Covid. Dopo anni, la Roma torna a essere protagonista. I giallorossi, guidati da Fonseca, sconfiggono un agguerrito Ajax nei quarti di finale e si ritrovano a giocare in semifinale contro il favoritissimo Manchester United.

L’andata si gioca a Old Trafford e Bruno Fernandes, dopo 9 minuti, apre subito le marcature. L’orgoglio romanista, però, si fa sentire attraverso uno dei figli della città. Pellegrini la riapre 6 minuti dopo. 10 minuti prima del termine della prima frazione, Dzeko firma il 2-1. La Roma è avanti in Inghilterra a fine primo tempo. Poi gli infortuni di Pau Lopez e Spinazzola cambiano il piano della gara a Fonseca e lo United dilaga.

Roma-Siviglia 2023

C’è chi definisce questa partita come il più grande scandalo della storia recente. La Roma di Mourinho, fresca vincitrice della Conference League dopo aver effettuato un percorso sontuoso, si ritrova a giocare la finale di Europa League a Budapest. Dall’altra parte, il Siviglia, vincitore della Coppa per ben 6 volte. Gli andalusi avevano eliminato la Juventus, annullando le possibilità di un derby italiano in finale.

Un diagonale di Dybala la sblocca per la Roma. I giallorossi ci credono, ma il Siviglia spinge fino a trovare la rete con uno sfortunato autogol di Mancini. La Roma, però, si riprende nonostante il nervosismo e la stanchezza. Al minuto 82, Nemanja Matic crossa in area. Fernando devia la palla di mano con il braccio larghissimo. Nessuno ha dubbi: è calcio di rigore. Ma Taylor non la pensa così. Il VAR non lo richiama e l’arbitro inglese mima con arroganza e supponenza il gesto della mano attaccata al corpo. Un gesto che sa di beffa clamorosa per la Roma. Anche se il calcio di rigore non assegnato è solo il culmine di una finale arbitrata in modo unidirezionale, con un metro di giudizio completamente sbilanciato a favore degli andalusi. La partita si protrae ai calci di rigore. Sbagliano Mancini e Ibanez e il Siviglia vince la coppa.

Roma-Bologna 2026

Agli ottavi di finale c’è il derby tutto italiano tra Bologna e Roma. Al Dall’Ara, Pellegrini replica a Bernardeschi. Il verdetto spetta all’Olimpico. Rowe, dopo un contatto giudicato regolare con Mancini, che rimane a terra, trova un grande gol che sblocca le marcature. La Roma pareggia grazie al colpo di testa di Ndicka. Poi un imprudente intervento di El Shaarawy in area concede il rigore ai felsinei a pochi secondi dallo scadere della prima frazione. Bernardeschi realizza dagli 11 metri e il Bologna è in vantaggio 2-1. Cristante e Ndicka pasticciano al limite dell’area, Rowe è bravo a crederci e serve un pallone d’oro a Castro, che con potenza e precisione gela Svilar e tutto l’Olimpico. La Roma, però, non si arrende. Robinio Vaz cambia la partita e si guadagna un calcio di rigore. Malen è freddissimo dal dischetto e firma il 3-2. L’Olimpico si accende e insieme allo stadio si accende anche Pellegrini. Robinio vince il duello con Lucumi e mette un passaggio rasoterra in mezzo; controllo e tiro a giro di sinistro del numero 7 che firma il 3-3. L’inerzia della partita adesso è dalla parte della Roma. Prima dei supplementari, lo stadio ripropone la coreografia con la lupa al centro e canta l’inno. La Roma, però, è sulle gambe. I numerosi infortuni non permettono a Gasperini di fare cambi. I cambi del Bologna, invece, fanno la differenza e infatti sarà proprio Cambiaghi a firmare il 3-4 definitivo che porterà gli emiliani a giocare i quarti di Europa League.

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