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Inter, la seconda stella è realtà: il capolavoro di Inzaghi

L'Inter conquista il ventesimo scudetto della sua storia nella partita più importante: il derby. La squadra di Inzaghi succede al Napoli dopo aver dominato dall'inizio alla fine.

Missione compiuta: l'Inter batte il Milan nel derby della Madonnina e conquista il ventesimo scudetto della sua storia con cinque giornate d'anticipo. La seconda stella nella partita più importante nel capoluogo lombardo: un sogno per i tifosi nerazzurri, un incubo per il popolo rossonero. È il momento della festa, di celebrare lo straordinario percorso della squadra di Simone Inzaghi, che ha dominato dall'inizio alla fine concedendo le briciole alle rivali. Una marcia trionfale, quella dell'Inter, che ha fatto il vuoto in classifica.

Una garanzia di nome Marotta: premiata la rivoluzione estiva

Riavvolgiamo il nastro alla scorsa estate, quando l'Inter si è resa protagonista di una vera e propria rivoluzione sul mercato, facendo storcere il naso ai propri tifosi. Via Onana e la bandiera Handanovic, via Skriniar, via Dzeko, via Lukaku. Insomma, nomi pesanti. Al loro posto, Sommer, esperto portiere svizzero accolto tra lo scetticismo generale, Thuram - che si rivelerà l'ennesimo capolavoro a parametro zero di Beppe Marotta, ma - tra gli altri - anche i ritorni di Arnautovic e Sanchez e il colpo Pavard in difesa. Inutile girarci intorno: in tanti non erano convinti della bontà delle operazioni messe a segno della società nerazzurra. Invece, il campo ha detto altro. Perché l'undici di Inzaghi si è rivelato un rullo compressore.

I numeri da sogno dell'Inter di Inzaghi

Sì, è stato un dominio. Lo certificano i numeri, che non mentono mai. Ottantasei punti in 33 partite, che sono frutto di 27 vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta lo scorso 27 settembre in casa contro il Sassuolo. Unica battuta a vuoto nell'arco di un campionato pazzesco, in cui a lungo si è cullato anche di infrangere il record di 102 punti stabilito dalla Juventus di Antonio Conte nella stagione 2013/14.

Ma andiamo a snocciolare altri dati che testimoniano lo strapotere dell'Inter in questa edizione della Serie A. La capolista vanta di gran lunga il miglior attacco del torneo e nello stesso tempo anche la difesa meno perforata. Attacco atomico e pacchetto arretrato impenetrabile: questo il segreto del 3-5-2 di Inzaghi, che ha prodotto un calcio spettacolare senza offrire il fianco agli avversari come spesso accade quando si propone un gioco offensivo.

Inzaghi, il re di coppe vince il suo primo scudetto

Il primo tricolore del re di coppe. Lo scudetto incorona Simone Inzaghi tra gli allenatori più quotati d'Europa: per il tecnico piacentino si tratta del sesto successo da quando è approdato sulla panchina dell'Inter. In precedenza aveva vinto tre volte la Supercoppa Italiana (2021, 2022, 2023) e due la Coppa Italia (2021/2022, 2022/2023), senza dimenticare la finale di Champions League raggiunta la scorsa annata e persa di misura contro i fenomeni del Manchester City di Pep Guardiola. Ecco, se c'è una macchia nell'Inter versione 2023/24 è rappresentata dal deludente cammino europeo. Quest'anno i nerazzurri non sono andati oltre gli ottavi di finale, eliminati ai rigori dall'Atletico Madrid del grande ex Diego Simeone.

Lautaro Martinez-Thuram: coppia gol da sogno

Parlavamo di dati e, allora, aggiungiamone un altro, che fa riferimento alla classifica marcatori. Non c'è mai stata partita: a far sua la speciale graduatoria dei bomber è stato Lautaro Martinez. Mai il Toro aveva segnato così tanto nella massima serie: la fascia da capitano ha sicuramente giovato all'argentino, leader e trascinatore dell'Inter del ventesimo scudetto.

Perso Lukaku, ha trovato in Thuram un ottimo partner. L'attaccante figlio d'arte, ingaggiato a parametro zero dopo essersi imposto in Bundesliga col Borussia Mönchengladbach, ha avuto un impatto devastante sul campionato italiano: è infatti andato in doppia cifra sia per quanto riguarda i gol che gli assist, rimpiazzando Big Rom nei cuori della Milano di fede nerazzurra.

Da Calhanoglu a Frattesi: le altre armi dell'Inter scudettata

Inzaghi ha avuto il merito di creare una squadra con un'identità tattica ben precisa, in cui ogni elemento ha sempre saputo esattamente cosa fare. Dalla difesa a tre diretta da Acerbi con i due braccetti Pavard e Bastoni letali con i loro inserimenti al centrocampo, in cui la linea composta da Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan ha dettato legge in ogni angolo dello Stivale.

Menzione speciale per il turco, andato in doppia cifra e infallibile dagli undici metri. Poteva essere una delle tante stelle volate in Arabia Saudita, invece ha rifiutato per restare all'Inter. Quindi Dimarco, che oggi è uno degli esterni di sinistra più forti in circolazione. Anche le alternative hanno fornito un contributo prezioso. Come nel caso di Frattesi, spesso decisivo quando è stato gettato nella mischia a partita in corso.

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