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Kiricocho: dall'Argentina al mondo per portare sfortuna

Scopri la leggenda di Kiricocho, l'espressione argentina che porta sfortuna nel calcio, e come un semplice tifoso è diventato un simbolo di superstizione.

In un angolo del mondo dove il calcio è più di un semplice sport, dove ogni partita è questione di vita o di morte, dove il calcio è ossigeno nasce un termine che ha il potere di evocare timori e superstizioni: Kiricocho. Questa espressione argentina, pur essendo sconosciuta a molti, è diventata un simbolo di sfortuna nel mondo del calcio. Non troverai il suo significato nei dizionari, ma chi ama il gioco sa che, in qualche modo, Kiricocho è parte integrante della cultura calcistica antica e moderna.

La storia di Kiricocho

Per comprendere l’essenza di Kiricocho, dobbiamo tornare indietro agli anni '80, un'epoca in cui il calcio argentino stava per vivere un momento di gloria. Carlos Bilardo, l’allenatore che porterà l’Argentina alla vittoria della Coppa del Mondo nel 1986, si trovava alla guida dell’Estudiantes de la Plata. Tra i tifosi biancorossi, c’era un uomo che non si perdeva un allenamento, un fervente sostenitore che, però, non era ben visto da giocatori e dirigenti. Infatti, ogni volta che Kiricocho era presente, succedeva qualcosa di brutto: infortuni, sfortune, eventi tragici. Ogni seduta d'allenamento si trasformava in un incubo, e la sua presenza sembrava portare con sé un'ombra di malaugurio e messaggi nefasti.

Nessuno crede nelle superstizioni fino a quando non diventano realtà. Così, i vertici del club decisero di escludere Kiricocho, vedendo in questa scelta l'unica soluzione possibile. Ma, da un lato, si sentivano in colpa, poiché il malcapitato era un vero tifoso, e dall'altro, l'ostracismo sembrava ingiusto.

La situazione rimase in stallo fino all'arrivo di Bilardo, un tecnico pragmatico e scaramantico, che sapeva quanto fosse importante il legame con i tifosi. Decise di trasformare la sfortuna in un'opportunità, ordinando a Kiricocho di accogliere la squadra avversaria quando l’Estudiantes giocava in casa. E così, i biancorossi si proclamarono campioni, perdendo una sola partita in casa, contro il Boca Juniors, curiosamente l'unica in cui Kiricocho era assente.

Il nome di questo tifoso divenne leggenda, e la superstizione si intrecciò con la fede e il misticismo. Ogni volta che un avversario si preparava a calciare un rigore o un attaccante rivale si trovava faccia a faccia con il portiere, si invocava il suo nome. Kiricocho divenne un mantra, un grido di battaglia, e l'espressione si diffuse in Argentina, utilizzata per portare sfortuna in ogni tipo di competizione, da un gioco di carte a una corsa, fino a una partita di calcio.

Kiricocho arriva in Europa

Con il trasferimento dei talenti argentini in Europa, anche le loro tradizioni si diffusero. È diventato sempre più comune vedere giocatori europei bere il mate, fare un asado con gli amici o gridare Kiricocho in situazioni critiche, portando con sé un pezzo della loro cultura.

Kiricocho e l’aneddoto del mondiale

La leggenda di Kiricocho si espande dai campetti dove giocano i bambini fino alla finale del mondiale. Capdevila, campione del mondo con la Spagna nel 2010, racconta di un momento cruciale: quando Robben, nella finale di Johannesburg, si trovò di fronte a Casillas, le speranze sembravano svanire. Disperato, l’allora terzino del Villarreal urlò “Kiricocho!” e, come per magia, il formidabile esterno del Bayern Monaco si fece ipnotizzare da Casillas, trasformando la paura in trionfo.

Kiricocho in Serie A

Un aneddoto curioso riguarda Nico Paz, che sbagliò un rigore contro l’Atalanta. Quando l’argentino calciò contro Carnesecchi, si sentì dagli spalti qualcuno gridare “Kiricocho!” e, come per incanto, o per superstizione, la stella del Como fallì il tiro, dimostrando che la leggenda di Kiricocho non conosce confini.

Che fine ha fatto Kiricocho?

Dalle parti della Plata, nessuno ha mai più saputo di lui. È stato cercato ovunque, desiderosi di intervistarlo e conoscere il personaggio che ha dato vita a questa leggenda, ma nessuno è mai riuscito a rintracciarlo. Eppure, nonostante sia scomparso fisicamente, Kiricocho rimane immortale, un simbolo di sfortuna e speranza, presente in ogni stadio del mondo.

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