Si chiude una giornata dove le polemiche arbitrali l’hanno fatta da padrona. Non sono mancate anche in Lazio-Juventus; analizziamo gli episodi.
Il momento è di quelli complicati, lo ha detto Tudor nelle interviste post-partita: la sua Juventus non riesce ad uscirne e perde la terza partita consecutiva tra Serie A e UEFA Champions League.
I bianconeri non riescono a ritrovare la vittoria, che ormai manca da ben 8 partite, mentre la Lazio porta a casa i 3 punti avvicinandosi proprio alla Juventus, nonostante le diverse assenze. Un risultato che ha però lasciato diverse polemiche dopo il triplice fischio finale: Colombo non sembra gestire benissimo la gara per quanto riguarda i cartellini e non vede un possibile rigore per i bianconeri.
Il primo episodio dubbio arriva a 10’ dall’inizio del secondo tempo: il centrocampista americano si avventa su Guendouzi per fermare una ripartenza, commettendo un fallo che da regolamento poteva essere da ammonizione. McKennie, già ammonito, sarebbe andato fuori per doppio giallo.
Colombo sceglie di non sanzionare l’americano, ma rimangono diversi dubbi.
L’episodio più discusso arriva intorno al 60’ quando Conceicao cade in area di rigore della Lazio a seguito del classico ‘step on foot’ di Gila. Colombo fa proseguire non vedendolo a velocità naturale, ma Meraviglia al VAR non lo richiama, commettendo entrambi un errore importante.
La faccia di Gila, da sé, fa capire come il difensore si sia reso conto di aver toccato lo Juventino anche se l'entità del colpo non sembra di quelle che possano far stramazzare a terra un avversario. Resta complicato trovare le motivazioni di un non intervento da parte del VAR, anche solo per far riveder al direttore di gare l'entità del contatto.