Da influencer e youtuber a pugile professionista in qualche anno. Jake Paul può davvero competere per un titolo mondiale?
La boxe è uno degli sport più antichi del mondo, uno sport duro, spesso violento, ma allo stesso tempo nobile. Sul ring ci si scambiano i colpi più pesanti mentre l’adrenalina è a mille; si sente un mix di paura ed eccitazione, sensazioni che tengono gli appassionati incollati a uno schermo o in piedi ai lati del ring.
Non per niente, "la nobile arte" è stata decantata da alcuni dei più grandi scrittori della storia come Ernest Hemingway, dipinta da alcuni dei più grandi artisti come George Bellows, e portata nei grandi schermi del cinema dai migliori registi.
Dietro quei guantoni, quel ring e quelle sensazioni che provano i pugili quando si scambiano gli ultimi sguardi prima del suono della campanella che dà inizio all’incontro, c’è quindi molto più di un semplice sport.
Per tutti questi motivi, molti "puristi" di questo magnifico sport hanno storto il naso sin dall’inizio della carriera di Jake Paul. Lo youtuber che, per molti, stava "svilendo" la boxe, adesso pare essere riuscito a entrare addirittura tra i Top15 pugili della categoria cruiserweight, con la possibilità di avere una chance per la cintura mondiale.
"El Gallo" ha iniziato la sua carriera pugilistica nel 2020, incontrando dapprima youtuber ed ex fighter di MMA, prima di passare al 58enne Mike Tyson e all’ex campione dei pesi medi Chávez.
Per quanto riguarda l’incontro con "Iron Mike", non ci fu molto da vedere, se non una leggenda in condizioni non ottime, che ha scelto di dare spettacolo agli affezionati per un’ultima volta.
Il match contro l’ex campione Chávez è stato invece il punto di svolta, finora, della carriera di Jake Paul. Aver vinto per decisione unanime lo ha spedito al 14esimo posto del ranking WBA, tra le critiche degli appassionati.
La WBA ha ritenuto le due ultime vittorie di "El Gallo" abbastanza per posizionarlo tra i migliori 15 cruiserweight del mondo, ma è davvero così?
Esperti, appassionati e pugili professionisti hanno ritenuto sufficiente la decisione della WBA di garantire la Top15 a Jake Paul, dopo le vittorie contro una leggenda come Mike Tyson, nonostante i 58 anni e l’essersi ritirato tempo fa, e contro Chávez, che non registra una vittoria importante dal 2014.
Probabilmente, però, non è così, anche se non sarebbe la prima decisione "controversa" da parte di un organo come la WBA.
Adesso, però, la più antica tra le organizzazioni di pugilato pare voglia fare un passo indietro, rivedendo la propria decisione in occasione della Convention Europea che si terrà a Madrid tra il 15 e il 18 luglio.
Nel frattempo Jake Paul e la sua MVP, non hanno perso tempo nel mostrare il proprio dissenso per la decisione, che potrebbe ridisegnare il piano per la carriera di ‘El Gallo’.