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F1: Kimi Antonelli Campione del Mondo
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Kimi Antonelli sul tetto del mondo! Il primo italiano dal 1953

A 73 anni di distanza da Ascari, il campione bolognese riporta il titolo F1 in Italia. Una cavalcata da urlo e a suon di record alla guida della Mercedes.

La festa può esplodere, Kimi Antonelli è campione del mondo. L'Italia ha il suo numero 1 anche nelle quattro ruote, merito del giovanissimo pilota bolognese che ha bruciato le tappe e ha conquistato il titolo alla sua seconda stagione tra i grandi.

Una soddisfazione immensa per lui, per la Mercedes che ha saputo individuarne il talento e puntare su di lui, ma anche e soprattutto per i tanti appassionati della Penisola, disposti addirittura a mettere da parte il tifo per la Ferrari, per celebrarne il trionfo.

Un italiano in cima al mondo, l'ultimo fu Ascari nel 1953

L'Italia è terra di campioni e di piloti, un paese dove il mito della velocità attecchisce come pochi altri. Eppure, Antonelli è appena il terzo italiano di sempre a far suo il titolo della F1. Prima di lui c'erano riusciti solo altri due. Giuseppe Farina nel 1950, anno della prima edizione del Mondiale, alla guida dell'Alfa Romeo. E Alberto Ascari in due circostanze, nel 1952 e nel 1953, al volante della Ferrari.

Sembrava l'inizio di un dominio tricolore, è stata invece un'interminabile parentesi visto che, dopo gli anni segnai dal dominio di Juan Manuel Fangio, hanno iniziato a dettar legge britannici, australiani, austriaci, brasiliani. Campioni provenienti da tutte le parti, fuorché dall'Italia. Poi è arrivato Kimi. E 73 anni dopo Ascari, ha fatto risuonare nuovamente l'inno di Mameli al vertice della F1.

La straordinaria stagione 2026 di Kimi Antonelli in F1

Quella di quest'anno è stata un'autentica cavalcata trionfale per Antonelli. Supportato da una Mercedes impressionante, sia chiaro, ma capace di stravincere anzitutto il duello "interno" con l'altro pilota della scuderia, George Russell. Dopo il secondo posto in Australia alle spalle del compagno, Antonelli ha vinto tre GP consecutivi in Cina, Giappone e a Miami, iniziando ad accumulare un vantaggio consistente in classifica.

Poi il trionfo a Monaco, quelli nei Gran Premi di Monza, Canada, Belgio, Spagna e Stati Uniti, una serie di piazzamenti "chirurgici" che gli hanno consentito di prendere il largo e di gestire con relativa tranquillità il vantaggio, fino al momento decisivo. Ora lo si può urlare ai quattro venti: Kimi Antonelli è campione del mondo!

La carriera di Antonelli, dai kart al titolo mondiale

Lo scorso 25 agosto Kimi ha compiuto vent'anni: è nato infatti a Bologna nel 2006. Quella per i motori è una passione di famiglia in casa Antonelli. Il nome è un omaggio a zio Andrea, tifosissimo di Kimi Raikkonen e soprannominato proprio "Kimi" da amici e parenti. E infatti il nome completo è proprio Andrea Kimi Antonelli.

Papà Marco, a sua volta pilota automobilistico e proprietario del marchio AKM Motorsport, lo ha poi introdotto nel mondo della velocità, facendolo debuttare tra i kart nella scuderia Kart Republic di Dino Chiesa. Un anno dopo è diventato membro del Mercedes Junior Team, nel frattempo dopo i successi tra i kart si è fatto le ossa in Formula 4, Formula Regional europea e il campionato italiano Gran Turismo.

Dopo aver debuttato nel 2024 in Formula 2, saltando l'anno di apprendistato in Formula 3 per manifesto eccesso di talento, nel 2025 Kimi ha esordito in Formula 1 conquistando tre podi e piazzandosi settimo nella classifica generale. L'anno dopo, poi, ha vinto il Mondiale. Anzi, l'ha stravinto.

Antonelli e la Ferrari: chissà se un giorno...

L'unico piccolo (anzi piccolissimo) cruccio per i tifosi italiani è: come mai un campione come Kimi Antonelli, nato a pochi km da Maranello, non corre per la Ferrari? Le coincidenze e qualche scelta sbagliata effettuata in passato dalla dirigenza delle Rosse hanno fatto sì che Kimi esplodesse alla Mercedes. Ma in un futuro non meglio precisato, Antonelli potrebbe approdare al volante di una monoposto col Cavallino rampante. Lo ha ribadito Piero Ferrari, confessando quello che per il momento è solo un segno, ma che un giorno potrebbe diventare realtà.

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