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La Liga: i 10 momenti del 2023

Il Barcellona è tornato a vincere con Xavi anche grazie a Lewandowski. Il nuovo che avanza in Spagna si chiama Bellingham, col Girona club rivelazione dell’anno. 

Il Barcellona di Xavi

Il 14 maggio del 2023 il Barcellona ha messo le mani sul 27esimo scudetto della propria storia nel 4-2 finale del derby con l’Espanyol. Archiviata l’era Rambo Koeman, decisamente poco proficua, i blaugrana sono tornati al passato chiamando alla guida della prima squadra una vecchia bandiera come Xavi. E il centro è stato fatto al primo tentativo con il duello vinto sul Real Madrid. Diverso è stato il discorso in Europa dove i catalani sono stati eliminati al primo turno sia in Champions che in Europa League. Si proverà a far meglio nella stagione attuale, anche se in campionato il rendimento non è stato finora all’altezza della precedente annata. 

Lewandowski subito decisivo

Nello scudetto del Barcellona una firma importante l’ha messa Robert Lewandowski. Il centravanti polacco ha voluto a tutti i costi sbarcare nella Liga, arrivando persino alla rottura con il Bayern Monaco. L’età non è più verdissima ma il killer istinct è sempre il solito: 23 gol in Liga e titolo di capocannoniere portato a casa.

Il Real fa da spettatore

Non è abituato il Real Madrid a guardare gli altri vincere. Cosa che è accaduta nella scorsa stagione in tutte le competizioni alle quali i Blancos hanno preso parte. Contrariamente alla storia, però, ciò non ha portato all’esonero dell’allenatore Carlo Ancelotti anche in virtù delle credibilità guadagnata in carriera dal tecnico di Reggiolo. Ora le Merengues sono partite con un approccio ben diverso, con la voglia di riprendersi al più presto la scena. 

Michel e il suo Girona

10 dicembre 2023, una data piuttosto recente. Questo è il giorno in cui la Liga si è accorta in maniera definitiva di quanto facciano sul serio i terribili ragazzi di Michel. Il 4-2 del Camp Nou contro il Barcellona certifica le ambizioni di alta classifica dei biancorossi. Non sappiamo se e quanto dureranno ma certamente i catalani ci stanno facendo divertire, forti di un progetto avviato nel 2021 che li ha prima riportati in massima divisione e poi gradualmente a scalare le gerarchie del calcio iberico. 

Betis e Siviglia, due volti di una città

Il Betis si sta confermando squadra di alta classifica. Dopo la qualificazione in Europa League ottenuta nella scorsa annata, anche in questa i biancoverdi si stanno mantenendo sugli stessi standard qualitativi. Se metà funziona, però, l’altra cerca disperatamente una via per risalire. Parliamo del Siviglia che di recente ha esonerato Mendilibar portando in Andalusia Quique Sanches Flores. L’Europa League vinta pochi mesi fa è arrivata quasi dal nulla, per una squadra che è riuscita a salvarsi non senza qualche difficoltà. D’altra parte con quella competizione i rojiblancos hanno un feeling particolare. Diverso è il caso della Champions dalla quale sono invece immediatamente usciti con soli due punti nel girone. 

La retrocessione storica dell’Espanyol

Nello stesso match che ha permesso al Barcellona di vincere lo scudetto è arrivata un’altra sentenza del campionato spagnolo: la retrocessione dell’Espanyol. Si è trattato di un evento storico per il torneo considerando come solamente i cugini blaugrana, il Real Madrid e l’Athletic Bilbao abbiano giocato più campionati in Liga: l’Espanyol era a 85 (le altre a 89) alla pari del Valencia che adesso lo ha scavalcato in questa particolare graduatoria. L’ultima retrocessione dei biancoblu era data 1993, vent’anni fa. 

Real Sociedad tra le big

L’Atletico Madrid ci ha abituato negli anni al ruolo di terzo incomodo nell’eterno duello tra Barcellona e Real Madrid. La quarta grande, al netto dell’exploit del Girona, che sta provando a farsi largo è la Real Sociedad che anche stavolta sta provando a reggere nelle prime posizioni della Liga. Pure in Champions i baschi stanno confermando i loro progressi: hanno chiuso primi nel girone mettendosi alle spalle i vice-campioni d’Europa dell’Inter. 

Bellingham e l’impatto sulla Liga

C’è vita dopo Karim Benzema. D’altro canto a Madrid c’era stata pure dopo l’addio di Cristiano Ronaldo che poteva significare la fine di un meraviglioso ciclo. Il nuovo che avanza nella capitale spagnola si chiama Jude Bellingham, uomo dal ruolo indefinito ma che sa fare tutto e lo sa fare bene. Ad esempio segnare, tant’è che Ancelotti lo ha utilizzato pure da prima punta dirottandolo poi a destra, a sinistra o in mezzo a seconda del bisogno. L’inglese è destinato a far parlare di sé a lungo. 

Prove di risveglio di Joao Felix

Non sempre la cifra spesa per un giocatore è sinonimo di risultati. Joao Felix era arrivato a Madrid, sponda Atletico, con un bagaglio carico di aspettative, forse troppe per un ragazzino etichettato precocemente come erede di CR7. Tra i Colchoneros il ragazzo di Viseu non è riuscito a imporsi, tanto che è stato girato in prestito prima al Chelsea e poi al Barcellona. Proprio tra i catalani, nonostante la squadra ultimamente non stia brillando, il portoghese sta invece lanciando qualche segnale di ripresa. A 24 anni compiuti è ancora in tempo per fare grandi cose. Ma siamo solo all’inizio. 

La rinascita di Borja Mayoral

Borja Mayoral è cresciuto nel Real Madrid ma non ha mai avuto la fiducia dei Blancos. Ha così provato a costruirsi altrove la propria carriera, facendo tappa pure in Italia tra le fila della Roma. Adesso il 26enne spagnolo sta finalmente trovando continuità anche dal punto di vista realizzativo, con il Getafe che lo ha acquistato a titolo definitivo. 

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