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  1. Tennis

Jannik Sinner nell'anno della consacrazione

Dopo aver stupito il mondo del tennis sfiorando il trionfo alle ATP Finals e guidando l'Italia in Coppa Davis, Jannik Sinner va a caccia del primo Slam della carriera.

Evento:  Australian Open
Luogo: Melbourne Park, Melbourne
Data: 14-28 gennaio 2024
Orario: ogni giorno sessioni al via all'1.00 e alle 8.30
Dove vederla: Sky, Cielo, Eurosport, NOW

Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e poi? Jannik Sinner. Anzi, forse il 22enne di San Candido ha già fatto più dei suoi illustri predecessori. Per età, talento e prospettive, infatti, l'altoatesino è uno di quelli col physique du rôle per segnare un'intera generazione e trovare un proprio posto nella storia. 

Certo, di azzurri validi nel corso degli ultimi anni ne abbiamo avuti diversi, con campioni che hanno dato il proprio contributo vincendo titoli ed emozionando gli spettatori. Che poi è quello che conta di più nello sport. Ma il ricciolino di San Candido pare abbia qualcosa di diverso rispetto agli altri. Lo si vede dal modo di stare in campo, dall'abnegazione nel lavoro che si manifesta con una crescita costante, dai traguardi raggiunti impressionanti se rapportati all'età. 

Il 2023 è stato l'anno della definitiva affermazione a livello internazionale, col primo Masters 1000, il trionfo sfiorato alle ATP Finals, quello centrato da trascinatore con la Nazionale azzurra in Coppa Davis. Nessun tennista italiano del passato a 22 anni ha mai vinto così tanti titoli ATP. Nel 2024 dovrà consacrarsi, passando dal range di campione a quello di fuoriclasse. In Australia, tanto per dire, andrà a caccia del primo successo in uno Slam. L'Italia crede in lui, Sinner ha già dimostrato di saper reggere la pressione. Un raggio di luce tutto azzurro nella speranza che brilli ancora di più. 

I titoli, i record stabiliti e quelli ancora possibili

L'impatto di Jannik Sinner nel mondo dei big, dopo la classica trafila tra juniores e tornei di minore caratura, è stato immediatamente notevole. Basti pensare che nessun italiano era mai riuscito ad entrare nella top cento della classifica ATP da minorenne: l’altoatesino alla prima stagione tra i professionisti riuscì a piazzarsi novantatreesimo in graduatoria. Lo score gli valse il riconoscimento da parte dei colleghi quale miglior esordiente dell’anno, era il 2019, con premio annesso. 

Per il primo titolo ha dovuto aspettare un poco, ma neanche tanto: è stata Sofia in Bulgaria a concedergli la chance di mettere le mani su un torneo ATP con il successo in finale contro il canadese Vasek Pospisil. Ne sono arrivati altri: Melbourne con il Great Ocean Road Open, Washington con l’Open, il bis in Bulgaria, Anversa all’European Open, Umago al Croazia Open, nel quale riuscì ad imporsi contro Carlos Alcaraz. E poi i tanti trionfi di un 2023 da urlo: Montpellier, Toronto (primo Masters 1000 in bacheca), Vienna e naturalmente le Finals di Davis a Malaga.

Nel mezzo anche qualche finale persa: dopo la prima a Miami nel 2021, le due tra febbraio e aprile 2023 sempre contro Daniil Medvedev considerato come la sua bestia nera dopo i sei confronti finiti tutti nelle grinfie del moscovita. E poi la battaglia di Torino, contro un Novak Djokovic che si è preso l'ennesimo successo alle Finals. D'altro canto Sinner non è il migliore, lotta per esserlo. E nella sua battaglia quotidiana qualche record lo ha anche piazzato se parametrato alla storia italiana nel tennis. 

Oltre a quelli già citati, ad esempio, è insieme a Matteo Berrettini l’unico tennista azzurro ad aver disputato almeno i quarti di finale in ogni prova del Grande Slam. Ha sottratto a Panatta il record del più giovane italiano vincitore di un Masters 1000 dal momento che Adriano lo vinse a Stoccolma nel 1975 a 25 anni e 4 mesi, mentre Jannik l'ha spuntata a Toronto neppure 22enne. 

E fino al 2027 può ancora strappare a Nicola Pietrangeli il record del più giovane campione Slam agli Australian Open. La clessidra è invece un po’ più impietosa sul French Open: finora è stato il più giovane a raggiungere i quarti di finale ma Panatta riuscì ad andare oltre conquistando la semifinale nel 1973 a ventidue anni e dieci mesi. Avrà solo un’altra edizione della rassegna francese il buon Sinner per migliorare quanto fatto dal campione romano.

Melbourne e il futuro: Sinner può ancora migliorare

Oggi Sinner è numero quattro al mondo. Si tratta del suo miglior risultato fino ad oggi. Ma la terza posizione, occupata da Daniil Medvedev, non sembra poi così irraggiungibile. Soprattutto se l'ascesa di Jannik proseguirà a questi ritmi. Se per l’Italia è già un vanto, l’Europa e il mondo sono un qualcosa da conquistare con il tempo lavorando e migliorandosi passo dopo passo. 

Qualche punto debole ancora è presente, come è normale che sia. L’altoatesino è, per esempio, abituato a dominare il gioco esaltandosi quando ci riesce. Ma non sempre ciò è possibile, per cui studiare piani alternativi per arrivare dove può è necessario. Melbourne sarà il nuovo, esaltante banco di prova.

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