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La mossa Ryan non basta all'Australia: passa l'Egitto

Prima dei rigori coi Faraoni il Ct dei 'Socceroos', Popovic, ha lanciato tra i pali lo specialista Ryan: ma la mossa non ha funzionato.

Si è deciso ai rigori il sedicesimo di finale dei Mondiali a Dallas tra Australia ed Egitto. Un match chiuso sull'1-1 al termine dei supplementari e che si è concluso con l'avvincente, emozionante, per certi versi crudele appendice dei tiri dal dischetto. Una manciata di minuti prima del termine il Ct australiano Popovic ha provato a giocarsi una mossa che i 'Socceroos' avevano già sperimentato in passato: dentro il portiere di riserva. Stavolta, però, la “furbata” non ha funzionato.

Australia-Egitto si decide ai rigori: dentro capitan Ryan

Uno a uno dopo 120 minuti per effetto del gol di testa di Ashour al 13' del primo tempo che aveva portato in vantaggio i nordafricani e dell'autorete, sempre di testa, di Hany al 10' della ripresa che aveva riportato in parità gli australiani. La curiosità è che il migliore in campo, fino all'inizio dei rigori, era stato il portiere dell'Australia, Patrick Beach, 22enne estremo difensore del Melbourne City provvidenziale in più circostanze nello sventare i tentativi egiziani.

Prima dei rigori, però, Popovic ha provato a ripetere la mossa che un altro Ct, Arnold, aveva attuato in occasione dello spareggio intercontinentale per l'ammissione ai Mondiali 2018 contro il Perù: fuori il titolare, dentro il portiere di riserva. In quella occasione fu proprio Ryan a lasciar spazio a Redmayne, che con le sue prodezze sarebbe risultato decisivo. A Ryan non è riuscita la stessa impresa: dei quattro rigori calciati dai “Faraoni” non ne ha parato neanche uno.

Mathew Ryan, l'ex portiere della Roma in campo nel finale

Nato l'8 aprile 1992 a Plumpton, nel Nuovo Galles del Sud, Ryan è arrivato ai Mondiali da svincolato. In carriera ha difeso la porta di Mariners, Bruges, Valencia, Genk, Brighton, Arsenal, Real Sociedad, Copenaghen, AZ, Roma (per pochi mesi dall'estate del 2024 a gennaio 2025, giocando solo una partita di Coppa Italia contro la Sampdoria), Lens e Levante.

Giocatore di grande carisma, capitano in pectore della selezione australiana, ha scelto di muoversi in anticipo sulle conclusioni dal dischetto dei rivali. È andato vicino a parare la prima, calciata da Saber, a sua volta lanciato nella mischia dal Ct egiziano Hassan proprio per la sua abilità a tirare i rigori. S'è fatto spiazzare, invece, dagli altri tre, compreso Salah che l'ha beffato con un cucchiaio.

Salah e l'Egitto fanno la storia: qualificazione agli ottavi

Proprio un altro svincolato di lusso, “Momo”, ha riscattato ai rigori una prestazione forse poco brillante, guidando l'Egitto a un'impresa storica: la qualificazione agli ottavi di finale. Non si tratta di una prima volta, visto che nel 1934 in Italia l'Egitto giocò proprio l'ottavo contro l'Ungheria. In quella circostanza, però, le Nazionali partecipanti erano appena sedici e si partì direttamente dagli ottavi.

Stavolta l'Egitto ha dovuto superare la fase a gironi (e si è trattata di una storica prima volta, visto che nel 1990 e nel 2018 era arrivata l'eliminazione al primo turno) e poi il barrage dei sedicesimi. Un'impresa che è figlia di una Nazionale che può contare sulla classe, l'estro e l'esperienza non solo di Salah, ma di altri campioni che hanno fatto fortuna in Europa come Marmoush o che sono sulla breccia da anni: Trezeguet e Ziko.

Ora l'Egitto non vuol certo fermarsi. Dopo aver scritto la storia, la selezione guidata da Hossam Hassan è pronta a spingersi ancora più avanti. E per Salah, che potrebbe essere all'ultima avventura mondiale della sua straordinaria carriera, si tratta di un'occasione da cogliere al volo.

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