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Il punto sulla Ligue 1: c’è vita oltre il Paris Saint-Germain

Mbappé e compagni hanno vinto nella delicata trasferta col Rennes ma per il momento inseguono al terzo posto della classifica. Che sia il preludio ad un verdetto diverso da quello degli ultimi anni?

Novità all’orizzonte? È ancora un po’ presto per dirlo. Il copione in Ligue 1 è stato piuttosto ripetitivo negli ultimi anni. Dal 2013 ad oggi per nove volte a vincere il titolo è stato il Paris Saint-Germain. Soltanto due le eccezioni a quella che ormai è diventata una regola: il Monaco di Leonardo Jardim, Bernardo Silva, Fabinho e Radamel Falcao nel 2016/2017 e il Lilla nel 2020/2021 con Christophe Galtier allenatore ed in campo, tra gli altri, Maignan, Ikoné, David e Botman. 

Squadre diverse con un minimo comun denominatore rappresentato da giovani di enorme talento, allenatori capaci di valorizzarli e una straordinaria amalgama che ha consentito di reggere la forza d’urto di un PSG che è sempre stato ricco di stelle. Se il prossimo sarà l’ennesimo scudetto dei capitolini o ci sarà una terza possibile outsider non è ancora dato saperlo. 

Certo, l’inizio dei Rouge-et-Bleu potrebbe lasciar intravedere un piccolo margine per inserirsi, anche se le partite che mancano da qui al termine della stagione restano ancora troppe. Un vantaggio per le contendenti può essere l’ennesima rivoluzione messa in atto dal PSG, con guida tecnica diversa e la rinuncia a due star ingombranti come Leo Messi e Neymar. In più c’è un clima non sempre idilliaco con un feeling che ancora deve sbocciare tra Luis Enrique e il resto del gruppo.

Monaco e Nizza sognano lo sgambetto ai parigini

Intanto partiamo dal Monaco che in questo momento è in cima alla classifica. I biancorossi in estate hanno scommesso su un allenatore che non vanta un nome altisonante né un curriculum particolarmente accattivante. In sella al club del Principato è infatti arrivato Adolf Hütter che tra Austria e Svizzera ha vinto tutto quello che poteva, ma che quando è passato in Germania, tra Eintracht Francoforte e Borussia M'gladbach ha avuto un rendimento meno convincente. 

E invece l’avvio in Francia del tecnico austriaco è stato incoraggiante, con la sua squadra che ha collezionato 17 punti in 8 partite e che soprattutto si è dimostrata una vera e propria macchina da guerra in fase realizzativa con ben 21 gol all’attivo. E pure ben distribuiti tra la prima punta Ben Yedder che ne ha fatti cinque e tutti gli altri, da Minamino a Balogun, da Akliouche a Golovin, da Maripan a Boadu senza dimenticare Jakobs, Vanderson e l’ex Torino Singo. Totale giocatori mandati a bersaglio: 10. 

Ha altre caratteristiche, invece, la seconda in classifica che è il Nizza. Gli Aquilotti di Francesco Farioli, giovane e promettente allenatore italiano, hanno la miglior difesa del torneo con sole 4 reti subite ma un attacco abbastanza sterile, capace di produrre soltanto 9 marcature in 8 incontri. Ciò che conta è che comunque abbiano capitalizzato al massimo questi dati, maturando 16 punti. Che sono più di quelli che è stato capace di fare il Paris Saint-Germain che vanta tra le proprie fila il capocannoniere del campionato e una rosa che non ha eguali tra le altre 17 che compongono la Ligue 1.

La passione italiana in panchina: Grosso e Gattuso raggiungono Farioli

Due sono stati i team che hanno deciso di cambiare guida tecnica. Partiamo dal Lione che non ha mai visto scoccare la scintilla giusta con Laurent Blanc, fin dal ritiro con i continui sfoghi dell’allenatore fin dalle prime amichevoli andate in frantumi. I Les Gones hanno così deciso di non trascinare a lungo un rapporto di per sé già nato male riportando sulle rive del Rodano un loro ex calciatore come Fabio Grosso, reduce peraltro da una bella stagione con tanto di promozione in Serie A con il Frosinone. Non che la classifica del club sia poi migliorata con l’avvento del 45enne romano. Penultimo posto e ancora zero successi per un Lione che fatica a stare a galla. 

La passione dei Galletti per i mister azzurri ha poi spinto il Marsiglia a pensare a Rino Gattuso per rimpiazzare un Marcelino che non si sentiva in sintonia né con la piazza né con una buona parte dei calciatori a sua disposizione. Nell’ultima gara di campionato l’OM ha ottenuto tre punti preziosi battendo con un netto 3-0 il Le Havre. Chissà che questo risultato non possa rappresentare un nuovo inizio per il Marsiglia, che in Europa League aveva subito una doppia rimonta dal Brighton e che prima ancora avevano perso in modo rocambolesco in trasferta con il Monaco. 

Due sorprese, che certamente non hanno avuto bisogno di sostituzioni in panchina, sono state il Brest e il Reims. Nuovo che avanza anche oltralpe, con una stagione che potrebbe anche regalare un verdetto inatteso data la maggiore competitività emersa in questo primo scorcio. 

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