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La Roma in una settimana perde tutto, fuori dall’Europa e quarto posto lontano. Le ragioni del calo

Cosa è successo alla Roma? Fuori da tutto a marzo. Ecco i motivi del calo.

La Roma di Gasperini a novembre, dopo la vittoria di Cremona, era prima in classifica. La difesa era blindata e risultava essere la miglior retroguardia d’Europa. Sul piano fisico tutto sembrava filare liscio e sembrava che la preparazione del Gasp avesse avuto il solito effetto. Pochi mesi dopo, la Roma si ritrova con sole 3 vittorie nelle ultime 11 partite, fuori dal quarto posto e fuori dall’Europa League. Cosa è successo?

I motivi del calo della Roma

Il mercato in estate

Ovviamente, quando ci sono cali di condizione e di prestazioni del genere, il motivo non è mai uno solo. Una serie di fattori ha portato a un inevitabile calo dei giallorossi.
Partiamo da agosto. Gasperini aveva chiesto delle garanzie sul mercato che non gli sono state concesse. Il tecnico piemontese aveva espressamente richiesto un trequartista di piede destro che potesse giocare sulla sinistra, che non è mai arrivato, e qualche garanzia in più sulle corsie.
Nessuno poteva prevedere la delicata questione di Angelino, che ha inevitabilmente scombussolato le gerarchie sulle fasce, però alcuni elementi non si sono rivelati all’altezza. Infatti, Tsimikas, preso in prestito dal Liverpool, non ha mai dato garanzie. Questo ha costretto l’allenatore a utilizzare Wesley a sinistra, che da adattato sta risultando uno dei migliori esterni del campionato. Sull’altro lato giocano Renxh e Celik, che non stanno facendo male, ma sono stati pensati come alternative. Un terzino sinistro in più forse avrebbe fatto la differenza.
Il trequartista di sinistra per la maggior parte della stagione è stato Pellegrini, che però si era ritrovato praticamente fuori rosa a inizio stagione, su stessa ammissione di Gasperini. La società voleva venderlo, ma non è riuscita a trovare un accordo. Pellegrini poi ha reagito da professionista, ma gestire un caso così delicato esponendolo alla stampa, soprattutto in una piazza come Roma, non è stata una mossa astuta.
Stesso discorso per Dovbyk, che non ha mai fatto impazzire Gasperini. Anche per lui si è verificata una situazione simile a quella del numero 7. Rimasto poiché la società non è riuscita a piazzarlo.
Ferguson, invece, è stata una scommessa (persa) con una storia clinica alle spalle che poi si è riacutizzata a metà stagione. Al momento, nessuno dei due teorici attaccanti titolari a inizio stagione è a disposizione e infatti Massara a gennaio è dovuto ricorrere alla costosa quanto necessaria soluzione Malen. Questo però testimonia una squadra inadeguata ad agosto.
Lo stesso discorso vale per Zaragova, visti gli infortuni di Soulè e Dybala. La differenza però è che lo spagnolo non sta avendo il rendimento di Malen.

Gli infortuni

Un fattore incontrollabile che però incide. Anche se la gestione medica della Roma lascia a desiderare. Soulè pare che abbia giocato con la pubalgia per assenza di alternative, fino ad arrivare a uno stop obbligato. La situazione di Dybala è stata letta male fino a che non ha portato all’operazione. Stesso discorso per Ferguson e Dovbyk, con delle diagnosi a gennaio che parlavano di poche settimane out, per poi rivelarsi infortuni serissimi che si protrarranno praticamente fino a fine stagione.
Risulta evidente che sia molto delicata anche la sostituzione di Konè. Costretto al forfait contro il Bologna all’andata e ad abbandonare il campo dopo pochi minuti al ritorno. Inoltre, manca sempre la spinta di Angelino a sinistra.

La pessima gestione dei momenti decisivi

La Roma nei big match ha collezionato solamente 3 punti. Tutti arrivati nel girone di ritorno. Nessuna vittoria per i giallorossi. Un dato pesante che svela tutte le vulnerabilità di una squadra ancora non pronta a combattere per i posti di élite della classifica.
Se si sposta il focus solo nell’ultimo mese, la Roma perde tutte le partite decisive per incapacità di gestione.
Nel match chiave per il quarto posto contro la Juventus, la Roma è protagonista di una grande gara e si ritrova a 20 minuti dalla fine in vantaggio per 3-1. In caso di vittoria, i giallorossi si porterebbero a 7 punti di vantaggio. In 20 minuti, la squadra cala, la paura si fa sentire e prima viene concesso il gol a Boga e poi quello in extremis di Gatti. Determinate sconfitte, oltre a far male alla classifica, portano conseguenze anche sul piano emotivo. Infatti, la settimana successiva, la Roma perde a Genova gestendo malissimo la situazione, poi è costretta a recuperare il gol di svantaggio a Bologna. Contro il Como non mantiene il vantaggio firmato da Malen e si fa ribaltare, e contro il Bologna perde la concentrazione nei minuti finali, perdendo un match che risulterà essere una delle sconfitte europee più dolorose della storia recente della Roma. Gli infortuni e la mancanza di alternative sicuramente incidono, ma sia i giocatori che Gasperini hanno le loro responsabilità.

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