Woltemade e Kolo Muani possono giocare insieme? L'analisi tattica.
La Juventus di Luciano Spalletti si trova di fronte a un paradosso tattico: una mole di gioco offensivo notevole, spesso vanificata da una scarsa concretezza sotto porta. Con un centrocampo decimato dagli infortuni e privo di geometrie consolidate, il tecnico di Certaldo è costretto a cercare soluzioni alternative per curare questa cronica carestia offensiva. In vista della delicata sfida contro il Sassuolo, l’idea che sta prendendo sempre più piede negli uffici della Continassa è quella di un tandem inedito: Woltemade e Kolo Muani insieme dal primo minuto.
L’ipotesi di schierare il tedesco e il francese in coppia non è una semplice mossa disperata, ma una precisa scelta strategica. Entrambi sono centravanti atipici, amanti del dialogo e del movimento lontano dall’area di rigore. Woltemade, nonostante una stazza imponente di 198 centimetri, possiede una sensibilità tecnica e una visione di gioco da trequartista puro; la sua capacità di abbassarsi per cucire il gioco potrebbe rivelarsi fondamentale per innescare le accelerazioni di Kolo Muani.
Il francese, dal canto suo, predilige partire leggermente più arretrato per poi attaccare lo spazio in profondità con la sua esplosività. Queste caratteristiche, apparentemente divergenti, potrebbero rivelarsi complementari: Woltemade agirebbe da "regista avanzato", attirando su di sé i difensori avversari e liberando corridoi per gli inserimenti del compagno. In un momento in cui la mediana bianconera fatica a creare gioco, avere due punte che sanno dialogare nello stretto e rifinire l’azione nell’ultimo terzo di campo diventa una necessità vitale per dare imprevedibilità alla manovra.
Tuttavia, se da un lato l’idea stuzzica la fantasia di Spalletti, dall’altro è impossibile ignorare le criticità strutturali legate alla rosa. La coperta, in casa Juventus, appare decisamente corta. Schierare contemporaneamente Woltemade e Kolo Muani significa, di fatto, bruciare le principali alternative offensive fin dal fischio d’inizio.
In caso di partita bloccata o di necessità di cambiare assetto a gara in corso, il tecnico si ritroverebbe con una panchina priva di soluzioni di pari livello, limitando drasticamente la possibilità di variare il piano gara. È una scommessa ad alto coefficiente di difficoltà: Spalletti è chiamato a valutare se il beneficio immediato di una maggiore pericolosità offensiva valga il rischio di restare "scoperti" nella gestione dei novanta minuti. La sfida contro il Sassuolo sarà il banco di prova definitivo per capire se questo esperimento possa diventare una costante o restare solo una soluzione d'emergenza.