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La Vuelta 2023: Sepp Kuss si prende la maglia rossa

Dall’ottava tappa il ventinovenne del Colorado, che mai era stato più di un gregario, ha mantenuto la vetta della classifica. E ora può godersi la passerella di Madrid con il titolo in tasca.

Ultima giornata di Vuelta, edizione 2023. Ma non c’è più pathos attorno a una manifestazione che ha già incoronato il proprio re. Tanti erano i favoriti alla vigilia: su tutti Remco Evenepoel presentatosi all’appuntamento con un palmarès invidiabile, considerati gli appena 23 anni, e da campione in carica. Poi c’erano anche altri papabili, inseriti prima degli altri nella griglia di partenza come Juan Ayuso oppure Primoz Roglic e naturalmente Jonas Vingegaard. O, un gradino più sotto, i vari Romain Bardet, Lennard Kamna e Marc Soler. Difficile che qualcuno possa aver pensato a Sepp Kuss, ventinovenne del Colorado senza un passato glorioso alle spalle. Non è mai tardi per iniziare a scrivere la propria storia. 

Lo statunitense, soprannominato The Durango Kid, ha capitalizzato al massimo le sue caratteristiche da scalatore in queste tre settimane in giro per la Spagna per prendersi maglia rossa e vetrina internazionale. Ligabue cantava “Una vita da mediano” con riferimento al mondo del calcio per mettere in luce il ruolo dei gregari, ai quali raramente veniva offerta la possibilità delle luci della ribalta. Talvolta accade, come nel caso di Kuss e in questi casi probabilmente diventa tutto più bello. In attesa che la passerella di Madrid completi un quadro già piuttosto delineato, lasciando spazio a festeggiamenti e foto di rito. Dopodiché il sipario calerà su questa meravigliosa avventura che ci ha accompagnato in questo periodo di fine estate.

Chi è Sepp, l’onesto gregario diventato capitano

Chi gongola oltre a Sepp Kuss, che meritatamente si recherà nella capitale iberica per raccogliere i frutti del duro lavoro, è la sua scuderia. La Jumbo-Visma ha infatti fatto da asso pigliatutto portando a casa anche la Vuelta, dopo il Giro d’Italia e il Tour de France per una tripletta che ha il sapore della grande impresa e costituisce un record assoluto. 

La squadra olandese, che nel corso degli anni ha cambiato svariate volte sponsor e denominazione, è certamente più abituata ai successi del suo rappresentante. Che invece nella sua personale storia di soddisfazioni sportive ne aveva ricevute davvero poche. Da qualche giorno, però, la vita del ciclista americano è radicalmente cambiata. Il classe 1994 aveva esordito negli Stati Uniti con la Rally Racing, mettendosi in luce tanto da finire nel World Tour alla Jumbo nel 2018. Otto sono le sue vittorie in totale: le prime quattro al Tour of Utah, poi due tappe alla Vuelta, una al Tour e una al Delfinato. 

Nei Grandi Giri, tuttavia, ha sempre lavorato da gregario lasciando ad altri le copertine. Con quest’ultima, le sue partecipazioni alle competizioni più importanti nel settore diventano dodici. Il traguardo migliore in assoluto era stato l’ottavo posto preso proprio qui in Spagna nel 2021. Nel 2023 ha corso anche in Italia e in Francia concludendo in dodicesima posizione alla Grand Boucle. 

Una vittoria nata dall’ottava tappa e da una straordinaria prova di resistenza

Sepp Kuss ha vinto una sola tappa delle venti affrontate in questa Vuelta 2023. Ma la vetta della classifica generale se l’è presa dal 2 settembre, senza lasciarla più. Da lì è stata una continua prova di resistenza, lottando contro giganti del ciclismo che partivano senza alcun dubbio con maggior credito rispetto a lui. Due di questi sono proprio suoi compagni di squadra. E l’immagine che più resterà di questa affascinante manifestazione è l’abbraccio tra Kuss, Vingegaard e Roglic per la clamorosa impresa realizzata dal primo. Che ha così commentato al termine della ventesima tappa che gli ha praticamente consegnato su un vassoio d’argento la fatidica maglia rossa: “È stato un momento molto speciale vivere questa esperienza con i miei due compagni di squadra. Ci sono quasi”. 

In effetti non molto ci si deve attendere dalla ventunesima tappa che si preannuncia come una cerimonia di chiusura di un evento che è stato parecchio seguito, come al solito quando si parla di Grandi Giri. Non tutto però è andato in maniera così liscia. Alla diciassettesima tappa, in particolar modo, il ciclista americano qualcosa ha rischiato, faticando a seguire il ritmo dei suoi partner nelle rampe finali dell’Angliru. Né Roglic, né Vingegaard lo hanno aspettato distanziandolo di netto. 

Raggiunto poi da Mikel Landa, Kuss è però riuscito a seguire il ritmo dello spagnolo, contenendo così il distacco a diciannove secondi, quanto basta per aggrapparsi alla vetta della classifica. Interlocutorie, se così possiamo definirle, le due successive frazioni che più nulla hanno spostato nell’economia di un evento quasi destinato a concludersi in questo modo. Con una rivelazione assoluta, che ha stupito davvero tutti. Kuss in primis. 

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